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Madre e figlia morte a Campobasso, il medico legale: "Sostanza tossica o batterio le ipotesi al vaglio"

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Category: Notizie Salute
05 January 2026
Antonella Di Ielsi - Facebook

"Sono due le principali ipotesi" sulla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, decedute a Campobasso tra il 27 e il 28 dicembre a poche ore di distanza l'una dall'altra, dopo una lunga agonia: "l'ingestione involontaria di una sostanza tossica oppure una tossina prodotta da batteri patogeni. Sono invece esclusi l'epatite fulminante e il botulismo". Lo spiega all'Adnkronos Salute il medico legale Marco Di Paolo, consulente della difesa e della famiglia Di Vita, in attesa dei risultati delle analisi tossicologiche e microbiologiche sulle vittime.

"Al momento possiamo parlare solo in termini generici di una tossinfezione alimentare - chiarisce l'esperto -. Dall'autopsia è emerso che si trattava di due persone sane, senza patologie rilevanti, morte in tempi diversi dopo un evento compatibile con qualcosa di ingerito. Allo stato attuale, però, non è possibile stabilire quale alimento o sostanza abbia causato l'intossicazione". Di Paolo precisa inoltre di "non aver avuto accesso alla documentazione clinica", che è secretata ed è in possesso dei consulenti della Procura. "Molto potrebbero dirci gli esami effettuati sul padre e marito delle vittime, Giovanni Di Vita, eseguiti allo Spallanzani, dei quali siamo ancora in attesa - spiega Di Paolo - così come attendiamo i referti dell'ospedale Cardarelli, dove madre e figlia si sono recate due volte prima di essere rimandate a casa". Restano inoltre da conoscere gli istituti e i laboratori incaricati delle analisi tossicologiche e microbiologiche. "Probabilmente - aggiunge - dopo le festività avremo maggiori informazioni".

"Non sappiamo ancora quale sia stata la causa esatta della morte - conclude il medico legale - ma è certo che madre e figlia hanno sofferto per un vomito incoercibile, fino a 30 episodi in una sola notte, una condizione che ha provocato una grave disidratazione e un danno multiorgano".

Sinner e il 'no' a Mattarella, il retroscena di Binaghi: "Stava per andare in ospedale"

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Category: Notizie Italia
05 January 2026
Binaghi e Sinner - Fotogramma

"Il no a Mattarella? Nessuno è perfetto, ma prima della rinuncia al Presidente io ricordo che Sinner stava per finire in ospedale a Melbourne durante il match con Rune". Lo ha detto il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel Angelo Binaghi in un'intervista al Corriere della Sera, svelando così un retroscena sul 'rifiuto' del fuoriclasse del tennis azzurro all'invito al Quirinale del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 2025. Binaghi ha aggiunto: "Non c’è solo il riposo fisico per un tennista, ma anche la necessità di distrarsi e incontrare parenti o amici. Ci vorrebbero 50 ore al giorno".

Il numero uno del tennis italiano parla poi delle peculiarità del movimento azzurro: "Se uno allarga la visuale, vede Musetti, Paolini, la Coppa Davis, un sistema. Allargando ancora di più, si vede che da 15 anni siamo l'unica Federazione al mondo con una televisione tematica. E poi, stavamo perdendo gli Internazionali d'Italia, mentre adesso Atp, Wta e Itf ci cercano perché siamo diventati i migliori organizzatori di tornei. Ci hanno dato Finals e Davis. Le basi le abbiamo poste quando Sinner non era nato. Questa congiuntura favorevole è frutto di una crescita costante, sana, pluriventennale. E in questo percorso si è inserito un fenomeno. La ricerca di performance assoluta di Sinner si sviluppa in modo indipendente da quella della Federazione, ma con la stessa voglia di vincere e di lavorare".

La Groenlandia è una 'fissazione' di Trump. Ha un reale fondamento economico per gli Stati Uniti?

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Category: Notizie Italia
05 January 2026
La Groenlandia è una 'fissazione' di Trump. Ha un reale fondamento economico per gli Stati Uniti?

La nuova mossa sul risiko globale di Donald Trump sarà la Groenlandia? Il presidente americano ne parla apertamente con un'insistenza che delinea una vera e propria 'fissazione', tanto pericolosa quanto è radicata nei pensieri del tycoon. "Abbiamo bisogno della Groenlandia dal punto di vista della sicurezza nazionale, e la Danimarca non sarà in grado di occuparsene", è l'ultima dichiarazione in ordine temporale. Cosa vuol dire, in concreto? Trump si riferisce a una necessità territoriale, geopolitica, o si riferisce alle risorse naturali, soprattutto le terre rare, e quindi a un'implicazione più strettamente economica?

Altre parole, sempre di poche ore fa, suggeriscono che il primo aspetto, quello geopolitico, sia prevalente. ''In questo momento la Groenlandia è accerchiata da navi russe e cinesi ovunque'. E la Danimarca, ha scherzato Trump, ha aumentato la sicurezza della Groenlandia ''aggiungendo un'altra slitta trainata da cani''. Andando oltre la provocazione verbale, e soprattutto svilendo l'autonomia e la sovranità di un Paese della Ue, Trump vuole sostenere che il possesso della Groenlandia sposterebbe strategicamente a suo favore il confronto con Russia e Cina e che questo argomento sia prioritario, in nome della sicurezza nazionale. Un argomento che, peraltro, Trump ha già utilizzato durante il suo primo mandato e che, nella storia degli Stati Uniti ricorre: dalla dottrina Monroe della prima metà dell'Ottocento ai diversi tentativi non andati a buon fine di 'acquistare' la Groenlandia. In estrema sintesi, controllare l'Artico per Trump vuol dire proteggere il territorio americano.

C'è però sul tavolo, facendo riferimento a precedenti dichiarazioni e ricordando la propensione agli affari e l'approccio commerciale aggressivo della presidenza americana, anche l'aspetto economico legato alle risorse che la Groenlandia detiene, nel sottosuolo e in mare. Petrolio, gas e terre rare che non sono sfruttare oggi e che, evidentemente, possono essere funzionali ai piani di Trump.

Sfruttare le risorse della Groenlandia è stato però finora difficile innanzitutto per ragioni geografiche. La collocazione nell'Artico e un territorio ricoperto per l'80% da ghiaccio e con un clima estremo, insieme alle pochissime infrastrutture e alle rigorose restrizioni ambientali, hanno finora reso i costi di estrazione elevati. Soprattutto se comparati ad altri contesti, come la Cina, una potenza mineraria che non deve fronteggiare le stesse difficoltà. In estrema sintesi, la Groenlandia ha un grande potenziale se si pensa soprattutto all'estrazione del litio o della grafite, fondamentali per l'elettrificazione, ma i tanti progetti minerari che sono stati proposti non sono mai stati realizzati, perché i costi ne rendono insostenibile il business.

Per queste ragioni, la Groenlandia per Trump può essere uno Stato su cui spostare i carrarmati nel tavolo da gioco del Risiko, in una logica di conquista che, almeno allo stato attuale, ha molto più a che vedere con una 'aspirazione' legata alla strategia geopolitica che alla logica economica. (Di Fabio Insenga)

Maduro al giudice: "Sono innocente, sono una persona perbene"

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Category: Notizie Italia
05 January 2026
Sostenitori di Nicolas Maduro aspettano fuori dalla Corte Federale di New York (Ipa)

"Sono innocente, non sono colpevole. Sono un uomo perbene". Nicolas Maduro, presidente del Venezuela catturato dagli Stati Uniti, si dichiara non colpevole nella prima udienza del processo a suo carico a New York. Il giudice Alvin K. Hellerstein ha chiesto a Maduro di dichiarare le proprie generalità.

L'imputato si è definito presidente del Venezuela e ha dichiarato di essere stato "rapito". Maduro, come riferisce il New York Times, si è alzato in piedi e ha iniziato a parlare in spagnolo, probabilmente per rilasciare una sorta di dichiarazione spontanea. "Ci sarà tempo e luogo", la replica del giudice, limitandosi a chiedere le generalità dell'imputato. Anche la moglie di Maduro, Cilia Flores, si è dichiarata "non colpevole, totalmente innocente".

Maduro si è presentato in aula indossando una t-shirt sopra la divisa arancione da detenuto. Il leader venezuelano, come la moglie, ha utilizzato vistose cuffie nere per ascoltare la traduzione di quanto detto durante l'udienza, in particolare dal giudice. Maduro ha affermato di avere "per la prima volta" l'atto di incriminazione tra le mani. "Vorrebbe che glielo leggessi?", ha chiesto il giudice. "Preferisco leggerlo di persona", la risposta attraverso un interprete.

Voli cancellati in Egitto e nello Yemen, 680 turisti italiani bloccati

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Category: Notizie Italia
05 January 2026
 - Afp

Ci sono circa 680 turisti italiani bloccati tra Sharm El-Sheik, in Egitto, e l'isola yemenita di Socotra a seguito della cancellazione dei loro voli. Le cause sono differenti: la cancellazione dei voli dall'Egitto è dovuta al guasto tecnico alle comunicazioni che ha portato a una sospensione del traffico aereo dalla Grecia, mentre nello Yemen i voli sono stati cancellati dopo gli scontri tra forze governative e separatisti nel sud.

Egitto

A seguito della cancellazione di tre voli commerciali diretti a Milano nella giornata di ieri - a causa della sospensione del traffico aereo dalla Grecia per un guasto tecnico alle comunicazioni[1] - circa 600 connazionali sono attualmente fermi nella località turistica di Sharm El-Sheik, in Egitto.

Di essi, i clienti Alpitour (circa 90) dovrebbero rientrare con un volo straordinario Neos, previsto partire a mezzanotte di stasera. Sullo stesso volo, rientreranno altri connazionali con il coordinamento dell'Ambasciata d'Italia al Cairo, che ha inviato due funzionari sul posto, fa sapere la Farnesina in una nota.

In stretto raccordo con la Farnesina, l'ambasciata sta inoltre prestando la massima assistenza ai connazionali rimasti a terra per assicurare che siano alloggiati in strutture adeguate e per identificare nuovi voli che permettano il loro rientro in Italia nel più breve tempo possibile.

Yemen

Sono centinaia i turisti stranieri bloccati sull'isola yemenita di Socotra, nel mare Arabico, dopo la cancellazione dei voli seguita agli scontri nel Paese tra forze governative e separatisti nel sud. Lo hanno riferito fonti locali all'Afp. "Stanno bene", si assicura. "Abbiamo oltre 400 turisti stranieri - ha detto all'Afp il vice governatore di Socotra, responsabile per la cultura e il turismo, Yahya bin Afrar - i loro voli sono stati sospesi".

Tra questi ci sono circa 80 italiani bloccati in diversi hotel e campeggi. Lo fanno sapere fonti della Farnesina, secondo cui l'Unità di crisi lavora insieme ai tour operator e alla nostra ambasciata a Riad per agevolare il rientro dei connazionali.

"È assolutamente sconsigliato, nell'attuale situazione, recarsi in Yemen ed effettuare viaggi in tutto il Paese, inclusa l'isola di Socotra", è quanto si legge nell'avviso pubblicato su Viaggiare sicuri, il portale della Farnesina gestito dall'Unità di crisi aggiornato al 31 ottobre scorso e valido tuttora.

References

  1. ^dalla Grecia per un guasto tecnico alle comunicazioni (www.adnkronos.com)

Calcio: il Cagliari su Nicolussi Caviglia, ma piace anche Brescianini

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Category: Notizie
05 January 2026
- RIPRODUZIONE RISERVATAPrime operazioni di mercato: via Radunovic, ritorna Sherri...

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Global minimum tax, accordo tra 147 Paesi

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Category: Notizie Italia
05 January 2026
Ocse (Fotogramma)

Via libera di 147 Paesi all'introduzione della global minimum tax. I 147 Paesi e giurisdizioni che collaborano nell'ambito del Quadro inclusivo Ocse/G20 sull'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili (Beps) hanno ''concordato gli elementi chiave di un pacchetto che traccia la rotta per il funzionamento coordinato di accordi globali di imposta minima nel contesto di un'economia digitalizzata e globalizzata''. Lo annuncia l'Ocse in una nota.

Il pacchetto

Dopo mesi di intensi negoziati, il pacchetto completo per un accordo 'side-by-side' annunciato oggi rappresenta ''un importante accordo politico e tecnico che getterà le basi per la stabilità e la certezza del sistema fiscale internazionale'', sottolinea l'Organizzazione.

"Questo accordo raggiunto dal quadro inclusivo, che include 147 Paesi e giurisdizioni, rappresenta una decisione storica nella cooperazione fiscale internazionale", ha dichiarato il segretario generale dell'Ocse, Mathias Cormann. "I membri del quadro inclusivo meritano un elogio per il lavoro svolto nel finalizzare questo pacchetto, che rafforza la certezza fiscale, riduce la complessità e protegge le basi imponibili. Attendo con ansia di vedere il quadro inclusivo portare avanti l'attuazione di questo pacchetto, nonché future proposte per ulteriori semplificazioni delle norme fiscali minime globali e degli oneri di conformità".

Secondo l'Ocse gli accordi globali di imposta minima preserveranno ''i progressi finora conseguiti nell'ambito del quadro globale dell'imposta minima e tutelerà la possibilità per tutte le giurisdizioni, in particolare i Paesi in via di sviluppo, di avere diritti di prima imposizione sui redditi generati nelle loro giurisdizioni''.

Cosa prevede

Il pacchetto include cinque componenti chiave, a partire da una serie di misure di semplificazione, che ridurranno gli oneri di conformità per le imprese multinazionali (Mne) e le autorità fiscali nel calcolo e nella rendicontazione ai sensi delle norme minime globali sull'imposta.

In secondo luogo, il pacchetto uniforma ulteriormente il trattamento degli incentivi fiscali a livello globale attraverso l'introduzione di una nuova clausola di salvaguardia mirata per gli incentivi fiscali basati sulle sostanze.

In terzo luogo, sono disponibili nuovi porti sicuri per i gruppi multinazionali la cui entità madre ultima si trova in una giurisdizione idonea che soddisfa i requisiti minimi di tassazione.

In quarto luogo, il pacchetto comprende un processo di valutazione basato su prove concrete per garantire che siano mantenute condizioni di parità per tutti i membri del quadro inclusivo.

In quinto luogo, il pacchetto rafforza l'obiettivo che i regimi fiscali minimi nazionali qualificati continuino a rappresentare un meccanismo primario nel quadro fiscale minimo globale per garantire la protezione delle basi imponibili locali, in particolare nei Paesi in via di sviluppo.

L'Ocse continuerà inoltre a garantire che ''le norme possano essere attuate in modo efficace ed efficiente da tutti i Paesi e le giurisdizioni, offrendo un'assistenza completa per lo sviluppo delle capacità ove necessario''.

Referendum sulla giustizia, a Sassari nasce il comitato per il No

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Category: Notizie
05 January 2026
- RIPRODUZIONE RISERVATA'Governo punta a fare controllare il sistema giudiziario dalla politica'...

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Sull'Isola arriva il freddo polare, con pioggia e neve dopo l'Epifania

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Category: Notizie
05 January 2026
- RIPRODUZIONE RISERVATAPeggioramento sino all'8 poi una pausa prima della nuova perturbazione...

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'Il 2025 anno da dimenticare per le carceri sarde'

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Category: Notizie
05 January 2026
- RIPRODUZIONE RISERVATASdr: 'aumento esponenziale dei 41bis, mancano 200 agenti e 60 amministrativi'...

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Condurro (Antica Pizzeria da Michele in the world): "12 aperture nel mondo nel 2025, oltre mille addetti"

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Category: Notizie Lavoro
05 January 2026
Alessandro Condurro, amministratore delegato di 'L'Antica Pizzeria da Michele in the World'

Da Forcella a Sydney, dalla prima pizzeria aperta da Michele Condurro oltre 150 anni fa a Napoli all'ultima inaugurazione del 2025 in Australia, la dodicesima nell'anno in tutto il mondo. Tra margherite e marinare, non si ferma il percorso dell' 'Antica Pizzeria da Michele', come spiega ad Adnkronos/Labitalia Alessandro Condurro, quinta generazione della famiglia e amministratore delegato di 'L'Antica Pizzeria da Michele in the World', la società nata nel 2012 per esportare nel mondo la storica tradizione della pizza di Michele con i suoi sapori e la sua cultura del mangiare bene.

"Il 2025 -racconta- è stato un anno ricco di soddisfazioni e di successi. Abbiamo aperto più di 12 locali soltanto quest'anno, quindi la media di uno al mese, arrivando a 80 locali aperti. E abbiamo ricevuto parecchi premi con soddisfazioni importanti anche a livello professionale. Sono aumentati i fatturati, abbiamo inserito nuove aziende all'interno della nostra piattaforma logistica, e insieme a noi quindi sta girando l'economia di parecchie imprese. Questa è la cosa più importante perché oltre al benessere della nostra azienda apportiamo benessere un po' a tutto quanto il sistema", spiega Condurro.

Crescita che riguarda anche i posti di lavoro. "La 'Michele in the World' intesa soltanto come la società di servizi -spiega Condurro- conta una ventina di dipendenti, il gruppo da Michele in Campania ne conta oltre 180, se invece valutiamo tutta quanta la rete superiamo i mille dipendenti in tutta la rete mondiale", sottolinea.

Ma quali sono i segreti del successo di quello che ormai è considerato a tutti gli effetti un marchio del food made in Italy? "La prima cosa ovviamente -spiega- è la trasmissione del know-how. I nostri maestri pizzaioli viaggiano per tutto l'anno visitando tutte le nostre pizzerie partner nel mondo, per formare il personale, per trasmettere quelle che sono le nostre tecniche di farcitura, di stesura, di cottura della pizza. Quindi la nostra tradizione, il nostro know-how viene assolutamente trasmesso quasi quotidianamente in tutte quante le pizzerie. E i nostri i nostri ispettori girano tutte le pizzerie del mondo continuamente, controllano il rispetto del nostro manuale operativo, degli standard di qualità, dell'utilizzo dei prodotti e questo fa sì che la cosa poi possa essere mantenuta", spiega Condurro.

Ma non basta: servono gli ingredienti giusti per fare la differenza. "Il secondo aspetto importante -spiega Condurro- ovviamente è l'utilizzo delle materie prime. La pizza di Michele è la pizza di Michele, se c'è quel fior di latte, se c'è quella farina, se c'è quel pomodoro. Quindi in effetti praticamente le nostre materie prime sono assolutamente le stesse in tutto il mondo. Il fior di latte di Agerola che si mangia sulle pizze di Forcella è lo stesso che si mangia sulle pizze a Dubai, a Tokyo, piuttosto che adesso a Sydney che è stata l'ultima che fatta in Australia nel 2025. Quindi in effetti praticamente in tutto il mondo riusciamo a esportare quelli che sono i nostri prodotti e riusciamo ad avere una pizza che almeno al 90-95% è assolutamente quella di Forcella", sottolinea orgoglioso Condurro.

E i dazi Usa non spaventano Condurro. "C'è stato un aumento dei prezzi come quando ci fu la Brexit qualche anno fa in Uk. Credo che è un qualcosa che nell'immediato può avere dei riscontri, un impatto grosso, però poi nel medio e lungo periodo l'equilibrio si ristabilisce. Noi ci teniamo a che i prodotti siano assolutamente campani e quindi non ci pieghiamo ovviamente a determinate dinamiche, anche a costo di far costare qualcosa in più la pizza. E poi gli Stati Uniti sono un paese alto spendente, quindi fondamentalmente tutto sta a far capire alle persone che si tratta di un prodotto di qualità assoluta, di un prodotto premium per il quale vale la pena anche spendere qualcosa in più", spiega.

E la 'corsa' di Michele non si arresterà nel 2026. "Ripartiamo a bomba già dai primi di gennaio, abbiamo l'apertura a Perugia, che è praticamente la prima prevista, poi abbiamo due aperture all'estero che sono Breslavia in Polonia e San Paolo in Brasile. Per tutto l'anno 2026 sono previste un'altra quindicina praticamente di aperture e contemporaneamente stiamo cercando anche di patrimonializzare, cioè di stabilizzarci anche a livello di filiera produttiva. Vorremmo spostare i nostri investimenti, investire anche in produzione. Quindi una fabbrica di pomodori piuttosto che un caseificio. Il gruppo Michele cresce ma è una grande famiglia, noi continuiamo, pur essendo diventati una 'multinazionale', nel senso che siamo presenti in tutti i continenti del mondo, a mantenere ancora quello status di azienda familiare, nella quale fondamentalmente si conoscono tutti, nella quale si aiutano un po' tutti quanti e questa è una cosa bella, forse è il segreto della crescita del nostro gruppo", conclude Condurro.

Strage Crans-Montana, Carminati (Aifos): "Fattore umano spesso determinante in grandi incidenti"

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Category: Notizie Lavoro
05 January 2026
Paolo Carminati, presidente AiFos

"Il grave disastro avvenuto a Crans-Montana ha scosso l’opinione pubblica internazionale, coinvolgendo persone di almeno dieci nazionalità diverse e riportando al centro dell’attenzione il tema della sicurezza in contesti ad alta complessità. L’evento si è verificato in un territorio specifico, la Svizzera, regolato da un proprio quadro normativo, che dovrà essere analizzato con attenzione e senza semplificazioni. Gli aspetti logistici e tecnici – dalla struttura del luogo ai materiali utilizzati, dai sistemi antincendio alle procedure di emergenza – saranno oggetto delle valutazioni delle autorità competenti incaricate dell’indagine. Si tratta di elementi fondamentali per ricostruire la dinamica dei fatti e accertare eventuali responsabilità. Aifos è vicina a tutti quelli che sono stati coinvolti e impattati. Dal punto di vista di Aifos, associazione italiana formatori ed operatori della sicurezza sul lavoro, è però indispensabile affiancare all’analisi tecnica una riflessione approfondita sui comportamenti umani che possono aver inciso sull’evoluzione dell’evento. Il cosiddetto fattore umano rappresenta spesso l’elemento determinante nei grandi incidenti, sia in ambito lavorativo sia nei contesti aperti al pubblico". Così, con Adnkronos/Labitalia, Paolo Carminati, presidente AiFos, commenta quanto avvenuto a Crans-Montana in Svizzera in occasione dei festeggiamenti per il Capodanno e dopo le accuse rilanciate dall'ambasciatore Gian Lorenzo Cornado.

"Nei grandi disastri -continua Carminati- il fattore umano non è un dettaglio, è spesso la causa principale. Impianti, materiali e procedure contano, ma sono le decisioni delle persone, prima e durante l’emergenza, a fare la differenza tra sicurezza e tragedia. Senza una vera cultura della prevenzione, nessun sistema è sufficiente", dichiara il presidente di Aifos.

Secondo Carminati "comportamenti, decisioni e livelli di consapevolezza riguardano sia il gestore dell’attività e i suoi collaboratori, sia gli ospiti presenti. La sicurezza non dipende esclusivamente da certificazioni o sistemi di protezione, ma dalla capacità delle persone di riconoscere i rischi e di agire correttamente, soprattutto in situazioni di emergenza. È su questi aspetti che Aifos concentra da sempre il proprio impegno, promuovendo la formazione e la diffusione di una cultura della sicurezza che vada oltre il semplice adempimento normativo e coinvolga non solo il lavoro, ma anche i comportamenti sociali e quotidiani", sottolinea.

"Dobbiamo avere il coraggio di chiederci cosa sarebbe successo se un evento simile fosse avvenuto in Italia", prosegue il presidente Aifos. "Nel nostro ordinamento il datore di lavoro, incluso il gestore di un’attività aperta al pubblico, ha responsabilità precise e non delegabili in materia di salute e sicurezza, oggi rafforzate anche dall’obbligo di formazione specifica per il datore di lavoro stesso. La sicurezza non si improvvisa e non si scarica sugli altri". Un principio chiaro per Aifos secondo cui solo integrando norme, tecnologia e fattore umano è possibile prevenire tragedie come quella di Crans-Montana e rafforzare una cultura della sicurezza realmente efficace e condivisa.

Trump e l'aspirina, l'esperto: "Dosaggi troppo alti, così meno protettiva"

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Category: Notizie Salute
05 January 2026
Donald Trump (Afp)

Le dosi di aspirina che il presidente Usa, Donald Trump, dichiara di assumere da 25 anni - 325 milligrammi al giorno - "è più che triplo rispetto al dosaggio che dovrebbe prendere per la prevenzione cardiovascolare. Con queste quantità la protezione è minore e sono maggiori gli effetti collaterali". Sono le osservazioni di Giorgio Sesti, docente di Medicina interna all'Università La Sapienza di Roma, a commento delle dichiarazioni di Trump sulla sua salute e sulla terapia[1] che, in base alle sue affermazioni alla stampa, continuerebbe ad assumere "per rendere il sangue più fluido", nonostante le indicazioni della Mayo Clinic, una delle istituzioni scientifiche più autorevole degli Usa, secondo le quali potrebbe scendere a 81 milligrammi, dose standard per questo tipo di prevenzione.

Come "giustamente indica la Mayo Clinic, che è uno dei massimi centri di eccellenza mondiale, tutti gli studi di cui disponiamo, ormai fatti su numeri assai ampi di persone, indicano che il dosaggio efficace per prevenire la formazione dei trombi è tra gli 81 e i 100 mg: la dose della cosiddetta cardioaspirina classica. Il dosaggio più alto, 325, è quello che si usa esattamente come antinfiammatorio e con il quale si perde una parte dell'efficacia come antiaggregante. Quindi Trump, con una dose così elevata, in realtà è meno protetto rispetto alla dose consigliata dalla Mayo Clinic". E, in più, "il dosaggio elevato aumenta le possibilità di sanguinamenti dello stomaco, che rappresentano il rischio collaterale di questo farmaco che ha, nelle giuste dosi, un'azione protettiva dell'apparato cardiocircolatorio confermata".

Per quanto riguarda i lunghi anni di terapia "nella prevenzione con la cardioaspirina non rappresentano un problema. Anch'io l'assumo da 28 anni", osserva l'esperto. Ma Trump sta utilizzando, se sono corrette le dichiarazioni alla stampa, una dose che "non riduce i rischi maggiori dell'aspirina (sanguinamento) e protegge meno l'apparato cardiocircolatorio rispetto alla dose da 81 mg", ribadisce Sesti.

References

  1. ^www.adnkronos.com (www.adnkronos.com)

Aggredirono forze dell'ordine a Silanus, scatta il Daspo urbano

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Category: Notizie
05 January 2026
- RIPRODUZIONE RISERVATAPoliziotti e carabinieri furono accerchiati in piazza la sera di Natale...

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La Nona di Beethoven inaugura la stagione concerti del Lirico di Cagliari

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Category: Notizie
05 January 2026
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