
Un furto lampo risolto nel giro di poche ore grazie alla tecnologia. La Polizia Locale di Cagliari ha fermato e denunciato un 35enne cittadino straniero che nel pomeriggio di oggi ha rotto il vetro di un’auto in sosta per rubare un tablet lasciato all’interno dell’abitacolo.
L’uomo ha colpito nel primo pomeriggio, frantumando il vetro laterale di un’auto parcheggiata e impadronendosi del dispositivo elettronico. Dopo il furto, si è dato immediatamente alla fuga, confidando nell’anonimato.
Le indagini sono state però rapidissime. Gli agenti, oltre a raccogliere le prime testimonianze, hanno sfruttato una risorsa fondamentale: il tracciamento della posizione GPS del tablet rubato. Seguendo il segnale, hanno circoscritto l’area di piazza del Carmine, dove hanno individuato l’uomo mentre tentava di allontanarsi in direzione di via Sassari.
Il 35enne è stato fermato mentre portava con sé un borsone da palestra. All’interno, oltre al tablet appena sottratto, gli agenti hanno rinvenuto altri oggetti di cui l’uomo non è stato in grado di giustificare la provenienza. Era inoltre sprovvisto di documenti di identità.
Condotto prima al Gabinetto di Polizia Scientifica per le necessarie procedure di identificazione fotodattiloscopica, è stato poi trasferito al Comando di via Crespellani. Per lui è scattata la denuncia a piede libero per il reato di ricettazione.
Il tablet, intanto, è già stato restituito alla legittima proprietaria, chiudendo un caso che dimostra come l’integrazione tra tempestività d’intervento e tecnologia possa garantire risultati efficaci nella lotta alla microcriminalità, anche nell’ultimo giorno dell’anno.

Un dramma ha spezzato i festeggiamenti di fine anno nel paese barbaricino. Andrea Puddu, allevatore e cacciatore, è morto ieri pomeriggio a seguito di una fucilata accidentale durante una battuta di caccia grossa nelle campagne di Sa Serra. La comunità di Oliena, paese di circa 300 cacciatori, è sotto choc e ammutolita per la perdita.
L’incidente è avvenuto poco dopo le 16:00 di lunedì 30 dicembre. Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, basate sulle testimonianze, un repentino movimento di un cinghiale avrebbe tratto in inganno uno dei cacciatori. Il colpo partito in quella frazione di secondo non ha centrato la preda, ma ha colpito mortalmente Andrea Puddu al petto, senza lasciargli scampo.
La Procura della Repubblica di Nuoro ha iscritto nel registro degli indagati un compagno di caccia della vittima, il 71enne Giovanni Puligheddu, con l’accusa di omicidio colposo. La notizia ha ulteriormente sconvolto una comunità dove i cacciatori formano una sorta di grande famiglia.
Per accertare con precisione le dinamiche della tragedia, il corpo di Andrea Puddu sarà sottoposto a autopsia domani, 1° gennaio 2026, alle 9:30 presso il Policlinico Brotzu di Cagliari. L’incarico è stato affidato al medico legale dottor Roberto Demontis.
La tragedia riaccende il dibattito sulla sicurezza durante l’attività venatoria e getta un’ombra di dolore sull’intera provincia, mentre una famiglia e un intero paese si preparano a iniziare l’anno nuovo nel lutto.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Sassari, coadiuvati dallo Squadrone Eliportato Cacciatori Sardegna e dai militari della Compagnia di Alghero, hanno eseguito un'importante operazione antidroga, arrestando un uomo sospettato di gestire un traffico di stupefacenti destinato alla piazza locale.
Nel corso di una perquisizione domiciliare, i militari hanno scoperto nell’abitazione dell’uomo un vero e proprio deposito di droga, nascosto nell’armadio della camera da letto. Il sequestro è di rilevanti dimensioni: 3 chilogrammi di marijuana, 1,2 chilogrammi di eroina e 800 grammi di cocaina, per un totale di oltre 5 chili di sostanze stupefacenti.
Con la droga sono stati rinvenuti anche gli strumenti del mestiere: un bilancino elettronico di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi e una tessera sanitaria contraffatta, elemento che suggerisce l’utilizzo di documenti falsi per le attività illegali.
L’uomo è stato trattenuto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Su disposizione della Procura della Repubblica di Sassari, è stato trasferito nella casa circondariale di Bancali, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto davanti al Giudice delle Indagini Preliminari.
Nella stessa giornata, sempre ad Alghero, i Carabinieri hanno denunciato a piede libero un secondo uomo. Nel corso di un’altra perquisizione sono stati trovati 145 grammi di marijuana, 2 grammi di hashish, un altro bilancino di precisione e la somma di 5.070 euro in contanti, suddivisi in banconote di diverso taglio, verosimilmente provento dell’attività di spaccio.
Le due operazioni, concluse in poche ore, dimostrano l’intensa attività investigativa e di controllo del territorio portata avanti dall’Arma dei Carabinieri nella provincia di Sassari, con particolare attenzione ai fenomeni di spaccio al dettaglio e al ingrosso. L’uso di unità specializzate come i Cacciatori di Sardegna evidenzia l’approccio strategico e incisivo nel colpire i rifornitori della piccola e media criminalità locale, soprattutto in un periodo dell’anno ad alto consumo come le festività.

La mensa di via Canova a Olbia, gestita dal Gruppo di Volontariato Vincenziano, ha riaperto oggi le sue porte, pronta ad accogliere nuovamente decine di persone in difficoltà. Una ripresa resa possibile da un’immediata e commovente ondata di solidarietà cittadina, scattata dopo il vile furto subito la sera di Natale, quando ignoti hanno svuotato la dispensa subito dopo che i volontari avevano servito il pranzo a oltre ottanta bisognosi.
Nella tarda serata del 25 dicembre, dopo una giornata di intenso lavoro dedicata agli altri, i volontari hanno scoperto la dispensa completamente saccheggiata. A essere sottratti sono stati olio, carne, conserve, prosciutti e tutte le provviste donate dalla comunità per garantire pasti dignitosi anche durante le festività. Non ci sono stati segni di scasso alle porte principali, facendo supporre che i ladri siano entrati passando per un corridoio interno che collega la sala del dormitorio alla mensa. La struttura, sprovvista di un sistema di videosorveglianza, è rimasta indifesa.
La notizia, diffusa sui social dal parroco di San Simplicio, Don Antonio Tamponi, ha fatto immediatamente il giro del web, suscitando sdegno e una pronta reazione. Decine di cittadini, associazioni del territorio e persino sindaci hanno condiviso l’appello, trasformando lo sconforto in un’azione corale.
È così nata un’iniziativa concreta: oggi, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, la Cittadella della Carità in via dello Zaffiro ospiterà una raccolta straordinaria di beni alimentari. Tutto ciò che verrà donato sarà destinato a rifornire la mensa di via Canova, per permetterle di continuare la sua opera insostituibile.
Guidata dalla presidente Tiziana Marzocca, la mensa rappresenta un fondamentale presidio di sostegno per la comunità olbiese. Il gesto criminale ha colpito non solo le provviste, ma il simbolo stesso di una solidarietà quotidiana e silenziosa. La pronta riapertura, sostenuta dalla generosità della gente, è una chiara risposta: la comunità non lascia indietro nessuno, nemmeno chi cerca di spegnere un lume di carità.
La vicenda, oltre a ricordare la vulnerabilità di queste realtà, ha illuminato la straordinaria capacità di reazione del tessuto sociale olbiese, dimostrando che, anche di fronte alla meschinità, il bene può organizzarsi e moltiplicarsi, soprattutto nel segno del vero spirito delle feste.

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