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Calcio: Cagliari sconfitto dal Milan, ma preoccupano di più gli infortuni

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Category: Notizie
03 January 2026
- RIPRODUZIONE RISERVATAAnche Deiola fuori un mese, si è fatto male pure Esposito...

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Auto contro scooter a Villasimius, muore un ragazzo di 19 anni

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Category: Notizie
03 January 2026
- RIPRODUZIONE RISERVATAIncidente nella notte all'ingresso del paese, inutili i soccorsi...

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"Volevo festeggiare come solo qui si fa: alla grande" parla il giovane che perso 3 dita e rischia un occhio per colpa dei botti a Napoli

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Category: Notizie Italia
03 January 2026

festeggiarebotti

Una notte di Capodanno trasformata in un incubo, con due tragici episodi consecutivi causati dall’esplosione di petardi e fuochi d'artificio. Protagonista – e vittima – di questa incredibile e drammatica sequenza è Andrea Buzzi, un 24enne romano che si era appositamente recato a Napoli per festeggiare l’arrivo del nuovo anno “alla grande”, secondo quanto avrebbe dichiarato ai sanitari.

Le sue prime dichiarazioni e la ricostruzione dei fatti dipingono il quadro di una serata finita in tragedia, tra dimissioni volontarie contro il parere medico e ferite gravissime che potrebbero segnarlo per sempre.

Il Primo Incidente: La Mano Devastata

Nella notte di Capodanno, Buzzi si è presentato per la prima volta al pronto soccorso di un ospedale napoletano con la mano destra devastata dall'esplosione di un petardo. Le lesioni erano così estese da rendere necessaria l'amputazione parziale di tre dita.

Nonostante la gravità della situazione e la disponibilità di un posto letto in reparto, il giovane ha insistito per andare via. Dopo aver firmato le dimissioni volontarie con una mano fasciata e una terapia antidolorifica prescritta, Buzzi è tornato in strada insieme agli amici per continuare a festeggiare.

Il Secondo Incidente: Il Volto e l’Occhio Colpiti

Poche ore dopo, la situazione è degenerata ulteriormente. Il 24enne è rimasto ferito una seconda volta, questa volta al volto. È così rientrato nello stesso pronto soccorso, in condizioni decisamente più gravi.

Alla guardia medica ha raccontato di essere stato colpito al viso da un razzo mentre camminava nel centro storico di Napoli. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, invece, Buzzi si sarebbe ferito da solo mentre, inginocchiato, tentava di accendere una fontana di fuochi d'artificio (una "fontana spararazzi").

Al di là della dinamica, l’esplosione lo ha colpito in pieno al volto e all’occhio sinistro, provocando lesioni gravissime al bulbo oculare. Trasferito d'urgenza in un altro ospedale per una risonanza magnetica, gli esami hanno confermato un rischio concreto di perdita totale dell’occhio e una compromissione severa della vista.

Dimissioni Volontarie e Rientro a Roma

Dopo il secondo incidente, i medici hanno disposto il ricovero in vista di un nuovo e delicato intervento chirurgico all'occhio. Ma neanche questa volta Buzzi è rimasto in ospedale.

La mattina del 1° gennaio sono arrivati a Napoli i genitori del 24enne, che hanno deciso di riportarlo a Roma per le cure. Il ragazzo ha così firmato per la seconda volta le dimissioni volontarie, nonostante il parere contrario dei medici curanti.

Quando i Carabinieri hanno cercato di rintracciarlo per chiarire definitivamente la dinamica dei due incidenti, Buzzi era già rientrato nella Capitale, lasciando a Napoli una vicenda dai contorni grotteschi e tragici.

Le Dichiarazioni e un Avvertimento

Stando a quanto riportato, ai sanitari del pronto soccorso Buzzi avrebbe dichiarato: “Volevo festeggiare come solo qui si fa: alla grande”. Una frase che racchiude il desiderio di una notte indimenticabile, trasformata invece in un monito drammatico sui pericoli dei botti illegali e dei comportamenti ad alto rischio durante le festività.

La vicenda di Andrea Buzzi diventa così un caso estremo che accende i riflettori sulle conseguenze devastanti dell'uso incauto e illegale di esplosivi e fuochi d'artificio, mettendo in luce anche le complesse dinamiche delle dimissioni volontarie in situazioni di emergenza.

Achille Lauro suonerà le Launeddas di Maracalagonis

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Category: Notizie
03 January 2026

acchillelauro

Launeddas per Achille Lauro: dall'artigiano di Maracalagonis allo star della musica

Un ponte tra la tradizione più autentica della Sardegna e la musica pop contemporanea. Durante la sua trasferta sarda di Capodanno, Achille Lauro ha ricevuto un dono speciale e simbolico: un paio di launeddas realizzate artigianalmente da Vinicio Sanna, artista apprezzato e rinomato di Maracalagonis.

Lo strumento musicale più antico dell’isola, emblema di una cultura millenaria, è così finito nelle mani di uno dei cantautori più amati e carismatici delle nuove generazioni. Un omaggio che "ci appartiene", offerto all'autore di canzoni che toccano il cuore del pubblico.

L'Artigiano: Vinicio Sanna e le sue 7.000 Launeddas

Vinicio Sanna, 61 anni, è un volto noto nel suo paese non solo per la maestria artigianale. Oltre ad essere un costruttore di launeddas di fama, è anche agricoltore e ha una lunga passione per la politica, essendo stato in gioventù il consigliere comunale più giovane di Maracalagonis.

La richiesta di creare uno strumento per Achille Lauro lo ha inizialmente sorpreso. "Mi hanno detto di fare una bella cosa, incidendo anche il suo nome. E così ho fatto", racconta Sanna. Il dono è stato consegnato ad Arzachena, dove Lauro si è esibito il 31 dicembre, grazie alla mediazione dell’amministrazione comunale gallurese.

La Promessa di Lauro e la Sfida dello Strumento

Il cantante, reduce dal trionfo a X Factor e con un tour 2026 già in sold out, ha accolto il regalo con entusiasmo, facendo una promessa: "Giuro che mi impegnerò e imparerò a suonarle".

Una sfida non da poco, come spiega l'artigiano stesso. "Suonare le launeddas per chi non conosce lo strumento non è facile. La cosa più difficile è imparare la respirazione circolare", tecnica che permette di mantenere un flusso d'aria continuo. "Ci vuole passione. Non so se i cantanti di oggi abbiano questa concentrazione", osserva Sanna con un sorriso.

Uno Stile Inconfondibile e una Passione Coltivata

In oltre vent'anni di attività, Sanna ha costruito oltre 7.000 strumenti, ognuno caratterizzato dal suo stile unico: "Le coloro con il fuoco e faccio tre legature, non due come gli altri". La sua dedizione è tale da essersi messo a coltivare personalmente sa canna mascu, la canna maschia fondamentale per costruire le ance, della quale ora possiede una scorta che potrebbe rifornire 150 artigiani per un secolo.

Per Lauro ha realizzato il modello "Sa Fiuda", che unisce parti di due tipologie classiche. "La sua caratteristica è di avere un’ottava completa. Diciamo che si potrebbe suonare facilmente la melodia di 'No potho reposare'", spiega Sanna, citando il celebre brano della tradizione sarda.

Un Ponte tra Generazioni e Futuro

Questa bella iniziativa mescola musica, cuore e passione, creando un collegamento inatteso. Sanna, che oltre a costruire tiene anche corsi per appassionati, vede con favore l’avvicinamento dei giovani alla musica etnica.

Mentre le sue mani modellano la canna, la sua mente è anche al futuro civile della comunità: "Stiamo pensando di fare una lista civica alle prossime elezioni", rivela.

Intanto, le sue launeddas hanno iniziato un nuovo viaggio, dalle sue sapienti mani al palco di una star della musica italiana, in un ideale passaggio di testimone che celebra la Sardegna e le sue radici sonore più profonde.

Tragedia a Villasimius: schianto tra scooter e auto in via delle Palme, muore 19enne

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Category: Notizie
03 January 2026

ambulanzaDe

Un giovane di soli 19 anni ha perso la vita in un terribile incidente stradale avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì a Villasimius, in via delle Palme. Lo schianto, di violenza inaudita, ha coinvolto lo scooter guidato dal diciannovenne e un’automobile.

La dinamica dello schianto mortale

L’incidente stradale è avvenuto intorno alle ore 2:30 nella zona di via delle Palme, arteria comunque di Villasimius oggi tristemente al centro delle indagini. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il 19enne era alla guida del suo scooter quando, per cause in corso di accertamento, si sarebbe scontrato frontalmente con un’auto.

L’impatto è stato devastante. Sul posto sono immediatamente intervenuti i soccorritori del 118, purtroppo impotenti di fronte alla gravità delle condizioni del giovane motociclista. Nonostante le manovre di rianimazione e i primi soccorsi, ogni tentativo di salvargli la vita è risultato inutile. L’intervento si è così concluso con la dichiarazione del decesso.

Intervento dei vigili del fuoco e indagini in corso

Oltre al personale sanitario del 118, sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco per rendere sicura l’area dell’incidente, provvedendo a mettere in sicurezza i due veicoli coinvolti nello schianto e a rimuovere eventuali pericoli dalla carreggiata.

Al momento, le indagini sono coordinate dai Carabinieri. I militari dell’Arma sono al lavoro per ricostruire con precisione la dinamica del sinistro stradale, cruciale per determinare le cause e le eventuali responsabilità.

Le attività investigative si concentrano sull’analisi dei luoghi, sul rilevamento di eventuali segni di frenata, sulla verifica dello stato dei veicoli e sull’ascolto dei testimoni. Saranno inoltre acquisite le immagini di eventuali telecamere di videosorveglianza presenti nella zona di via delle Palme.

Lutto e cordoglio nella comunità di Villasimius

La notizia della morte prematura del giovane 19enne ha gettato nello sgomento l’intera comunità di Villasimius. Sul web e sui social network si sono moltiplicati i messaggi di cordoglio e di vicinanza alla famiglia, colpita da una tragedia impossibile da accettare.

L’incidente riporta drammaticamente l’attenzione sulla sicurezza stradale, specialmente nelle ore notturne e sulle strade locali. È attesa nelle prossime ore la comunicazione ufficiale delle autorità con l’identità del giovane deceduto, una volta effettuate le necessarie formalità e data notizia ai familiari.

Dieta dopo le feste, come scegliere quella giusta: occhio alle fake news

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Category: Notizie Salute
03 January 2026
Donna si misura il girovita - ()

Archiviate le feste, con l'Epifania che se le porta tutte via, si inizia a fare i conti con le abbuffate fatte e gli eventuali chili presi e l’attività fisica che avremmo dovuto/potuto fare. "Sensi di colpa che di solito sono seguiti da buoni propositi per l’anno nuovo: 'Devo perdere 3 kg entro gennaio', 'basta carboidrati', 'da oggi si va a correre almeno due volte a settimane'". A fare il punto sono gli esperti della piattaforma anti-bufale 'Dottore ma è vero che...?', curato dalla Fnomceo (Federazione nazionale Ordini medici chirurghi e odontoiatri).

I sensi di colpa post abbuffate

"Si tratta di uno stato psicologico che viene cavalcato dalle aziende che operano nel settore delle diete e del benessere, i cui annunci pubblicitari in questo periodo sono spesso incentrati proprio sul concetto di 'nuovo anno, nuovo te", secondo gli esperti che puntualizzano come "in molti casi, infatti, l’obiettivo non è promuovere salute ma fare profitti. È quindi importante imparare a difendersi da questo 'assedio' pubblicitario e distinguere i casi in cui è veramente utile iniziare una dieta e quelli in cui farlo non è necessario o è addirittura pericoloso".

Quando è meglio iniziare la dieta

Farsi convincere a iniziare una dieta può essere un errore? "La scelta di iniziare una dieta non dovrebbe essere presa a cuor leggero, basandosi solo sulle poche informazioni fornite da uno spot commerciale, ma concordata con il proprio medico o con un medico specialista in scienze dell’alimentazione - proseguono gli esperti - In alcuni casi, infatti, la dieta pubblicizzata potrebbe non essere adatta alle nostre condizioni di salute (una che raccomanda il consumo di pompelmo, ad esempio, non è indicata per le persone in trattamento con alcuni farmaci) mentre in altri l’invito a sottoporsi a una dieta potrebbe persino favorire lo sviluppo di un disturbo mentale. In generale, poi, bisogna ricordarsi che non sempre gli annunci pubblicitari si basano su dati scientifici affidabili. Uno studio che ha analizzato l’utilizzo del concetto di dieta mediterranea, approccio alimentare noto per alcuni effetti benefici per la salute, nell’ambito del marketing alimentare in Spagna, ha dimostrato che molti dei cibi che vengono venduti sotto l’etichetta di 'mediterraneo' in realtà non appartengono a questo tipo di dieta".

Come scegliere la dieta giusta

Come proteggersi dal marketing di inizio anno sulle diete? "Smetti di seguire account e testate che ti fanno sentire a disagio nei confronti del tuo corpo; Circondati di contenuti (immagini, opinioni) ragionevoli e inclusivi sul corpo umano; Individua una risposta predefinita per evitare di innescare conversazioni che potrebbero metterti a disagio; Potenzia la tua rete di supporto (famiglia manche il terapista, il dietista) e le strategie utili a mantenere il controllo su te stesso; Dedica un po’ di tempo a pensare ai valori a cui tieni davvero".

Come si deve scegliere la dieta? "La dieta è uno dei fattori che influenza di più la nostra salute. Molti studi hanno mostrato come una buona alimentazione si associ a una riduzione del rischio di malattie croniche e a un aumento dell’aspettativa di vita - proseguono gli esperti - In merito a quale sia una ‘buona alimentazione', poi, sono state prodotte numerose evidenze circa i benefici di diete ricche di frutta, verdura, pesce, semi e cereali integrali e povere di carne rossa, grassi idrogenati (ad esempio la margarina) e carboidrati raffinati (ad esempio zucchero e farina). Nonostante questo è tuttavia molto difficile, se non impossibile, stabilire quale sia la dieta migliore in assoluto".

"Una revisione che ha messo a confronto diversi pattern alimentari (dieta mediterranea, povera di grassi, povera di carboidrati, paleolitica, vegana e altre) è giunta a questa conclusione - ricordano gli specialisti - Anche se spesso le dichiarazioni sul tema mettono in evidenza, specie in presenza di interessi economici, delle differenze tra le varie diete, quelle associate a benefici per la salute sono perlopiù sovrapponibili. Non sono stati realizzati studi di confronto ben condotti e a lungo termine, e per diverse ragioni è improbabile che vengano fatti anche in futuro. In assenza di questi confronti diretti, tuttavia, le dichiarazioni circa la superiorità di una dieta rispetto alle altre sono esagerate". Dunque, se si sta pensando ad un dieta durante conviene concordare quella più giusta con il proprio medico o con un medico specialista in scienze dell’alimentazione.

A Cagliari basta una zampata di Leao, il Milan ritorna in vetta

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Category: Notizie
02 January 2026
Calcio: Cagliari-Milan 0-1 - RIPRODUZIONE RISERVATASquadra di Pisacane a testa alta, molto bene nel primo tempo...

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Pisacane: 'peccato niente punti, ma ottimo il primo tempo'

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Category: Notizie
02 January 2026
Calcio: Cagliari-Milan 0-1 - RIPRODUZIONE RISERVATAIl tecnico del Cagliari: bell'avvio aggressivo, ma con il Milan se sbagli ti punisce...

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Influenza, Bassetti: "Bisogna andare al pronto soccorso se c'è difficoltà a respirare"

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Category: Notizie Italia
02 January 2026
Una persona con il termometro

Se si viene colpiti dall'influenza, a prescindere dalla variante K del virus, c'è un campanello d'allarme da tenere in particolare considerazione. Il professor Matteo Bassetti, direttore del reparto di Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova, accende i riflettori su un sintomo in particolare.

"L'influenza è una malattia tutt'altro che banale. Il virus se non trova sulla sua strada gli anticorpi in un bambino o ragazzino, può succedere frequentemente, arriva nei polmoni e causa una polmonite interstiziale grave simile allo scenario che avveniva con il Covid", dice il medico con una riflessione dopo la morte a Padova di una bambina di 12 anni, ricoverata per una brutta influenza e morta per una polmonite fulminante prima di Capodanno.

"Ci possono essere situazioni così anche in chi non è immunodepresso. Il campanello d'allarme non è tanto la febbre, come si può spesso pensare, ma la difficoltà a respirare per colpa di una tosse forte e dolori toracici importanti", sottolinea Bassetti. In generale, soprattutto se non ci sono complicanze per soggetti non anziani, non è necessario ricorrere alle cure del pronto soccorso. La situazione cambia radicalmente in presenza di tosse e dolori toracici rilevanti. "Se c'è questo quadro si deve andare subito al pronto soccorso perché c'è la necessità della rianimazione, intubazione e in casi particolari dell'Ecmo. E' una situazione molto complessa", avverte Bassetti.

L'influenza di questa stagione si caratterizza per una serie di sintomi ordinari. I fastidi e i sintomi ben noti a chi è stato colpito dal virus variano dal dolore diffuso (alla schiena e alle articolazioni, mal di testa, mal d'orecchie, mal di pancia), alla febbre (superiore a 38,5°), dalla tosse (secca o catarrosa) al mal di gola, passando per il naso che cola. Bassetti invita a non sottovalutare nemmeno "nausea, vomito e diarrea. E' una forma davvero importante che colpisce anche la pancia".

Ucraina, Russia avanza ma non sfonda: la nuova tattica e i dati

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Category: Notizie Italia
02 January 2026
Un soldato russo

La Russia cambia tattica nella guerra contro l'Ucraina e avanza ma non sfonda. Nel 2025 appena concluso, le forze di Mosca hanno conquistato 4.831 km quadrati, riprendendosi 473 km quadrati che i soldati ucraini aveva occupato nell'oblast russo di Kursk. L'esercito invasore si è impossessato negli ultimi 12 mesi dello 0,8% del territorio ucraino, con progressi rispetto all'anno precedente secondo i dati resi noti dall'Institute for the study of war (Isw), think tank americano che monitora il conflitto quotidianamente.

Lo spostamento della linea del fronte, in generale, raramente assume carattere rilevante: si combatte per avanzare pochi metri nel Donetsk, tra insediamenti ridotti a macerie. E quando Mosca pianta una bandiera in un villaggio, il controllo si rivela solo parziale e temporaneo.

I dati

In uno scenario complesso e variegato, l'accelerazione è testimoniata dai numeri, se si considera che nel 2024 la Russia aveva occupato 3.604 km quadrati. I passi avanti sono stati pagati a carissimo prezzo: l'esercito di Vladimir Putin, in base a cifre fornite dallo stato maggiore ucraino, lo scorso anno ha perso 416.570 uomini, con 78 vittime per km quadrato ottenuto. L'avanzata, evidenziano i dati, non è stata regolare né fluida. Novembre è stato il mese più favorevole agli occupanti, che hanno guadagnato 20,99 km quadrati al giorno. A dicembre, però, la fiammata si è parzialmente esaurita: si scende a 15 km quadrati al giorno.

La nuova tattica

L'accelerazione, per quanto a strappi, è associata ad una nuova strategia adottata su larga scala dai reparti russi. Gli obiettivi principali di Mosca sono il Donetsk, per arrivare a controllare tutto il Donbass, e la regione di Zaporizhzhia. Non è un caso, quindi, che l'Ucraina sia riuscita a riconquistare territorio negli oblast di Kharkiv e Dnipropetrovsk.

In generale, l'Isw evidenzia un ricorso sempre più ampio della Russia ai droni di ultima generazione in grado di volare per 50-60 km, aggirare le difese elettroniche ucraine e parallelamente di ostacolare le comunicazioni tra le unità di Kiev. I progressi russi, secondo l'Isw, sono stati favoriti a tratti anche dalle condizioni meteo: il maltempo invernale ha condizionato l'operatività dei droni ucraini. Le forze russe hanno sfruttato pioggia, nebbia e neve che ostacolano le operazioni di ricognizione e attacco.

Il supporto tecnico garantito alle truppe di Mosca è stato determinante per il successo di missioni compiute da gruppi ridotti di soldati, entrati in azione sistematicamente nelle aree di Pokrovsk, Oleksandrivka e Hulyaipole - nel Donetsk - nell'autunno dello scorso anno. Sono state accantonate, su ampi tratti del fronte, gli assalti 'vecchio stile' con ondate di soldati spediti contro le postazioni nemiche. La tattica del tritacarne è stata messa da parte, ma la svolta non ha ridotto in maniera significativa le perdite, che sono rimaste ingenti, soprattutto in rapporto al territorio conquistato: non è chiaro se la Russia sarà in grado di sostenere questo ritmo di operazioni, a questo prezzo, nel medio-lungo termine.

Inferno di fuoco a Crans-Montana: le vittime, i testimoni, l'inchiesta sulla strage di Capodanno

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Category: Notizie Italia
02 January 2026
Il luogo della strage a Crans-Montana (Afp)

Si indaga sul devastante incendio che ha spezzato le vite di tanti ragazzi a Crans-Montana, in Svizzera. Si dovrà fare luce su cause e responsabilità dell'inferno di fuoco che la notte di Capodanno ha provocato una strage all'interno del locale Le Constellation: il bilancio al momento è di 40 morti e 119 feriti, di cui 80 in gravi condizioni. Nel rogo risultano tuttora dispersi sei italiani.

L'inchiesta

"Tutto lascia pensare che il fuoco" che ha causato la tragedia "sia partito da alcune candele che erano sopra le bottiglie di champagne[1]" e che hanno provocato un incendio "del soffitto di legno del locale", ha confermato in conferenza stampa la procuratrice generale del Canton Vallese Beatrice Pilloud, aggiungendo che "nessuna ipotesi viene esclusa nell'indagine".

"Sembra che il fuoco sia partito dalle candele scintillanti, conosciute anche come flare, che erano state piazzate sulle bottiglie di champagne. Erano troppo vicine al soffitto e questo ha causato quello che viene definito un flashover[2], con le fiamme che si diffondono molto rapidamente", ha aggiunto la procuratrice.

Pilloud ha spiegato che per l'inchiesta "sono stati ottenuti e analizzati dei video". Sono già state interrogate "molte" persone, inclusi i due gestori del locale, che sono stati ascoltati "in qualità di persone chiamate a fornire informazioni"[3], ma "per il momento non è stata accertata alcuna responsabilità penale". Gli interrogatori, ha precisato, "hanno permesso di chiarire la configurazione interna dei locali, i lavori effettuati e la capienza".

"Saremo in grado di indagare se qualcuno abbia responsabilità penali per questo incidente. E se così fosse, e se queste persone fossero ancora in vita, verranno avviate tutte le indagini per incendio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose", ha detto Pilloud.

Restano da chiarire aspetti cruciali come il rispetto delle norme di sicurezza e delle uscite di emergenza. La procuratrice ha ricordato che la scala che conduceva al seminterrato era particolarmente stretta, un elemento che potrebbe aver complicato l’evacuazione.

Proprietario Le Constellation: "Tre controlli in 10 anni, tutto a norma"

In una breve dichiarazione alla 'Tribune de Geneve', Jacques Moretti, proprietario insieme alla moglie Jessica del locale andato a fuoco, ha affermato che Le Constellation era stato controllato "tre volte in 10 anni e tutto era stato fatto secondo le norme".

Lo stesso giornale fa sapere poi di aver chiesto un commento alle autorità comunali sui controlli a Le Constellation, ma di non aver avuto risposta, con il presidente del consiglio comunale che ha rinviato alla polizia.

Gli italiani feriti e dispersi

"Al momento risultano 13 cittadini italiani feriti, per i quali si stanno organizzando i trasferimenti, al fine di assicurare le più adeguate cure. Risultano, al momento, sei dispersi[4]. Non sono ancora noti i dati sui deceduti", ha comunicato Palazzo Chigi in una nota diffusa ieri nel primo pomeriggio.

"Dopo i primi soccorsi, prestati con elicotteri della Protezione civile dalla Regione Valle d'Aosta e personale sanitario e tecnico del soccorso alpino valdostano, è stata attivata la Centrale Remota Operazioni di Soccorso Sanitario (Cross) per il trasferimento in Italia dei feriti (non solo italiani)", prosegue la nota. Palazzo Chigi ha ricordato che è stato decretato lo Stato di mobilitazione del Servizio nazionale della protezione civile.

In serata l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha fatto il punto sul ponte aereo che sta portando i feriti a Milano, al Niguarda. Con i due pazienti in arrivo nelle prossime ore, e altri quattro che potrebbero arrivare da Zurigo, "non ci saranno più feriti italiani in Svizzera causati da questa tragedia di Crans-Montana", ha spiegato Bertolaso.

Tajani sul luogo della strage

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è giunto ieri a Crans-Montana per visitare le famiglie dei connazionali rimasti coinvolti nell'incendio[5] e per portare la solidarietà del governo italiano. "Io non conoscevo il locale" ma "l'utilizzo di fuochi d'artificio, sia pure piccoli, in un locale così, mi sembra veramente una scelta direi poco responsabile", ha detto il titolare della Farnesina.

A margine di un punto stampa il ministro ha spiegato: "Abbiamo messo a disposizione la polizia scientifica per aiutare con le identificazioni. Abbiamo dato disponibilità anche per un gruppo di psicologi, come richiesto dai familiari, per assistere le persone vicine ai feriti e agli scomparsi".

Ed ha ribadito: "Mi pare privo di senso mettere fuochi pirotecnici al chiuso, con ragazzi che salgono sulle spalle di altri, senza controllo. Evidentemente qualcosa non ha funzionato negli impianti antincendio. Le immagini del disastro mi portano a pensare che qualcosa non abbia funzionato. Toccherà alla magistratura individuare quali siano le responsabilità".

Il racconto dei testimoni: "Un inferno"

Prima le urla, poi le fiamme e la calca. Tutti che si affrettano verso l'uscita, mentre il fuoco divampa. "Sembrava l'inferno. Abbiamo visto persone con la pelle bruciata e senza i capelli[6]. Vedevamo persone uscire in condizioni inumane: tanta calca, tante persone stese a terra e tante che correvano", ha raccontato all'Adnkronos Jacopo Bucci, ragazzo che nella sera tra il 31 dicembre e l'1 gennaio si trovava a Crans-Montana con gli amici per festeggiare il Capodanno. Jacopo è uno dei testimoni che ha visto Le Constellation, locale nel centro della città, avvampare divorato dalle fiamme.

"Quando siamo passati la prima volta davanti al locale andava tutto bene, era intatto. Come la sera prima, quando siamo entrati - ha continuato -. Noi siamo andati in un altro bar, ma abbiamo visto che costava troppo, e siamo tornati indietro". Jacopo e i suoi amici sono rimasti all'esterno "perché abbiamo sentito odore di gas e abbiamo creduto che all'interno saremmo stati in pericolo". Poi hanno notato l'incendio. Repentina la risposta dei soccorsi elvetici, giunti sul posto in pochi minuti. "Non si può descrivere a parole. C'erano anche tanti genitori che urlavano, quella è stata la parte peggiore di tutte".

La sala dove è scaturito il rogo è un seminterrato, Jacopo riferisce di non aver visto finestre né estintori la sera precedente: "In Italia se ne vedono tanti ed è difficile non farci caso". Il cartello dell'uscita di emergenza, poi, "portava a quella scala angusta". Dietro la sala principale, da massimo 200 persone, "c'era un privé. Non sappiamo se lì ci fossero uscite di sicurezza, non siamo entrati".

"Sembrava un film dell'orrore", ha raccontato un altro testimone, Adrien, descrivendo quello che ha visto dall'esterno del locale. "Ho visto fumo, un fumo bianco, grande e molto denso" uscire da Le Constellation, ha detto a Bfmtv.

"Abbiamo visto le fiamme dopo cinque, dieci minuti e la gente uscire in preda al panico, rompendo le finestre, uomini sofferenti e donne con i vestiti bruciati, che piangevano, urlavano, persone che non sapevano se i loro cari fossero dentro", ha continuato parlando di "genitori arrivare in auto a tutta velocità, preoccupati di dove fossero i loro figli".

"In pochi secondi, l'intera discoteca è stata avvolta dalle fiamme", le parole di Emma e Albane che si trovavano all'interno del locale quando è scoppiato l'incendio e hanno visto il soffitto "in legno" prendere fuoco. "Siamo corsi fuori tutti urlando e correndo", hanno raccontato descrivendo "il panico più totale". Cadute durante la calca, "qualcuno ha rotto una finestra per far uscire la gente" e hanno confermato che i vigili del fuoco e la polizia sono arrivati nel giro di pochi minuti.

References

  1. ^www.adnkronos.com (www.adnkronos.com)
  2. ^www.adnkronos.com (www.adnkronos.com)
  3. ^www.adnkronos.com (www.adnkronos.com)
  4. ^www.adnkronos.com (www.adnkronos.com)
  5. ^www.adnkronos.com (www.adnkronos.com)
  6. ^www.adnkronos.com (www.adnkronos.com)

>>>ANSA/A Cagliari basta una zampata di Leao, il Milan ritorna in vetta

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Category: Notizie
02 January 2026
Calcio: Cagliari-Milan 0-1 - RIPRODUZIONE RISERVATASquadra di Pisacane a testa alta, molto bene nel primo tempo...

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Pioggia nel primo weekend 2026, meteo Epifania con neve in pianura

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Category: Notizie Italia
02 January 2026
Una giornata di pioggia

Il primo weekend del 2026 è all'insegna del maltempo in Italia. Il quadro meteo, tra sabato 3 e domenica 4 gennaio, è destinato a peggiorare con la pioggia a dominare progressivamente la scena soprattutto al Centro: ombrelli aperti dal Lazio all'Umbria, dalla Campania alle Marche a causa dello 'scontro' tra aria umida proveniente dal Nord Africa e aria fredda di origine polare.

Il maltempo si intensificherà nel corso di domenica 4 gennaio, con un ulteriore peggioramento delle condizioni atmosferiche. La pioggia condizionerà il meteo in Toscana, Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. Le precipitazioni si allargheranno anche al Meridione, con temporali anche su Gargano, Sardegna, Calabria e Campania. Ancora neve sugli Appennini, sempre intorno ai 1500 metri.

Nel duello tra aria umida e aria fredda, quest'ultima è destinata ad avere la meglio all'inizio della prossima settimana, che segnerà una nuova svolta decisamente invernale verso l'Epifania. L'avvicinamento al 6 gennaio, che chiude le festività, sarà caratterizzato da un crollo delle temperature e dall'arrivo della neve in abbondanza, in particolare al Nord, non solo in quota ma anche in pianura tra Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Emilia Romagna.

L'antenato dell'uomo camminava 7 milioni di anni fa, la scoperta che sposta i primi passi

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Category: Notizie Italia
02 January 2026
Scavi

I primi passi dell'uomo? Già sette milioni di anni fa. A sostenerlo, secondo quanto riferisce il 'Washington Post', è uno studio pubblicato su 'Science Advances'. "Più di due decenni fa - scrive il quotidiano Usa - gli scienziati impegnati in scavi nell’Africa centrale hanno portato alla luce dei resti vecchi di 7 milioni di anni, che potrebbero appartenere a uno dei più antichi antenati conosciuti dell'uomo". Dal deserto del nord del Ciad "furono recuperati solo pochi fossili: un cranio, un osso della gamba e un paio di ossa del braccio". Fin dalla scoperta dei resti, gli scienziati "hanno cercato di ricomporre questi pezzi per rispondere a una domanda che assilla l'umanità". Questo antenato dell'uomo "camminava per lo più su due piedi, come fanno gli esseri umani moderni? Oppure si muoveva principalmente a quattro zampe, come la maggior parte degli animali?"

Una nuova analisi di queste ossa dimostrerebbe che il Sahelanthropus tchadensis, come è stato identificato, "potrebbe essere stato il nostro primo antenato conosciuto a camminare su due piedi, segno che il bipedismo si è sviluppato precocemente nella nostra linea evolutiva e costituisce un tratto distintivo della nostra specie. Se l'interpretazione fosse confermata, anticiperebbe di circa un milione di anni il momento in cui i primi ominidi si alzavano in posizione eretta".

"Sono abbastanza convinto che questo individuo fosse un bipede", ha detto Scott Williams, morfologo evoluzionista della New York University e autore principale del nuovo studio. Un team guidato dal paleoantropologo francese Michel Brunet scoprì i fossili nei primi anni 2000 nel deserto di Djurab, in Ciad. Il cranio sembrava appartenere a un maschio adulto con un cervello delle dimensioni di uno scimpanzé ma con un volto simile a quello umano. La posizione dell'apertura alla base del cranio, attraverso cui passava il midollo spinale, suggeriva una postura più eretta. L'individuo fu soprannominato Toumai, che significa "speranza di vita".

Serie A: Cagliari-Milan 0-1

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Category: Notizie
02 January 2026
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