
Sono stati ufficialmente pubblicati dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli tutti i biglietti vincenti della Lotteria Italia 2025, relativi all'estrazione finale del 6 gennaio 2026 e ai premi giornalieri assegnati durante la trasmissione "Affari Tuoi".
L'elenco, consultabile sul sito ufficiale, è la lista definitiva per verificare se il proprio tagliando è risultato premiato.
Il primo premio da 5 milioni di euro è stato vinto da un biglietto della serie T, numero 270462, venduto a Roma. A seguire, i principali premi estratti:
Oltre ai premi principali, è stato estratto un Premio Speciale da 300.000 euro. Il biglietto fortunato appartiene alla serie M, numero 291089 ed è stato venduto ad Auronzo di Cadore (BL).
L'elenco prosegue con i premi delle categorie 2, 3 e 4, che vanno rispettivamente da 100.000, 50.000 e 20.000 euro. Tra questi, figurano anche vincite nella provincia di Cagliari (CA), con un premio da 20.000 euro (serie N, n. 310054 e serie N, n. 039509).
| # | Cat. | Serie | Biglietto | Venduto a |
|---|---|---|---|---|
| 6 | 2 | F | 460252 | PERGINE VALSUGANA (TN) |
| 7 | 2 | F | 495065 | CARCARE (SV) |
| 8 | 2 | R | 116579 | SAN NICOLA LA STRADA (CE) |
| 9 | 2 | B | 355821 | DESENZANO DEL GARDA (BS) |
| 10 | 2 | B | 408458 | NAPOLI (NA) |
| 11 | 2 | M | 082984 | SOMMA LOMBARDO (VA) |
| 12 | 2 | U | 473669 | CINISELLO BALSAMO (MI) |
| 13 | 2 | S | 203579 | MILANO (MI) |
| 14 | 2 | N | 010700 | ROMA (RM) |
| 15 | 2 | G | 227785 | BARBERINO DI MUGELLO (FI) |
| 16 | 2 | V | 055420 | CUVIO (VA) |
| 17 | 2 | S | 463626 | PESCARA (PE) |
| 18 | 2 | Z | 455638 | MONTEPAONE (CZ) |
| 19 | 2 | T | 243441 | CASTROCIELO (FR) |
| 20 | 2 | R | 040814 | LEVATE (BG) |
| 21 | 2 | G | 279874 | TORINO (TO) |
| 22 | 2 | E | 304956 | COLLOREDO DI MONTE ALBANO (UD) |
| 23 | 2 | I | 429575 | GIOIA DEL COLLE (BA) |
| 24 | 2 | L | 298491 | ANCONA (AN) |
(L'elenco prosegue per tutte le Categorie 2, 3 e 4. Di seguito una selezione rappresentativa, incluso il premio in Sardegna.)
... (segue l'elenco dei restanti premi da 100.000 €, n. 25-35) ...
| # | Cat. | Serie | Biglietto | Venduto a |
|---|---|---|---|---|
| 36 | 3 | C | 431308 | NAPOLI (NA) |
| 37 | 3 | S | 428559 | PISTOIA (PT) |
| ... | ... | ... | ... | ... |
| 45 | 3 | Z | 353771 | AURONZO DI CADORE (BL) |
| ... | ... | ... | ... | ... |
| 87 | 3 | AA | 291027 | RIVENDITORE ONLINE |
| # | Cat. | Serie | Biglietto | Venduto a |
|---|---|---|---|---|
| 96 | 4 | G | 307544 | MILANO (MI) |
| ... | ... | ... | ... | ... |
| 203 | 4 | N | 310054 | CAGLIARI (CA) |
| ... | ... | ... | ... | ... |
| 251 | 4 | N | 039509 | CAGLIARI (CA) |
| ... | ... | ... | ... | ... |
| 305 | 4 | A | 008063 | MERANO (BZ) |
(Assegnati dal 28/09/2025 al 26/12/2025)
| # | Biglietto | Codice | Venduto a | Data Puntata | Importo Premio |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | C067390 | 7390572996 | POTENZA | 28/09/2025 | 10.000,00 € |
| 2 | B084256 | 7237015064 | VENEZIA | 29/09/2025 | 10.000,00 € |
| 3 | E231296 | 4476893814 | ROMA | 30/09/2025 | 10.000,00 € |
| ... | ... | ... | ... | ... | ... |
| 78 | AA238780 | 4015871775 | ONLINE | 26/12/2025 | 20.000,00 € |
Il documento ufficiale include anche l'elenco completo di tutti i premi giornalieri da 10.000 e 20.000 euro vinti durante la trasmissione "Affari Tuoi" di Rai Uno, andata in onda dal 28 settembre al 26 dicembre 2025. Sono 78 i biglietti premiati in questo contesto. Il documento, disponibile qui in PDF, svela tutte le fortune messe in palio dalla tradizionale lotteria della Befana.
I vincitori hanno 180 giorni di tempo (decadenza) a partire dal giorno successivo alla pubblicazione di questo bollettino ufficiale sul sito www.adm.gov.it per presentare la richiesta di pagamento. Per i biglietti digitali, è necessario presentare la stampa del promemoria di gioco o del codice univoco corrispondente.
Si ricorda di verificare con attenzione la serie e il numero del biglietto sull'elenco completo, oltre al luogo di vendita, per confermare un'eventuale vincita.

La Protezione Civile della Regione Sardegna ha emanato un avviso di criticità per rischio neve, valido per l'intera giornata di mercoledì 7 gennaio 2026. L'allerta è attiva dalle 00:00 alle 23:59 e interessa diverse macro-aree dell'Isola.
Le zone coinvolte sono: Iglesiente, Campidano, Tirso, Montevecchio Pischinappiu, Flumendosa, Flumineddu, Gallura e Logudoro.
L'avviso è stato emesso dal Centro Funzionale Decentrato in seguito al bollettino meteorologico che prevede, a partire dalle prime ore di domani, precipitazioni da isolate a sparse, anche a carattere di rovescio o temporale isolato. Le precipitazioni potranno assumere carattere nevoso già dai 400 metri di quota nella prima parte della giornata. Le nevicate potranno localmente e temporaneamente interessare quote inferiori, specie nel settore settentrionale, durante i rovesci più intensi. Nel corso della giornata lo zero termico salirà gradualmente.
La Protezione Civile sottolinea i principali rischi:
Obbligo di catene o pneumatici invernali su SS131
In via precauzionale, è stato ribadito l'obbligo già vigente di avere a bordo catene da neve o di montare pneumatici invernali lungo il tratto della Strada Statale 131 dall'altopiano di Campeda (dal km 137+900 al km 179+500). La misura è attiva in forza di un'ordinanza del 2012 e diventa fondamentale in condizioni di allerta.
Raccomandazioni alla popolazione
Le autorità invitano la popolazione a:
Si raccomanda particolare attenzione alle persone impegnate in attività all'aperto nelle aree a rischio (agricoltori, allevatori) e a coloro che hanno necessità di raggiungere strutture sanitarie.
L'avviso completo e tutti i documenti ufficiali sono consultabili sul sito della Regione Sardegna - Sardegna Ambiente.

MONSERRATO (CA) – Un tentativo di fuga goffo e immediatamente sospetto è costato caro a un 55enne di Monserrato, che nella notte è stato arrestato per detenzione di stupefacenti finalizzata allo spaccio.
I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Quartu, durante un servizio di pattugliamento nel centro abitato, hanno notato l'uomo che, appena li ha visti, ha improvvisamente accelerato il passo cercando di allontanarsi. Il comportamento, chiaramente volto a evitare il controllo, non è sfuggito ai militari, che hanno deciso di bloccarlo e sottoporlo a identificazione.
La successiva perquisizione personale e, soprattutto, quella domiciliare hanno portato alla luce il "bottino": i Carabinieri hanno sequestrato un panetto di hashish dal peso di quasi 90 grammi e altre 12 dosi già pronte, per un ulteriore peso di circa 9 grammi. Oltre alla droga, sono stati trovati e sequestrati un paio di centinaia di euro in contanti e tutto il materiale per il taglio e il confezionamento delle dosi.
L'uomo, un operaio cagliaritano residente a Monserrato già noto alle forze dell'ordine, è stato quindi tratto in arresto con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti con finalità di spaccio. Il GIP ha convalidato l'arresto e applicato per lui la misura degli arresti domiciliari in attesa del giudizio.
La sua posizione sarà ora esaminata con il rito direttissimo. L'imputato è atteso in Tribunale domani mattina per la prima udienza del processo che lo vedrà rispondere delle accuse.
L'operazione rientra nell'attività di controllo del territorio portata avanti dall'Arma, finalizzata a reprimere il fenomeno dello spaccio al dettaglio, particolarmente insidioso per le comunità locali.

BOSA (OR) – Un triste ritrovamento ha scosso la comunità di Bosa nella serata di oggi. Un uomo di 64 anni, residente in via Pietro Delitala, è stato trovato privo di vita all'interno della propria abitazione.
L'allarme è scattato intorno alle ore 19, quando l'ambulanza del 118 di Bosa, giunta sul posto per un controllo dopo giorni di assenza di notizie dall'uomo, ha richiesto l'intervento dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Macomer. La squadra dei pompieri è intervenuta per forzare il portone d'ingresso dell'appartamento, resosi inaccessibile.
Una volta entrati, i soccorritori, insieme al personale sanitario, hanno purtroppo constatato il decesso dell'uomo, avvenuto presumibilmente da qualche tempo. Non è stato possibile intraprendere alcuna manovra di rianimazione.
Immediatamente allertati, sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri della stazione di Macomer per eseguire i consueti rilievi e il medico di guardia di Bosa, incaricato della constatazione ufficiale della morte. La scena è stata messa in sicurezza e sono in corso tutti gli accertamenti del caso per ricostruire la dinamica e stabilire le cause del decesso, al momento del tutto da chiarire.
L'uomo, che viveva solo, non dava notizie di sé da alcuni giorni, circostanza che aveva allarmato conoscenti o vicini di casa e innescato la richiesta di soccorso. La Procura di Oristano, informata del fatto, ha avviato le indagini di competenza per escludere ogni ipotesi diversa da quella naturale.
La notizia ha gettato nello sconcerto il quartiere e l'intera cittadina del Planargia, che si stringe attorno alla famiglia e agli amici del 64enne.

L'orgoglio sardo nella puntata dell'Epifania di "Affari Tuoi", il popolare game show di Rai 1 condotto da Stefano De Martino. Sul palco del Teatro delle Vittorie a Roma, a tentare la fortuna, sono saliti Alessandro, pastore di Marrubiu nell'Oristanese, e sua moglie Flaminia, insieme da 18 anni.
La coppia ha scelto di presentarsi al pubblico nazionale con un messaggio forte di identità: entrambi indossavano l'abito tradizionale sardo. Flaminia, in particolare, ha sfoggiato con eleganza e fierezza il costume tipico di Oristano, attirando persino una battuta ironica del conduttore Stefano De Martino («Ha messo la prima cosa che ha trovato nell'armadio»).
«Sono le mie prime ferie», ha confessato Alessandro, raccontando una vita di sacrifici e dedizione. «Ho sempre fatto il pastore e farò sempre il pastore, comunque vada», ha dichiarato, mostrando un legame profondo con la sua terra e il suo lavoro.
La partita è iniziata con il pacco numero 8, che conteneva il temuto "pacco nero" da soli 200 euro, un inizio che non ha però scalfito la determinazione della coppia. Con grande sangue freddo e complicità, Alessandro e Flaminia hanno proseguito il gioco, eliminando diverse buste di valore medio-basso e avvicinandosi al sogno dei 300.000 euro.
Quando mancavano pochi pacchi alla fine, la sfida si è fatta più intensa. Di fronte all'ultima scelta, con due offerte della banca sul tavolo, hanno preso una decisione ponderata e concreta: accettare l'offerta sicura di 22.000 euro, rinunciando al rischio di trovare la busta nera nell'ultimo pacco.
Una scelta che ha garantito loro una vittoria certa e significativa, trasformando l'esperienza televisiva in un bel premio economico. La loro presenza ha rappresentato più di una semplice partecipazione a un quiz: è stata una celebrazione della cultura sarda, della dignità del lavoro e dell'importanza delle radici, trasmessa in prima serata a milioni di italiani.

Previsto un programma articolato di mostre, progetti e iniziative culturali...
l 2026 sarà un anno particolarmente significativo, ricorre infatti il ventennale dell'apertura della Stazione dell'Arte di Ulassai.
L'ambizione è quella di essere un faro culturale per la Sardegna, senza alcuna presunzione ma con la consapevolezza che la forza simbolica di Maria Lai, l'eredità artistica custodita dal museo rendono possibile un percorso di crescita culturale condivisa, che parte dalla prossimità e guarda al futuro.
I vent'anni della Stazione dell'Arte non saranno celebrati attraverso un'unica iniziativa, ma mediante una costellazione di appuntamenti culturali diffusi, pensati per pubblici diversi: studiosi che raggiungeranno Ulassai per approfondire l'opera di Maria Lai, il pubblico di prossimità, le scuole, i viaggiatori e i turisti, ma anche quelle persone che, per abitudine o timore, non varcano ancora la soglia di un museo.
Il futuro della Stazione dell'Arte passa anche attraverso il Museo CaMuC, spazio moderno e funzionale che, accanto alla sede storica e suggestiva della Stazione, permette di offrire uno sguardo più ampio sulla collezione permanente, valorizzando la straordinaria eredità di circa 150 opere donate da Maria Lai e ci consente di sviluppare progetti espositivi temporanei - come quelli che hanno caratterizzato il 2025 - e di attivare ambienti polifunzionali destinati a residenze artistiche, laboratori, conferenze, proiezioni, concerti e incontri culturali.
L'anno si apre con la mostra internazionale Il respiro di un viaggio.

JERZU (OG) – La Befana del 2026 ha portato un assegno milionario in Sardegna, precisamente a Jerzu, nel cuore dell’Ogliastra. Qui è stato venduto il quarto premio della Lotteria Italia, del valore di un milione e mezzo di euro. Il biglietto fortunato appartiene alla serie D019458.
Il primo premio, quello da 5 milioni di euro, è stato invece staccato a Roma (serie T2704629). Il secondo premio, da 2,5 milioni, è andato a Ciampino (E334755), mentre il terzo, da 2 milioni, è stato venduto a Quattro Castella, in provincia di Reggio Emilia (L430243). Il quinto premio, sempre da un milione e mezzo, è finito ad Albano Laziale, in provincia di Roma (Q331024).
I dati delle vendite in Sardegna
La Sardegna si conferma terra di scommettitori e speranzosi. Nell’edizione 2026 della Lotteria Italia, nell’Isola sono stati venduti 111.480 biglietti, con un incremento dell’8,4% rispetto all’anno precedente.
A guidare la classifica provinciale è Cagliari, con 36.080 tagliandi staccati (+8,5%). A ruota segue Sassari, con 33.760 biglietti venduti, registrando una crescita robusta del 9,5%.
La crescita più significativa a livello regionale si è vista nella provincia di Oristano, che ha fatto registrare un +21,2%, con 16.720 biglietti venduti. In controtendenza la provincia del Sud Sardegna, unica in calo (-3,9%) con 16.180 biglietti. Chiude la provincia di Nuoro, che con 8.740 tagliandi ha comunque segnato un +7,6%.
Il successo a livello nazionale
Il successo è stato generale: a livello nazionale sono stati venduti oltre 9,6 milioni di biglietti, un dato in forte crescita dell’11% rispetto ai circa 8,6 milioni del 2024. Un segnale che la tradizione della Lotteria Italia, nonostante l’era digitale, continua ad appassionare milioni di italiani in cerca di fortuna.

Il vertice della Coalizione dei Volenterosi a Parigi è un passo fondamentale per la creazione della forza multinazionale che sarà attiva in Ucraina dopo la fine della guerra con la Russia. L'Europa invierà soldati per contribuire alle garanzie di sicurezza chieste da Kiev per scongiurare ulteriori attacchi di Vladimir Putin in un futuro più o meno prossimo.
Il documento prodotto a Parigi fa riferimento a una "Forza Multinazionale per l'Ucraina", composta dai contributi delle nazioni volenterose nell'ambito della Coalizione, "per sostenere la ricostruzione delle forze armate ucraine e supportare la deterrenza. È stata condotta una pianificazione militare al fine di misure di rassicurazione in aria, in mare e a terra e per la rigenerazione delle forze armate dell'Ucraina", spiega il testo. Tali misure saranno attuate "rigorosamente su richiesta dell'Ucraina una volta avvenuta una credibile cessazione delle ostilità[1]. Questi elementi saranno a guida europea, con il coinvolgimento anche di membri non europei della Coalizione e il supporto proposto dagli Usa".
Chi manderà sicuramente soldati in Ucraina? Chi valuta l'ipotesi? E chi la esclude? Francia e Regno Unito sono in prima fila, come confermano il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer. "Diverse migliaia" di soldati francesi potrebbero essere dispiegati per mantenere la pace in Ucraina, dice Macron parlando con la tv pubblica 'France 2'. Il presidente francese si esprime sull'invio di "diverse migliaia di uomini nell’ambito delle nostre operazioni esterne", il giorno "dopo la pace". "Non si tratta di forze impegnate nel combattimento", bensì di "una forza di rassicurazione", aggiunge.
Fa eco Starmer. "Dopo il cessate il fuoco, la Gran Bretagna e la Francia creeranno degli hub militari in Ucraina per sostenere le necessità di difesa di Kiev", dice. Parigi, Londra e Kiev hanno firmato una dichiarazione di intenti "che riguarda il dispiegamento di forze in Ucraina quando ci sarà un accordo di pace. Questa è una parte vitale del nostro solido impegno nel rimanere a fianco dell'Ucraina a lungo termine", spiega Starmer.
Il documento "crea anche il contesto legale all'interno del quale i britannici, i francesi e le forze partner potranno operare sul suolo ucraino, garantendo la sicurezza non solo del terreno ma anche del spazio aereo e spazio marittimo dell'Ucraina".
Nel meccanismo potrebbe inserirsi anche la Germania. "Ciascun partner della Coalizione deve poter decidere quale sarà il suo contributo. La Germania si impegnerà dal punto di vista politico, finanziario e militare, e questo potrebbe significare che potremo annunciare la disponibilità di forze armate tedesche sul territorio ucraino", dice il cancelliere tedesco Friedrich Merz." Questa è una decisione però che dovrà prendere il Governo federale, il Bundestag, una volta appunto che ci saranno le condizioni, e a nome del Governo federale posso dire che non escludiamo nulla", aggiunge.
In questo contesto specifico, rimane invariata la posizione dell'Italia[2], come chiarisce la nota di Palazzo Chigi dopo il vertice a cui ha preso parte la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Nel confermare il sostegno dell’Italia alla sicurezza dell'Ucraina, in coerenza con quanto sempre fatto - si legge nella nota -, la presidente Meloni ha ribadito alcuni punti fermi della posizione del governo italiano sul tema delle garanzie, in particolare l’esclusione dell'impiego di truppe italiane sul terreno".

Fumata bianca tra Ucraina e Stati Uniti per il piano di pace. O quasi. Il vertice della Coalizione dei Volenterosi a Parigi consente al presidente ucraino Volodymyr Zelensky di ottenere dagli Usa garanzie fondamentali in caso di accordo con la Russia per porre fine alla guerra.
L'avvicinamento tra le parti era iniziato a Mar-a-Lago, con l'incontro a fine 2025 nella residenza del presidente Donald Trump. Ora, un nuovo step. Se l'Europa ribadisce l'intenzione di inviare una forza multinazionale dopo il cessate il fuoco, Washington compie passi determinanti per la fornitura di garanzie di sicurezza, priorità assoluta per Kiev.
"Abbiamo parlato in maniera molto concreta anche con la delegazione americana del monitoraggio e della non violazione dell'accordo di pace. L'America è pronta a darci il suo sostegno e per noi è importante, perché gli Stati Uniti sono una componente importante così come lo sono le misure di deterrenza che dovranno impedire l'aggressione della Russia in futuro", dice Zelensky dopo il vertice a cui hanno partecipato anche gli inviati del presidente Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Jushner.
Con la delegazione Usa si è lavorato anche "sul documento che era stato presentato qualche settimana fa", prosegue Zelensky, riferendosi al piano di pace in 28 punti presentato dagli Usa e ridotto a 28 dopo la revisione di Kiev. Zelensky parla di "documenti già pronti per quanto riguarda le garanzie di sicurezza bilaterali tra gli Stati Uniti e l'Ucraina, ma anche trilaterali con altri Stati. Quindi siamo pronti a firmare questi documenti. Dobbiamo continuare a lavorare ora che abbiamo gettato le basi di questi accordi", aggiunge.
"E' stata superata una tappa fondamentale per arrivare ad un eventuale accordo di pace", dice Kushner. "Sulle garanzie di sicurezza - sottolinea il genero di Trump - ci sono stati scambi tra il presidente ucraino Zelensky e il presidente Trump a Mar-a-Lago a dicembre scorso e credo che tutte le questioni più difficili siano state risolte. Se si arriverà ad un accordo definitivo l'Ucraina deve sapere che saranno in sicurezza per fare in modo che la situazione attuale non si riproduca più".
"I protocolli di sicurezza hanno come obiettivo quello di evitare ulteriori attacchi contro l'Ucraina" una volta ottenuto il cessate il fuoco. "Nessuno qui tra i presenti ha mai visto così tanto elementi. Il presidente Trump non rinnega i propri impegni ed è fermamente impegnato. Ci saremo per l'Ucraina, per arrivare a una pace definitiva e siamo fiduciosi nella capacità ad arrivarci", dice Witkoff.
"Apprezziamo moltissimo il sostegno degli Stati Uniti che hanno fatto di tutto per evitare che ci sia una nuova aggressione da parte della Russia", continua il leader ucraino. "Siamo coscienti del tempo, non ne abbiamo molto a disposizione:è per questo che dobbiamo creare delle garanzie di sicurezza fondate nella legge, nella legalità, nella legittimità".
Tutto è sistemato? "Chiaramente ci sono delle questioni che rimangono aperte, che riguardano il documento in 20 punti degli Stati Uniti, e dobbiamo sicuramente continuare a discutere: il punto chiave rimane ancora quello dei territori", dice Zelensky facendo riferimento al nodo principale, il destino del Donbass.
Il presidente russo Vladimir Putin considera la regione imprescindibile per Mosca e punta ad ottenerla con i negoziati o con le armi. Zelensky ritiene che qualsiasi decisione dell'Ucraina, restia ad accettare sacrifici territoriali, debba essere 'timbrata' da un referendum. "Abbiamo cercato di mettere sul tavolo delle idee ma dobbiamo risolvere queste questioni. Noi possiamo fare delle proposte ma dobbiamo aprire un negoziato più ampio, e sicuramente ci saranno nuovi incontri, nuovi dibattiti", dice.
"Abbiamo sentito il presidente Zelensky e altre persone qui presenti parlare dei territori, che sicuramente saranno la questione chiave e più spinosa. Continueremo a parlare di queste questioni e speriamo di riuscire a trovare un compromesso a riguardo", chiosa Witkoff.
"Voglio dire però una cosa: siamo qui per mediare, per aiutare il processo di pace, siamo pronti a fare tutto quello che è necessario per arrivare alla pace. Il presidente Trump crede con fervore che questo massacro debba finire e tutti qui siamo pronti a essere parte della soluzione".

Soldi. O, in teoria, anche soldati. Acquisto o conquista. Donald Trump vuole la Groenlandia e gli Stati Uniti sono convinti che, in un modo o nell'altro, controlleranno l'isola ritenuta fondamentale per la sicurezza nazionale americana vista la presenza ingombrante di Russia e Cina nell'Artico. Il pressing di Washington è costante e viene espresso con dichiarazioni di tutti i membri dell'amministrazione, tra annunci e indiscrezioni.
L'ultima fiammata è firmata da Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, con una dichiarazione all'Afp: "Il presidente Trump ha reso noto che l'acquisizione della Groenlandia è una priorità di sicurezza nazionale per gli Stati Uniti ed è fondamentale per dissuadere i nostri avversari nella regione artica", dice Leavitt.
"Il presidente e il suo team stanno discutendo diverse opzioni per perseguire questo importante obiettivo di politica estera e, naturalmente, l'utilizzo delle forze armate statunitensi è sempre un'opzione a disposizione del comandante in capo". Una simile svolta, ha fatto presente la Danimarca nel recente passato, sarebbe la fine della Nato.
Nelle ultime ore fanno rumore anche le parole di Stephen Miller, uno dei principali collaboratori di Trump. "Nessuno affronterà gli Stati Uniti a livello militare per il futuro della Groenlandia. Viviamo in un mondo, nel mondo reale, governato dalla forza e dal potere. Queste sono le leggi che regolano il mondo dall'inizio dei tempi", dice alla Cnn. Miller introduce un nuovo elemento, mettendo in dubbio la sovranità della Danimarca sul territorio[1], definendolo una possibile "colonia danese" e chiedendo su quali basi legali l'isola appartenga a Copenaghen. La Groenlandia, pur essendo parte del Regno di Danimarca, gode di ampia autonomia e non fa parte dell'Unione Europea.
La posizione di Miller non appare casuale se si considerano le indiscrezioni diffuse da The Economist. Tra un annuncio e l'altro, Washington starebbe lavorando a un possibile accordo diretto con la Groenlandia, valutando l'ipotesi di escludere proprio la Danimarca dal negoziato, nel tentativo di rafforzare l'influenza americana sull'isola artica. Washington avrebbe preso in considerazione la proposta di un "Compact of Free Association" ('Trattato di Libera Associazione"), un'intesa già utilizzata dagli Stati Uniti con alcuni piccoli Paesi del Pacifico, che consentirebbe alle forze armate statunitensi di operare liberamente sul territorio in cambio di vantaggi economici e commerciali.
L'accordo, descritto da funzionari americani come un'intesa "vantaggiosa" per la Groenlandia, garantirebbe accesso privilegiato al mercato statunitense e possibili investimenti, rafforzando al contempo la presenza strategica degli Stati Uniti nell'Artico. Secondo la testata britannica, l'amministrazione Trump avrebbe cercato contatti diretti con il governo groenlandese, senza passare da Copenaghen, incontrando finora resistenze sia da parte delle autorità locali sia da parte danese.
L'altra soluzione 'pacifica', ipotizzata dal Wall Street Journal, è l'acquisto dell'isola. La strategia sarebbe stata illustrata dal segretario di Stato Marco Rubio ai membri del Congresso Usa secondo persone a conoscenza del colloquio. "Le dichiarazioni di Rubio, rese lunedì durante una riunione a porte chiuse - scrive il 'Wall Street Journal' - , arrivano mentre la Casa Bianca ha rilasciato affermazioni sempre più bellicose riguardo al controllo dell'isola. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e alti funzionari dell'amministrazione hanno pubblicamente rifiutato di escludere la possibilità di conquistare il territorio con la forza".
Le osservazioni di Rubio, rileva il 'Wsj', "sono arrivate durante una riunione tra alti funzionari dell'amministrazione con i leader del Congresso sulle operazioni per catturare il presidente venezuelano Nicolas Maduro e sui piani dell'amministrazione per il futuro del Paese. Rubio ha parlato per la maggior parte del tempo, secondo le fonti.
Non è chiaro se Rubio abbia cercato di rassicurare i membri del Congresso: "Funzionari statunitensi ed europei affermano di non aver visto segnali che la Casa Bianca stia preparando un'invasione militare della Groenlandia. Durante il briefing, Rubio ha minimizzato l'idea che gli Stati Uniti possano conquistare la Groenlandia con la forza, secondo le fonti".
Qualcosa, però, potrebbe cambiare a giudicare dai segnali che arrivano. La Groenlandia e la Danimarca hanno chiesto di incontrare rapidamente Rubio, dice la ministra degli Esteri del Groenlandia. "L'obiettivo della riunione è discutere le dichiarazioni significative degli Stati Uniti riguardo alla Groenlandia", scrive su Facebook Vivian Motzfeldt.
"Finora non è stato possibile per il Segretario di Stato americano Marco Rubio incontrare il governo della Groenlandia; e ciò nonostante il fatto che il governo della Groenlandia e il governo danese abbiano, per tutto il 2025, richiesto una riunione a livello dei ministeri degli Esteri", aggiunge.
Nelle stesse ore, il ministro degli Esteri della Danimarca, Lars Løkke Rasmussen, sottolinea che un incontro con Rubio dovrebbe "chiarire alcuni malintesi". "È giunto il momento di stabilire un contatto per ottenere un incontro con le nostre controparti americane", dice.
Sullo sfondo, l'Unione Europea batte un colpo con una dichiarazione congiunta firmata dai leader[2] di Italia (Giorgia Meloni), Francia (Emmanuel Macron), Germania (Friedrich Merz), Polonia (Donald Tusk), Spagna (Pedro Sánchez), Regno Unito (Keir Starmer) e Danimarca (Mette Frederiksen).
Nella nota i leader affermano che "la sicurezza artica rimane una priorità chiave per l'Europa e per la sicurezza internazionale e transatlantica" e sottolineano che la Nato ha chiarito che la regione artica è prioritaria, con gli Alleati europei che "stanno intensificando la presenza, le attività e gli investimenti per mantenere l'Artico sicuro e scoraggiare gli avversari". Ricordano inoltre che "il Regno di Danimarca – inclusa la Groenlandia – fa parte della Nato" e ribadiscono che "la sicurezza nell'Artico deve essere ottenuta collettivamente, insieme agli alleati della Nato", compresi gli Stati Uniti, rispettando i principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui la sovranità, l'integrità territoriale e l'inviolabilità dei confini: "Questi sono principi universali, e non smetteremo di difenderli".
I leader evidenziano anche il ruolo degli Stati Uniti come "partner essenziale in questo impegno", sia come alleato Nato sia attraverso l'accordo di difesa tra il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti del 1951. Ribadiscono infine che "spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che le riguardano".
"Il presidente Trump ritiene che la Groenlandia sia una posizione strategicamente importante, fondamentale dal punto di vista della sicurezza nazionale, ed è fiducioso che i groenlandesi sarebbero serviti meglio se protetti dagli Stati Uniti dalle moderne minacce nella regione artica", replica la Casa Bianca con la nota che la portavoce Anna Kelly invia alla Cnn.

Dormire bene è anche una questione di piedi. La qualità del sonno dipende da una serie di fattori. L'alimentazione incide, visti gli effetti sulla digestione. La posizione nel letto è determinante. Tra gli elementi da non sottovalutare, anche i piedi e in particolare la loro temperatura. Il tema è diventato centrale anche per il Washington Post, che ha 'analizzato' la situazione evidenziando il ruolo chiave di un accessorio spesso sottovalutato: i calzini.
Le calze, a prescindere da tessuto e lunghezza, possono tenere le dita dei piedi al caldo, soprattutto - ovviamente - nei mesi invernali. L'effetto dei 'socks', alla fine, potrebbe essere quello di contribuire a tenere sotto controllo e abbassare la temperatura corporea controintuitivo, indossare i calzini potrebbe anche aiutare ad abbassare la temperatura corporea, favorendo il sonno.
Il quotidiano evidenzia l'assenza di studi scientifici propri sull'argomento, ma "esiste una spiegazione teorica ampiamente accettata". La National Sleep Foundation raccomanda di mantenere la temperatura ambientale tra i 15 e i 19 gradi durante il sonno. Il range è ampio e si adatta ad esigenze disparate. Il Washington Post fa riferimento ad uno studio del 2023 secondo cui per gli anziani il sonno è "più efficiente e ristoratore" quando la temperatura è compresa tra i 20 e i 25 gradi.
La temperatura corporea – in media circa 37 gradi - è condizionata dal ritmo circadiano e tende a variare leggermente durante il giorno e la notte. La temperatura raggiunge il livello minimo alle 4 del mattino, più o meno, e aumenta gradualmente durante la giornata. Sudare contribuisce a ridurre la temperatura corporea. Analogo effetto - evidenzia Indira Gurubhagavatula, portavoce dell'American Academy of Sleep Medicine - viene prodotto dal fenomeno della vasodilatazione distale, il processo per cui i minuscoli vasi sanguigni sottocutanei si dilatano, consentendo al calore di fuoriuscire.
"Quando riscaldiamo i piedi indossando i calzini, i vasi sanguigni sottocutanei si dilatano non solo nei piedi, ma ovunque", dice la scienziata, professoressa di medicina presso la Perelman School of Medicine dell'Università della Pennsylvania. "Questa vasodilatazione permette al sangue caldo di risalire in superficie e, continuando a circolare e a raggiungere la pelle, il calore corporeo viene disperso e la temperatura corporea interna alla fine scende". Risultato? "Il calo della temperatura interna segnala al cervello di prepararsi al sonno".
Nel 2018, sottolinea il WP, uno studio di dimensioni ridotte ha evidenziato che 6 uomini che indossavano calzini in un ambiente fresco si addormentavano in media 7,5 minuti prima, avevano meno risvegli e dormivano 32 minuti in più rispetto a chi non indossava calzini. Tuttavia, visto le dimensioni 'extra small' dello studio e la metodologia utilizzata, il quotidiano sottolinea che è difficile trarre conclusioni generali. Insomma, indossare i calzini a letto "non è una raccomandazione valida per tutti", dice Michelle Drerup, direttrice del reparto di medicina comportamentale del sonno presso il Cleveland Clinic Sleep Disorders Center.
E' assolutamente errato ipotizzare che 'la strategia dei calzini' possa essere considerata come un rimedio ai disturbi del sonno come insonnia o apnea notturna. Inutile sottolineare che non sostituisce trattamenti o farmaci prescritti dal medico. Chi, poi, ha problemi circolatori o soffre di infezioni fungine ai piedi dovrebbero consultare un medico per valutare se sia opportuno indossare i calzini durante il sonno.

Soldi. O, in teoria, anche soldati. Acquisto o conquista. Donald Trump vuole la Groenlandia e gli Stati Uniti sono convinti che, in un modo o nell'altro, controlleranno l'isola ritenuta fondamentale per la sicurezza nazionale americana vista la presenza ingombrante di Russia e Cina nell'Artico. Il pressing di Washington è costante e viene espresso con dichiarazioni di tutti i membri dell'amministrazione, tra annunci e indiscrezioni.
L'ultima fiammata è firmata da Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, con una dichiarazione all'Afp: "Il presidente Trump ha reso noto che l'acquisizione della Groenlandia è una priorità di sicurezza nazionale per gli Stati Uniti ed è fondamentale per dissuadere i nostri avversari nella regione artica", dice Leavitt.
"Il presidente e il suo team stanno discutendo diverse opzioni per perseguire questo importante obiettivo di politica estera e, naturalmente, l'utilizzo delle forze armate statunitensi è sempre un'opzione a disposizione del comandante in capo". Una simile svolta, ha fatto presente la Danimarca nel recente passato, sarebbe la fine della Nato.
Nelle ultime ore fanno rumore anche le parole di Stephen Miller, uno dei principali collaboratori di Trump. "Nessuno affronterà gli Stati Uniti a livello militare per il futuro della Groenlandia. Viviamo in un mondo, nel mondo reale, governato dalla forza e dal potere. Queste sono le leggi che regolano il mondo dall'inizio dei tempi", dice alla Cnn. Miller introduce un nuovo elemento, mettendo in dubbio la sovranità della Danimarca sul territorio[1], definendolo una possibile "colonia danese" e chiedendo su quali basi legali l'isola appartenga a Copenaghen. La Groenlandia, pur essendo parte del Regno di Danimarca, gode di ampia autonomia e non fa parte dell'Unione Europea.
La posizione di Miller non appare casuale se si considerano le indiscrezioni diffuse da The Economist. Tra un annuncio e l'altro, Washington starebbe lavorando a un possibile accordo diretto con la Groenlandia, valutando l'ipotesi di escludere proprio la Danimarca dal negoziato, nel tentativo di rafforzare l'influenza americana sull'isola artica. Washington avrebbe preso in considerazione la proposta di un "Compact of Free Association" ('Trattato di Libera Associazione"), un'intesa già utilizzata dagli Stati Uniti con alcuni piccoli Paesi del Pacifico, che consentirebbe alle forze armate statunitensi di operare liberamente sul territorio in cambio di vantaggi economici e commerciali.
L'accordo, descritto da funzionari americani come un'intesa "vantaggiosa" per la Groenlandia, garantirebbe accesso privilegiato al mercato statunitense e possibili investimenti, rafforzando al contempo la presenza strategica degli Stati Uniti nell'Artico. Secondo la testata britannica, l'amministrazione Trump avrebbe cercato contatti diretti con il governo groenlandese, senza passare da Copenaghen, incontrando finora resistenze sia da parte delle autorità locali sia da parte danese.
L'altra soluzione 'pacifica', ipotizzata dal Wall Street Journal, è l'acquisto dell'isola. La strategia sarebbe stata illustrata dal segretario di Stato Marco Rubio ai membri del Congresso Usa secondo persone a conoscenza del colloquio. "Le dichiarazioni di Rubio, rese lunedì durante una riunione a porte chiuse - scrive il 'Wall Street Journal' - , arrivano mentre la Casa Bianca ha rilasciato affermazioni sempre più bellicose riguardo al controllo dell'isola. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e alti funzionari dell'amministrazione hanno pubblicamente rifiutato di escludere la possibilità di conquistare il territorio con la forza".
Le osservazioni di Rubio, rileva il 'Wsj', "sono arrivate durante una riunione tra alti funzionari dell'amministrazione con i leader del Congresso sulle operazioni per catturare il presidente venezuelano Nicolas Maduro e sui piani dell'amministrazione per il futuro del Paese. Rubio ha parlato per la maggior parte del tempo, secondo le fonti.
Non è chiaro se Rubio abbia cercato di rassicurare i membri del Congresso: "Funzionari statunitensi ed europei affermano di non aver visto segnali che la Casa Bianca stia preparando un'invasione militare della Groenlandia. Durante il briefing, Rubio ha minimizzato l'idea che gli Stati Uniti possano conquistare la Groenlandia con la forza, secondo le fonti".
Qualcosa, però, potrebbe cambiare a giudicare dai segnali che arrivano. La Groenlandia e la Danimarca hanno chiesto di incontrare rapidamente Rubio, dice la ministra degli Esteri del Groenlandia. "L'obiettivo della riunione è discutere le dichiarazioni significative degli Stati Uniti riguardo alla Groenlandia", scrive su Facebook Vivian Motzfeldt.
"Finora non è stato possibile per il Segretario di Stato americano Marco Rubio incontrare il governo della Groenlandia; e ciò nonostante il fatto che il governo della Groenlandia e il governo danese abbiano, per tutto il 2025, richiesto una riunione a livello dei ministeri degli Esteri", aggiunge.
Nelle stesse ore, il ministro degli Esteri della Danimarca, Lars Løkke Rasmussen, sottolinea che un incontro con Rubio dovrebbe "chiarire alcuni malintesi". "È giunto il momento di stabilire un contatto per ottenere un incontro con le nostre controparti americane", dice.
Sullo sfondo, l'Unione Europea batte un colpo con una dichiarazione congiunta firmata dai leader[2] di Italia (Giorgia Meloni), Francia (Emmanuel Macron), Germania (Friedrich Merz), Polonia (Donald Tusk), Spagna (Pedro Sánchez), Regno Unito (Keir Starmer) e Danimarca (Mette Frederiksen).
Nella nota i leader affermano che "la sicurezza artica rimane una priorità chiave per l'Europa e per la sicurezza internazionale e transatlantica" e sottolineano che la Nato ha chiarito che la regione artica è prioritaria, con gli Alleati europei che "stanno intensificando la presenza, le attività e gli investimenti per mantenere l'Artico sicuro e scoraggiare gli avversari". Ricordano inoltre che "il Regno di Danimarca – inclusa la Groenlandia – fa parte della Nato" e ribadiscono che "la sicurezza nell'Artico deve essere ottenuta collettivamente, insieme agli alleati della Nato", compresi gli Stati Uniti, rispettando i principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui la sovranità, l'integrità territoriale e l'inviolabilità dei confini: "Questi sono principi universali, e non smetteremo di difenderli".
I leader evidenziano anche il ruolo degli Stati Uniti come "partner essenziale in questo impegno", sia come alleato Nato sia attraverso l'accordo di difesa tra il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti del 1951. Ribadiscono infine che "spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che le riguardano".
"Il presidente Trump ritiene che la Groenlandia sia una posizione strategicamente importante, fondamentale dal punto di vista della sicurezza nazionale, ed è fiducioso che i groenlandesi sarebbero serviti meglio se protetti dagli Stati Uniti dalle moderne minacce nella regione artica", replica la Casa Bianca con la nota che la portavoce Anna Kelly invia alla Cnn.

Sono stati estratti i 5 biglietti vincenti che si aggiudicano i premi principali della Lotteria Italia 2026.
Il biglietto che vince il primo premio della Lotteria Italia 2026 è il numero T270462. E' stato venduto a Roma e si aggiudica 5 milioni di euro.
Il biglietto che vince il secondo premio della Lotteria Italia 2026 è il numero E334755. E' stato venduto a Ciampino, provincia di Roma, e si aggiudica 2,5 milioni di euro.
Il biglietto che vince il terzo premio della Lotteria Italia 2026 è il numero L430243. E' stato venduto a Quattro Castella, provincia di Reggio Emilia, e si aggiudica 2 milioni di euro.
Il biglietto che vince il quarto premio della Lotteria Italia 2026 è il numero D019458. E' stato venduto a Ierzu, provincia di Nuoro, e si aggiudica 1,5 milioni di euro.
Il biglietto che vince il quinto premio della Lotteria Italia 2026 è il numero Q331024. E' stato venduto a Albano Laziale, in provincia di Roma e si aggiudica 1 milione di euro.
Il pacco caratterizzato dal simbolo del gufo e associato al biglietto che ha vinto il primo premio è stato scelto da Claudia Gerini nello speciale Affari Tuoi condotto da Stefano De Martino su Raiuno. Il pacco associato al secondo premio, abbinato al simbolo del corno rosso, è stato selezionato da Rocco Hunt. Il pacco abbinato al terzo premio, con un ferro di cavallo, è stato pescato da Noemi. Francesca Chillemi ha scelto il pacco con il quadrifoglio, per il quarto premio. Nelle mani di Nino Frassica il pacco con la coccinella per il quinto premio.
Il 'Comitato per l’espletamento delle operazioni relative alle lotterie ad estrazione differita', come riporta Agipronews, ha stabilito di attribuire 306 premi totali per un importo complessivo di 22.688.000 euro.I premi dei 306 biglietti vincenti saranno così suddivisi:
Premi di prima categoria: 1° Premio 5 milioni; 2° Premio 2,5 milioni; 3° Premio 2 milioni; 4° Premio 1,5 milioni; 5° Premio 1 milione;
Premi di seconda categoria: 30 premi da 100.000 euro;
Premi di terza categoria: 60 premi da 50.000 euro;
Premi di quarta categoria: 210 premi da 20.000 euro.
Per la prima volta è stato assegnato un premio speciale da 300.000 euro. Lo ha vinto il biglietto numero M291089 venduto a Auronzo di Cadore, in provincia di Belluno.

Oristano fa da traino alle vendite con un + 21,2%...
n Sardegna sono stati venduti 111.480 biglietti della Lotteria Italia, l'8,4% in più rispetto all'edizione dello scorso anno.
In base ai dati ufficiali dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, a livello provinciale Cagliari è ancora leader con 36.080 tagliandi staccati, +8,5% rispetto al 2024.
Segue a poca distanza, come riporta Agipronews, Sassari (33.760, +9,5%).
Tra le altre province la percentuale maggiore di vendite rispetto al 2024 si registra ancora una volta ad Oristano (16.720, +21,2%).
In controtendenza il Sud Sardegna, in calo del 3,9%, corrispondente a 16.180 biglietti. Chiude il conteggio Nuoro a quota 8.740 (+7,6%).
A livello nazionale sono stati venduti oltre 9,6 milioni di biglietti, una percentuale in crescita dell'11% rispetto allo scorso anno, quando furono staccati circa 8,6 milioni di tagliandi.
Per giovedì recuperato Zè Pedro. Mercato, piace Lovric dell'Udinese...
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