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Ucraina, Zelensky esulta per garanzie di sicurezza: "Usa pronti a dare supporto"

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Category: Notizie Italia
06 January 2026
Zelensky e Witkoff

Fumata bianca tra Ucraina e Stati Uniti per il piano di pace. O quasi. Il vertice della Coalizione dei Volenterosi a Parigi consente al presidente ucraino Volodymyr Zelensky di ottenere dagli Usa garanzie fondamentali in caso di accordo con la Russia per porre fine alla guerra.

L'avvicinamento tra le parti era iniziato a Mar-a-Lago, con l'incontro a fine 2025 nella residenza del presidente Donald Trump. Ora, un nuovo step. Se l'Europa ribadisce l'intenzione di inviare una forza multinazionale dopo il cessate il fuoco, Washington compie passi determinanti per la fornitura di garanzie di sicurezza, priorità assoluta per Kiev.

"Abbiamo parlato in maniera molto concreta anche con la delegazione americana del monitoraggio e della non violazione dell'accordo di pace. L'America è pronta a darci il suo sostegno e per noi è importante, perché gli Stati Uniti sono una componente importante così come lo sono le misure di deterrenza che dovranno impedire l'aggressione della Russia in futuro", dice Zelensky dopo il vertice a cui hanno partecipato anche gli inviati del presidente Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Jushner.

Con la delegazione Usa si è lavorato anche "sul documento che era stato presentato qualche settimana fa", prosegue Zelensky, riferendosi al piano di pace in 28 punti presentato dagli Usa e ridotto a 28 dopo la revisione di Kiev. Zelensky parla di "documenti già pronti per quanto riguarda le garanzie di sicurezza bilaterali tra gli Stati Uniti e l'Ucraina, ma anche trilaterali con altri Stati. Quindi siamo pronti a firmare questi documenti. Dobbiamo continuare a lavorare ora che abbiamo gettato le basi di questi accordi", aggiunge.

Kushner e Witkoff: "Trump in campo per pace definitivo"

"E' stata superata una tappa fondamentale per arrivare ad un eventuale accordo di pace", dice Kushner. "Sulle garanzie di sicurezza - sottolinea il genero di Trump - ci sono stati scambi tra il presidente ucraino Zelensky e il presidente Trump a Mar-a-Lago a dicembre scorso e credo che tutte le questioni più difficili siano state risolte. Se si arriverà ad un accordo definitivo l'Ucraina deve sapere che saranno in sicurezza per fare in modo che la situazione attuale non si riproduca più".

"I protocolli di sicurezza hanno come obiettivo quello di evitare ulteriori attacchi contro l'Ucraina" una volta ottenuto il cessate il fuoco. "Nessuno qui tra i presenti ha mai visto così tanto elementi. Il presidente Trump non rinnega i propri impegni ed è fermamente impegnato. Ci saremo per l'Ucraina, per arrivare a una pace definitiva e siamo fiduciosi nella capacità ad arrivarci", dice Witkoff.

"Apprezziamo moltissimo il sostegno degli Stati Uniti che hanno fatto di tutto per evitare che ci sia una nuova aggressione da parte della Russia", continua il leader ucraino. "Siamo coscienti del tempo, non ne abbiamo molto a disposizione:è per questo che dobbiamo creare delle garanzie di sicurezza fondate nella legge, nella legalità, nella legittimità".

Resta solo il nodo Donbass

Tutto è sistemato? "Chiaramente ci sono delle questioni che rimangono aperte, che riguardano il documento in 20 punti degli Stati Uniti, e dobbiamo sicuramente continuare a discutere: il punto chiave rimane ancora quello dei territori", dice Zelensky facendo riferimento al nodo principale, il destino del Donbass.

Il presidente russo Vladimir Putin considera la regione imprescindibile per Mosca e punta ad ottenerla con i negoziati o con le armi. Zelensky ritiene che qualsiasi decisione dell'Ucraina, restia ad accettare sacrifici territoriali, debba essere 'timbrata' da un referendum. "Abbiamo cercato di mettere sul tavolo delle idee ma dobbiamo risolvere queste questioni. Noi possiamo fare delle proposte ma dobbiamo aprire un negoziato più ampio, e sicuramente ci saranno nuovi incontri, nuovi dibattiti", dice.

"Abbiamo sentito il presidente Zelensky e altre persone qui presenti parlare dei territori, che sicuramente saranno la questione chiave e più spinosa. Continueremo a parlare di queste questioni e speriamo di riuscire a trovare un compromesso a riguardo", chiosa Witkoff.

"Voglio dire però una cosa: siamo qui per mediare, per aiutare il processo di pace, siamo pronti a fare tutto quello che è necessario per arrivare alla pace. Il presidente Trump crede con fervore che questo massacro debba finire e tutti qui siamo pronti a essere parte della soluzione".

Groenlandia, il piano di Trump: Usa offrono accordo e non escludono uso della forza

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Category: Notizie Italia
06 January 2026
Donald Trump

Soldi. O, in teoria, anche soldati. Acquisto o conquista. Donald Trump vuole la Groenlandia e gli Stati Uniti sono convinti che, in un modo o nell'altro, controlleranno l'isola ritenuta fondamentale per la sicurezza nazionale americana vista la presenza ingombrante di Russia e Cina nell'Artico. Il pressing di Washington è costante e viene espresso con dichiarazioni di tutti i membri dell'amministrazione, tra annunci e indiscrezioni.

Trump non esclude l'uso delle armi

L'ultima fiammata è firmata da Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, con una dichiarazione all'Afp: "Il presidente Trump ha reso noto che l'acquisizione della Groenlandia è una priorità di sicurezza nazionale per gli Stati Uniti ed è fondamentale per dissuadere i nostri avversari nella regione artica", dice Leavitt.

"Il presidente e il suo team stanno discutendo diverse opzioni per perseguire questo importante obiettivo di politica estera e, naturalmente, l'utilizzo delle forze armate statunitensi è sempre un'opzione a disposizione del comandante in capo". Una simile svolta, ha fatto presente la Danimarca nel recente passato, sarebbe la fine della Nato.

Nelle ultime ore fanno rumore anche le parole di Stephen Miller, uno dei principali collaboratori di Trump. "Nessuno affronterà gli Stati Uniti a livello militare per il futuro della Groenlandia. Viviamo in un mondo, nel mondo reale, governato dalla forza e dal potere. Queste sono le leggi che regolano il mondo dall'inizio dei tempi", dice alla Cnn. Miller introduce un nuovo elemento, mettendo in dubbio la sovranità della Danimarca sul territorio[1], definendolo una possibile "colonia danese" e chiedendo su quali basi legali l'isola appartenga a Copenaghen. La Groenlandia, pur essendo parte del Regno di Danimarca, gode di ampia autonomia e non fa parte dell'Unione Europea.

Il piano di Washington

La posizione di Miller non appare casuale se si considerano le indiscrezioni diffuse da The Economist. Tra un annuncio e l'altro, Washington starebbe lavorando a un possibile accordo diretto con la Groenlandia, valutando l'ipotesi di escludere proprio la Danimarca dal negoziato, nel tentativo di rafforzare l'influenza americana sull'isola artica. Washington avrebbe preso in considerazione la proposta di un "Compact of Free Association" ('Trattato di Libera Associazione"), un'intesa già utilizzata dagli Stati Uniti con alcuni piccoli Paesi del Pacifico, che consentirebbe alle forze armate statunitensi di operare liberamente sul territorio in cambio di vantaggi economici e commerciali.

L'accordo, descritto da funzionari americani come un'intesa "vantaggiosa" per la Groenlandia, garantirebbe accesso privilegiato al mercato statunitense e possibili investimenti, rafforzando al contempo la presenza strategica degli Stati Uniti nell'Artico. Secondo la testata britannica, l'amministrazione Trump avrebbe cercato contatti diretti con il governo groenlandese, senza passare da Copenaghen, incontrando finora resistenze sia da parte delle autorità locali sia da parte danese.

Quanto costa?

L'altra soluzione 'pacifica', ipotizzata dal Wall Street Journal, è l'acquisto dell'isola. La strategia sarebbe stata illustrata dal segretario di Stato Marco Rubio ai membri del Congresso Usa secondo persone a conoscenza del colloquio. "Le dichiarazioni di Rubio, rese lunedì durante una riunione a porte chiuse - scrive il 'Wall Street Journal' - , arrivano mentre la Casa Bianca ha rilasciato affermazioni sempre più bellicose riguardo al controllo dell'isola. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e alti funzionari dell'amministrazione hanno pubblicamente rifiutato di escludere la possibilità di conquistare il territorio con la forza".

Le osservazioni di Rubio, rileva il 'Wsj', "sono arrivate durante una riunione tra alti funzionari dell'amministrazione con i leader del Congresso sulle operazioni per catturare il presidente venezuelano Nicolas Maduro e sui piani dell'amministrazione per il futuro del Paese. Rubio ha parlato per la maggior parte del tempo, secondo le fonti.

Non è chiaro se Rubio abbia cercato di rassicurare i membri del Congresso: "Funzionari statunitensi ed europei affermano di non aver visto segnali che la Casa Bianca stia preparando un'invasione militare della Groenlandia. Durante il briefing, Rubio ha minimizzato l'idea che gli Stati Uniti possano conquistare la Groenlandia con la forza, secondo le fonti".

La situazione cambia?

Qualcosa, però, potrebbe cambiare a giudicare dai segnali che arrivano. La Groenlandia e la Danimarca hanno chiesto di incontrare rapidamente Rubio, dice la ministra degli Esteri del Groenlandia. "L'obiettivo della riunione è discutere le dichiarazioni significative degli Stati Uniti riguardo alla Groenlandia", scrive su Facebook Vivian Motzfeldt.

"Finora non è stato possibile per il Segretario di Stato americano Marco Rubio incontrare il governo della Groenlandia; e ciò nonostante il fatto che il governo della Groenlandia e il governo danese abbiano, per tutto il 2025, richiesto una riunione a livello dei ministeri degli Esteri", aggiunge.

Nelle stesse ore, il ministro degli Esteri della Danimarca, Lars Løkke Rasmussen, sottolinea che un incontro con Rubio dovrebbe "chiarire alcuni malintesi". "È giunto il momento di stabilire un contatto per ottenere un incontro con le nostre controparti americane", dice.

L'Ue batte un colpo

Sullo sfondo, l'Unione Europea batte un colpo con una dichiarazione congiunta firmata dai leader[2] di Italia (Giorgia Meloni), Francia (Emmanuel Macron), Germania (Friedrich Merz), Polonia (Donald Tusk), Spagna (Pedro Sánchez), Regno Unito (Keir Starmer) e Danimarca (Mette Frederiksen).

Nella nota i leader affermano che "la sicurezza artica rimane una priorità chiave per l'Europa e per la sicurezza internazionale e transatlantica" e sottolineano che la Nato ha chiarito che la regione artica è prioritaria, con gli Alleati europei che "stanno intensificando la presenza, le attività e gli investimenti per mantenere l'Artico sicuro e scoraggiare gli avversari". Ricordano inoltre che "il Regno di Danimarca – inclusa la Groenlandia – fa parte della Nato" e ribadiscono che "la sicurezza nell'Artico deve essere ottenuta collettivamente, insieme agli alleati della Nato", compresi gli Stati Uniti, rispettando i principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui la sovranità, l'integrità territoriale e l'inviolabilità dei confini: "Questi sono principi universali, e non smetteremo di difenderli".

I leader evidenziano anche il ruolo degli Stati Uniti come "partner essenziale in questo impegno", sia come alleato Nato sia attraverso l'accordo di difesa tra il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti del 1951. Ribadiscono infine che "spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che le riguardano".

"Il presidente Trump ritiene che la Groenlandia sia una posizione strategicamente importante, fondamentale dal punto di vista della sicurezza nazionale, ed è fiducioso che i groenlandesi sarebbero serviti meglio se protetti dagli Stati Uniti dalle moderne minacce nella regione artica", replica la Casa Bianca con la nota che la portavoce Anna Kelly invia alla Cnn.

References

  1. ^www.adnkronos.com (www.adnkronos.com)
  2. ^www.adnkronos.com (www.adnkronos.com)

Groenlandia, il piano di Trump per l'isola: Usa offrono accordo e non escludono armi

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06 January 2026
Donald Trump

Soldi. O, in teoria, anche soldati. Acquisto o conquista. Donald Trump vuole la Groenlandia e gli Stati Uniti sono convinti che, in un modo o nell'altro, controlleranno l'isola ritenuta fondamentale per la sicurezza nazionale americana vista la presenza ingombrante di Russia e Cina nell'Artico. Il pressing di Washington è costante e viene espresso con dichiarazioni di tutti i membri dell'amministrazione, tra annunci e indiscrezioni.

Trump non esclude l'uso delle armi

L'ultima fiammata è firmata da Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, con una dichiarazione all'Afp: "Il presidente Trump ha reso noto che l'acquisizione della Groenlandia è una priorità di sicurezza nazionale per gli Stati Uniti ed è fondamentale per dissuadere i nostri avversari nella regione artica", dice Leavitt.

"Il presidente e il suo team stanno discutendo diverse opzioni per perseguire questo importante obiettivo di politica estera e, naturalmente, l'utilizzo delle forze armate statunitensi è sempre un'opzione a disposizione del comandante in capo". Una simile svolta, ha fatto presente la Danimarca nel recente passato, sarebbe la fine della Nato.

Nelle ultime ore fanno rumore anche le parole di Stephen Miller, uno dei principali collaboratori di Trump. "Nessuno affronterà gli Stati Uniti a livello militare per il futuro della Groenlandia. Viviamo in un mondo, nel mondo reale, governato dalla forza e dal potere. Queste sono le leggi che regolano il mondo dall'inizio dei tempi", dice alla Cnn. Miller introduce un nuovo elemento, mettendo in dubbio la sovranità della Danimarca sul territorio[1], definendolo una possibile "colonia danese" e chiedendo su quali basi legali l'isola appartenga a Copenaghen. La Groenlandia, pur essendo parte del Regno di Danimarca, gode di ampia autonomia e non fa parte dell'Unione Europea.

Il piano di Washington

La posizione di Miller non appare casuale se si considerano le indiscrezioni diffuse da The Economist. Tra un annuncio e l'altro, Washington starebbe lavorando a un possibile accordo diretto con la Groenlandia, valutando l'ipotesi di escludere proprio la Danimarca dal negoziato, nel tentativo di rafforzare l'influenza americana sull'isola artica. Washington avrebbe preso in considerazione la proposta di un "Compact of Free Association" ('Trattato di Libera Associazione"), un'intesa già utilizzata dagli Stati Uniti con alcuni piccoli Paesi del Pacifico, che consentirebbe alle forze armate statunitensi di operare liberamente sul territorio in cambio di vantaggi economici e commerciali.

L'accordo, descritto da funzionari americani come un'intesa "vantaggiosa" per la Groenlandia, garantirebbe accesso privilegiato al mercato statunitense e possibili investimenti, rafforzando al contempo la presenza strategica degli Stati Uniti nell'Artico. Secondo la testata britannica, l'amministrazione Trump avrebbe cercato contatti diretti con il governo groenlandese, senza passare da Copenaghen, incontrando finora resistenze sia da parte delle autorità locali sia da parte danese.

Quanto costa?

L'altra soluzione 'pacifica', ipotizzata dal Wall Street Journal, è l'acquisto dell'isola. La strategia sarebbe stata illustrata dal segretario di Stato Marco Rubio ai membri del Congresso Usa secondo persone a conoscenza del colloquio. "Le dichiarazioni di Rubio, rese lunedì durante una riunione a porte chiuse - scrive il 'Wall Street Journal' - , arrivano mentre la Casa Bianca ha rilasciato affermazioni sempre più bellicose riguardo al controllo dell'isola. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e alti funzionari dell'amministrazione hanno pubblicamente rifiutato di escludere la possibilità di conquistare il territorio con la forza".

Le osservazioni di Rubio, rileva il 'Wsj', "sono arrivate durante una riunione tra alti funzionari dell'amministrazione con i leader del Congresso sulle operazioni per catturare il presidente venezuelano Nicolas Maduro e sui piani dell'amministrazione per il futuro del Paese. Rubio ha parlato per la maggior parte del tempo, secondo le fonti.

Non è chiaro se Rubio abbia cercato di rassicurare i membri del Congresso: "Funzionari statunitensi ed europei affermano di non aver visto segnali che la Casa Bianca stia preparando un'invasione militare della Groenlandia. Durante il briefing, Rubio ha minimizzato l'idea che gli Stati Uniti possano conquistare la Groenlandia con la forza, secondo le fonti".

La situazione cambia?

Qualcosa, però, potrebbe cambiare a giudicare dai segnali che arrivano. La Groenlandia e la Danimarca hanno chiesto di incontrare rapidamente Rubio, dice la ministra degli Esteri del Groenlandia. "L'obiettivo della riunione è discutere le dichiarazioni significative degli Stati Uniti riguardo alla Groenlandia", scrive su Facebook Vivian Motzfeldt.

"Finora non è stato possibile per il Segretario di Stato americano Marco Rubio incontrare il governo della Groenlandia; e ciò nonostante il fatto che il governo della Groenlandia e il governo danese abbiano, per tutto il 2025, richiesto una riunione a livello dei ministeri degli Esteri", aggiunge.

Nelle stesse ore, il ministro degli Esteri della Danimarca, Lars Løkke Rasmussen, sottolinea che un incontro con Rubio dovrebbe "chiarire alcuni malintesi". "È giunto il momento di stabilire un contatto per ottenere un incontro con le nostre controparti americane", dice.

L'Ue batte un colpo

Sullo sfondo, l'Unione Europea batte un colpo con una dichiarazione congiunta firmata dai leader[2] di Italia (Giorgia Meloni), Francia (Emmanuel Macron), Germania (Friedrich Merz), Polonia (Donald Tusk), Spagna (Pedro Sánchez), Regno Unito (Keir Starmer) e Danimarca (Mette Frederiksen).

Nella nota i leader affermano che "la sicurezza artica rimane una priorità chiave per l'Europa e per la sicurezza internazionale e transatlantica" e sottolineano che la Nato ha chiarito che la regione artica è prioritaria, con gli Alleati europei che "stanno intensificando la presenza, le attività e gli investimenti per mantenere l'Artico sicuro e scoraggiare gli avversari". Ricordano inoltre che "il Regno di Danimarca – inclusa la Groenlandia – fa parte della Nato" e ribadiscono che "la sicurezza nell'Artico deve essere ottenuta collettivamente, insieme agli alleati della Nato", compresi gli Stati Uniti, rispettando i principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui la sovranità, l'integrità territoriale e l'inviolabilità dei confini: "Questi sono principi universali, e non smetteremo di difenderli".

I leader evidenziano anche il ruolo degli Stati Uniti come "partner essenziale in questo impegno", sia come alleato Nato sia attraverso l'accordo di difesa tra il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti del 1951. Ribadiscono infine che "spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che le riguardano".

"Il presidente Trump ritiene che la Groenlandia sia una posizione strategicamente importante, fondamentale dal punto di vista della sicurezza nazionale, ed è fiducioso che i groenlandesi sarebbero serviti meglio se protetti dagli Stati Uniti dalle moderne minacce nella regione artica", replica la Casa Bianca con la nota che la portavoce Anna Kelly invia alla Cnn.

References

  1. ^www.adnkronos.com (www.adnkronos.com)
  2. ^www.adnkronos.com (www.adnkronos.com)

Dormire bene è una questione di piedi, ma non per tutti

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Category: Notizie Italia
06 January 2026
Una persona che dorme

Dormire bene è anche una questione di piedi. La qualità del sonno dipende da una serie di fattori. L'alimentazione incide, visti gli effetti sulla digestione. La posizione nel letto è determinante. Tra gli elementi da non sottovalutare, anche i piedi e in particolare la loro temperatura. Il tema è diventato centrale anche per il Washington Post, che ha 'analizzato' la situazione evidenziando il ruolo chiave di un accessorio spesso sottovalutato: i calzini.

Le calze, a prescindere da tessuto e lunghezza, possono tenere le dita dei piedi al caldo, soprattutto - ovviamente - nei mesi invernali. L'effetto dei 'socks', alla fine, potrebbe essere quello di contribuire a tenere sotto controllo e abbassare la temperatura corporea controintuitivo, indossare i calzini potrebbe anche aiutare ad abbassare la temperatura corporea, favorendo il sonno.

Il quotidiano evidenzia l'assenza di studi scientifici propri sull'argomento, ma "esiste una spiegazione teorica ampiamente accettata". La National Sleep Foundation raccomanda di mantenere la temperatura ambientale tra i 15 e i 19 gradi durante il sonno. Il range è ampio e si adatta ad esigenze disparate. Il Washington Post fa riferimento ad uno studio del 2023 secondo cui per gli anziani il sonno è "più efficiente e ristoratore" quando la temperatura è compresa tra i 20 e i 25 gradi.

Cosa dice la scienza

La temperatura corporea – in media circa 37 gradi - è condizionata dal ritmo circadiano e tende a variare leggermente durante il giorno e la notte. La temperatura raggiunge il livello minimo alle 4 del mattino, più o meno, e aumenta gradualmente durante la giornata. Sudare contribuisce a ridurre la temperatura corporea. Analogo effetto - evidenzia Indira Gurubhagavatula, portavoce dell'American Academy of Sleep Medicine - viene prodotto dal fenomeno della vasodilatazione distale, il processo per cui i minuscoli vasi sanguigni sottocutanei si dilatano, consentendo al calore di fuoriuscire.

"Quando riscaldiamo i piedi indossando i calzini, i vasi sanguigni sottocutanei si dilatano non solo nei piedi, ma ovunque", dice la scienziata, professoressa di medicina presso la Perelman School of Medicine dell'Università della Pennsylvania. "Questa vasodilatazione permette al sangue caldo di risalire in superficie e, continuando a circolare e a raggiungere la pelle, il calore corporeo viene disperso e la temperatura corporea interna alla fine scende". Risultato? "Il calo della temperatura interna segnala al cervello di prepararsi al sonno".

Il mini-studio

Nel 2018, sottolinea il WP, uno studio di dimensioni ridotte ha evidenziato che 6 uomini che indossavano calzini in un ambiente fresco si addormentavano in media 7,5 minuti prima, avevano meno risvegli e dormivano 32 minuti in più rispetto a chi non indossava calzini. Tuttavia, visto le dimensioni 'extra small' dello studio e la metodologia utilizzata, il quotidiano sottolinea che è difficile trarre conclusioni generali. Insomma, indossare i calzini a letto "non è una raccomandazione valida per tutti", dice Michelle Drerup, direttrice del reparto di medicina comportamentale del sonno presso il Cleveland Clinic Sleep Disorders Center.

E' assolutamente errato ipotizzare che 'la strategia dei calzini' possa essere considerata come un rimedio ai disturbi del sonno come insonnia o apnea notturna. Inutile sottolineare che non sostituisce trattamenti o farmaci prescritti dal medico. Chi, poi, ha problemi circolatori o soffre di infezioni fungine ai piedi dovrebbero consultare un medico per valutare se sia opportuno indossare i calzini durante il sonno.

Lotteria Italia 2026, biglietto con premio da 5 milioni venduto a Roma

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Category: Notizie Italia
06 January 2026
Lotteria Italia 2026, biglietto con premio da 5 milioni venduto a Roma

Sono stati estratti i 5 biglietti vincenti che si aggiudicano i premi principali della Lotteria Italia 2026.

Il biglietto che vince il primo premio della Lotteria Italia 2026 è il numero T270462. E' stato venduto a Roma e si aggiudica 5 milioni di euro.

Il biglietto che vince il secondo premio della Lotteria Italia 2026 è il numero E334755. E' stato venduto a Ciampino, provincia di Roma, e si aggiudica 2,5 milioni di euro.

Il biglietto che vince il terzo premio della Lotteria Italia 2026 è il numero L430243. E' stato venduto a Quattro Castella, provincia di Reggio Emilia, e si aggiudica 2 milioni di euro.

Il biglietto che vince il quarto premio della Lotteria Italia 2026 è il numero D019458. E' stato venduto a Ierzu, provincia di Nuoro, e si aggiudica 1,5 milioni di euro.

Il biglietto che vince il quinto premio della Lotteria Italia 2026 è il numero Q331024. E' stato venduto a Albano Laziale, in provincia di Roma e si aggiudica 1 milione di euro.

Chi ha 'scelto' i premi

Il pacco caratterizzato dal simbolo del gufo e associato al biglietto che ha vinto il primo premio è stato scelto da Claudia Gerini nello speciale Affari Tuoi condotto da Stefano De Martino su Raiuno. Il pacco associato al secondo premio, abbinato al simbolo del corno rosso, è stato selezionato da Rocco Hunt. Il pacco abbinato al terzo premio, con un ferro di cavallo, è stato pescato da Noemi. Francesca Chillemi ha scelto il pacco con il quadrifoglio, per il quarto premio. Nelle mani di Nino Frassica il pacco con la coccinella per il quinto premio.

Quanti sono i biglietti vincenti

Il 'Comitato per l’espletamento delle operazioni relative alle lotterie ad estrazione differita', come riporta Agipronews, ha stabilito di attribuire 306 premi totali per un importo complessivo di 22.688.000 euro.I premi dei 306 biglietti vincenti saranno così suddivisi:

Premi di prima categoria: 1° Premio 5 milioni; 2° Premio 2,5 milioni; 3° Premio 2 milioni; 4° Premio 1,5 milioni; 5° Premio 1 milione;

Premi di seconda categoria: 30 premi da 100.000 euro;

Premi di terza categoria: 60 premi da 50.000 euro;

Premi di quarta categoria: 210 premi da 20.000 euro.

Il premio speciale

Per la prima volta è stato assegnato un premio speciale da 300.000 euro. Lo ha vinto il biglietto numero M291089 venduto a Auronzo di Cadore, in provincia di Belluno.

Lotteria Italia, in Sardegna staccati oltre 111mila biglietti (+ 8,4%)

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Category: Notizie
06 January 2026

- RIPRODUZIONE RISERVATA

Oristano fa da traino alle vendite con un + 21,2%...

n Sardegna sono stati venduti 111.480 biglietti della Lotteria Italia, l'8,4% in più rispetto all'edizione dello scorso anno.
    In base ai dati ufficiali dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, a livello provinciale Cagliari è ancora leader con 36.080 tagliandi staccati, +8,5% rispetto al 2024.

Segue a poca distanza, come riporta Agipronews, Sassari (33.760, +9,5%).
    Tra le altre province la percentuale maggiore di vendite rispetto al 2024 si registra ancora una volta ad Oristano (16.720, +21,2%).

In controtendenza il Sud Sardegna, in calo del 3,9%, corrispondente a 16.180 biglietti. Chiude il conteggio Nuoro a quota 8.740 (+7,6%).
    A livello nazionale sono stati venduti oltre 9,6 milioni di biglietti, una percentuale in crescita dell'11% rispetto allo scorso anno, quando furono staccati circa 8,6 milioni di tagliandi.

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Respinto ricorso del Cagliari al Tar, a Cremona solo con tessera tifoso

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Category: Notizie
06 January 2026
- RIPRODUZIONE RISERVATAPer giovedì recuperato Zè Pedro. Mercato, piace Lovric dell'Udinese...

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Golden Globes 2026, 'Una battaglia dopo l'altra' pronto a vincere un premio dopo l'altro

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Category: Notizie Italia
06 January 2026
Leonardo DiCaprio

La stagione dei premi cinematografici si è ufficialmente aperta con i Critics’ Choice Award, che hanno consacrato 'Una battaglia dopo l’altra' come Miglior film. La pellicola ha trionfato anche nelle categorie Miglior regia e Miglior sceneggiatura non originale, premiando Paul Thomas Anderson. Il lungometraggio - con protagonista Leonardo DiCaprio - si conferma il frontrunner indiscusso della stagione cinematografica, pronto a dominare anche gli altri importanti premi dell’anno. Come i Golden Globe, i riconoscimenti della stampa internazionale assegnati ai migliori film e serie dell'anno.

Manca meno di una settimana alla cerimonia di premiazione, in programma l'11 gennaio al Beverly Hilton Hotel di Los Angeles condotti ancora una volta dalla comica Nikki Glaser, e le nomination hanno confermato che 'Una battaglia dopo l'altra' è il film da battere in questa stagione. Ha ottenuto 9 nomination: Miglior film (musical o commedia), Miglior regista, Leonardo DiCaprio candidato tra i Migliori attori protagonisti di musical o commedia, Chase Infiniti candidata tra le Migliori attrici protagoniste di un musical o commedia, Teyana Taylor tra le non protagoniste, Benicio del Toro e Sean Penn tra i non protagonisti, Miglior sceneggiatura e Miglior colonna sonora originale.

A contendersi la statuetta per il Miglior regista ci sono Paul Thomas Anderson (fresco di vittoria del Critics’ Choice) per 'Una battaglia dopo l'altra', Ryan Coogler per 'I peccatori', Guillermo del Toro per 'Frankenstein', Jafar Panahi per 'Un semplice incidente', Joachim Trier per 'Sentimental Value' e Chloé Zhao 'Hamnet'. Nella categoria Miglior film (musical o commedia), oltre 'Una battaglia dopo l'altra', 'Blue Moon', 'Bugonia', 'Marty Supreme', 'No Other Choice' e 'Nouvelle Vague'. Mentre per il Miglior film drammatico 'Frankenstein', 'Hamnet', 'Un semplice incidente', 'L'agente segreto', 'Sentimental Value' e 'I peccatori'. Così come per i film, anche gli interpreti protagonisti sono divisi in due categorie, musical/commedia e drammatico. Nella categoria Miglior attore di un musical o commedia, insieme a DiCaprio, figurano Timothée Chalamet per 'Marty Supreme' (fresco vincitore ai Critics’ Choice), George Clooney per 'Jay Kelly', Ethan Hawke per 'Blue Moon', Lee Byung-Hun per 'No Other Choice' e Jesse Plemons per 'Bugonia'.

Le attrici protagoniste di un musical o commedia, oltre a Chase Infiniti, sono candidate Rose Byrne ('If I Had Legs I’d Kick You'), Cynthia Erivo ('Wicked – Parte 2'), Kate Hudson ('Song Sung Blue'), Amanda Seyfried ('Il testamento di Ann Lee') ed Emma Stone ('Bugonia'). A giocarsela per la categoria Miglior attore di un film dramamtico sono Joel Edgerton per 'Train Dreams', Oscar Isaac per 'Frankenstein', Dwayne Johnson per 'The Smashing Machine', Michael B. Jordan per 'I peccatori', Wagner Moura per 'L'agente segreto', Jeremy Allen White per Springsteen: Liberami dal nulla'. Le attrici: Jessie Buckley per 'Hamnet', vincitrice di un Critics’ Choice, Jennifer Lawrence per 'Die My Love', Renate Reinsve per 'Sentimental Value', Julia Roberts per 'After The Hunt', Tessa Thompson per 'Hedda' ed Eva Victor per 'Sorry, Baby'. Penn e del Toro, nella categoria dei non protagonisti, devono vedersela con Jacob Elordi per 'Frankenstein' (già premiato ai Critics’ Choice), Paul Mescal ('Hamnet'), Adam Sandler ('Jay Kelly') e Stellan Skarsgård ('Sentimental Value'). Infine, nella categoria delle non protagoniste, Teyana Taylor è candidata insieme a Emily Blunt ('The Smashing Machine'), Elle Fanning e Inga Ibsdotter Lilleaa ('Sentimental Value'), Ariana Grande ('Wicked – Parte 2') e Amy Madigan per ('Weapons'), vincitrice del Critics’ Choice Award.

Sarà premiato anche il Miglior film straniero. In lizza per la statuetta ci sono: 'L'agente segreto' (Brasile), vincitore del Critics’ Choice, 'Un semplice incidente' (Francia), 'No Other Choice' (Corea del Sud), 'Sentimental Value' (Norvegia), 'Sirat' (Spagna) e 'La voce Hind Rajab' (Tunisia). Riflettori anche sull'animazione. Candidati 'Arco', 'Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba', 'Elio', 'KPop Demon Hunters' (tra i possibili vincitori dopo aver ricevuto due Critics’ Choice, Miglior film d'animazione e Miglior canzone per 'Golden'), 'Little Amélie or the Character of Rain' e 'Zootropolis 2'. Nella cerimonia dei Golden Globe sarà celebrato anche il mondo della serialità. Dopo la vittoria di tre Critics’ Choice (Miglior serie drammatica, Miglior attore protagonista di una serie drammatica a Noah Wyle e attrice non protagonista per Katherine LaNasa), 'The Pitt' è tra le possibili vincitrici. È candidata insieme alle serie drammatiche 'The Diplomat', 'Pluribus', 'Severance', 'Slow Horses', 'The White Lotus'. Mentre le migliori serie musicali o commedie nominate sono: 'Abbott Elementary', 'The Bear', 'Hacks', 'Nobody Wants This', 'Only Murders in the Building' e 'The Studio' (tra le potenziali vincitrici).

Sulla carta non ha rivali, ma non è da escludere un colpo di scena: 'Adolescence', dopo la vittoria di quattro Critics’ Choice, potrebbe essere la Miglior miniserie dell'anno. Così come i suoi interpreti Stephen Graham, Owen Cooper ed Erin Doherty. La miniserie Netflix si contende il premio con 'All Her Fault', 'The Beast in Me', 'Black Mirror', 'Dying for Sex' e 'The Girlfriend'. Nella categoria dedicata agli interpreti protagonisti di una serie drammatica, la competizione si prospetta agguerrita. In lizza troviamo Kathy Bates per 'Matlock', Britt Lower e Adam Scott per 'Severance', Helen Mirren per 'Mobland', Bella Ramsey per 'The Last of Us', Keri Russell per 'The Diplomat' e Rhea Seehorn per 'Pluribus'. E ancora: Sterling K. Brown per 'Paradise', Diego Luna per 'Andor', Gary Oldman per 'Slow Horses', Mark Ruffalo per 'Task' e Noah Wyle per 'The Pitt'.

Le attrici non protagoniste: Carrie Coon, Parker Posey ed Aimee Lou Wood per 'The White Lotus', Erin Doherty per 'Adolescence', Hannah Einbinder per 'Hacks' e Catherine O’Hara per 'The Studio'. Infine, i non protagonisti: Owen Cooper e Ashley Walters per 'Adolescence', Billy Crudup per 'The Morning Show', Walton Goggins e Jason Isaacs per 'The White Lotus' e Tramell Tillman per 'Severance'.

Crans-Montana, aggrediti giornalisti italiani: inviata Rai colpita con acqua gelida

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Category: Notizie Italia
06 January 2026
Crans-Montana, aggrediti giornalisti italiani: inviata Rai colpita con acqua gelida

Una troupe di Ore 14, la trasmissione su Rai 2 condotta dal lunedì al venerdì da Milo Infante, è stata aggredita ieri a Crans-Montana mentre stava documentando i tragico incendio di Capodanno. Ne dà notizia la trasmissione in una nota spiegando che "la giornalista Francesca Crimi era insieme a Marco Bonifacio quando una persona "vicina ai proprietari di Le Constellation" l’ha colpita con dell’acqua gelida. Erano circa le 17.30 e la temperatura esterna del luogo era di -10 gradi. L’uomo ha aperto una pompa dell’acqua che aveva in mano contro la giornalista bagnandola completamente". “Si tratta di un atto vergognoso e vigliacco che colpisce una collega mentre svolge il proprio lavoro” ha commentato il conduttore Milo Infante.

Cosa è successo

Ma non è stato l'unico episodio. Secondo quanto raccontato dall'inviato di '1 Mattina News' Domenico Marocchi, in un collegamento in diretta con la trasmissione, ieri, nel "giorno del dolore" con "le salme dei ragazzi morti che rientravano in Italia", "noi e i colleghi di 'Storie Italiane' siamo andati davanti a uno dei tre locali dei coniugi Moretti, che al momento sono indagati: siamo andati davanti a un ristorante e abbiamo solamente inquadrato e ripreso un cartello sulla strada, che informava della chiusura del ristorante. A quel punto è arrivata un'auto a tutta velocità con musica altissima, sono uscite tre persone che hanno cominciato a intimidirci e a insultarci con insulti diretti a tutti gli italiani. Stavamo per andarcene quando sono arrivate altre sette persone, che hanno circondato la nostra auto: abbiamo anche le immagini. Poi è arrivato anche uno spintone verso la nostra auto: siamo entrati tutti dentro l'auto e lì hanno iniziato a dare colpi all'auto e agli specchietti. Una brutta avventura che racconta un clima pesante".

"Sicuramente - prosegue Marocchi - c'era stato un precedente, nel pomeriggio, con alcuni colleghi di un quotidiano svizzero di lingua tedesca che erano stati scacciati da alcune persone, ma non si era arrivati alla violenza. Noi siamo andati davanti a quel ristorante, con il cartello indicante la chiusura che era su una strada pubblica". Quando è arrivata la macchina, "abbiamo chiesto chi fossero, ma abbiamo capito che lavorassero lì, erano probabilmente membri dello staff dei Moretti". Rivedendo le immagini, conclude Marocchi, fra le 7 persone arrivate successivamente, "sembrerebbe che ci fosse anche, laterale e senza aver partecipato all'aggressione, Jacques Moretti. C'è una rete di tante persone intorno a questi due gestori che probabilmente li stanno proteggendo nel modo sbagliato. Andremo a fare una denuncia.

Tajani: "Non si permetta intimidazione"

"Due troupe della Rai sono state aggredite e minacciate ieri a Crans Montana. I giornalisti stavano lavorando per testimoniare al pubblico italiano i seguiti della sciagura che ha colpito mortalmente 6 nostri giovani e ha provocato molti feriti, anche particolarmente gravi. Ho chiesto alla nostra ambasciata in Svizzera di sensibilizzare le autorità sulla necessità di attenzione e sorveglianza", ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un post su X. "Nel rispetto di ogni sensibilità, i giornalisti dovranno continuare ad operare liberamente. Il contesto di questa sciagura deve portarci a rispettare il dolore di tutti, ma in nessun modo deve permettere atti di violenza o intimidazione contro la stampa", ha aggiunto.

Maltempo Roma, esonda Aniene a Ponte Mammolo: "Rimanete a casa"

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Category: Notizie Italia
06 January 2026
Il livello del fiume si alza

A Roma esonda il fiume Aniene per la pioggia che cade sulla capitale oggi 6 gennaio. "L'Aniene è esondato questa mattina presto e l'acqua, a causa delle incessanti piogge continua ad uscire ed entrare nell'alveo del fiume. Al momento la zona più colpita è quella di Ponte Mammolo, non a diretto contatto con le abitazioni, alcune persone che si trovavano sul posto sono state allontanante a scopo precauzionale", dice all'Adnkronos Giuseppe Napolitano, capo del dipartimento di protezione civile di Roma.

"Con le piogge incipienti, speriamo terminino presto, potremmo avere problemi con il fosso di Pratolungo che passa sotto la Tiburtina - aggiunge Napolitano - potrebbe crearsi una risacca d'acqua che potrebbe invadere la Tiburtina, ancora non è così, stiamo monitorando".

La Direzione regionale di Protezione Civile del Lazio ha decretato l’allerta rossa per le zone interessate dal bacino del fiume Aniene. ''Assieme al direttore regionale della Protezione Civile, Massimo La Pietra, siamo in costante coordinamento con la sala operativa e i volontari presenti sul posto. Pertanto, si invitano tutti i cittadini e, in particolare, coloro che ricadono nella zona rossa, a evitare spostamenti nelle prossime ore e mantenere uno stato di precauzione'', dice l’assessore alla Protezione civile della Regione Lazio, Pasquale Ciacciarelli.

"La quantità di pioggia caduta in questi due giorni ha esaurito e superato abbondantemente la quantità di pioggia di tutto il mese di gennaio. La rete per ora regge, non abbiamo crisi importanti. I municipi più colpiti sono il IV, V e VI", spiega ancora Napolitano. "Da domenica pomeriggio ad oggi posso dire che tutta la struttura capitolina e vigili del fuoco stiano reggendo molto bene all'impatto di questo momentaneo passaggio di maltempo che, - conclude Napolitano - stando alle previsioni meteo, dovrebbe esaurirsi in serata".

Maltempo Roma, esonda Aniene all'altezza di Ponte Mammolo: evacuata una famiglia

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Category: Notizie Italia
06 January 2026
Maltempo Roma, esonda Aniene all'altezza di Ponte Mammolo: evacuata una famiglia

"L'Aniene è esondato questa mattina presto e l'acqua, a causa delle incessanti piogge continua ad uscire ed entrare nell'alveo del fiume. Al momento la zona più colpita è quella di Ponte Mammolo, non a diretto contatto con le abitazioni, alcune persone che si trovavano sul posto sono state allontanante a scopo precauzionale". Così all'Adnkronos Giuseppe Napolitano, capo del dipartimento di protezione civile di Roma.

"Con le piogge incipienti, speriamo terminino presto, potremmo avere problemi con il fosso di Pratolungo che passa sotto la Tiburtina - aggiunge Napolitano - potrebbe crearsi una risacca d'acqua che potrebbe invadere la Tiburtina, ancora non è così, stiamo monitorando".

"La quantità di pioggia caduta in questi due giorni ha esaurito e superato abbondantemente la quantità di pioggia di tutto il mese di gennaio. La rete per ora regge, non abbiamo crisi importanti. I municipi più colpiti sono il IV, V e VI", ha detto ancora Napolitano. "Da domenica pomeriggio ad oggi posso dire che tutta la struttura capitolina e vigili del fuoco stiano reggendo molto bene all'impatto di questo momentaneo passaggio di maltempo che, - conclude Napolitano - stando alle previsioni meteo, dovrebbe esaurirsi in serata".

Freddo e neve in Sardegna, scatta l'allerta meteo

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Category: Notizie
06 January 2026
- RIPRODUZIONE RISERVATAProtezione civile, domani nevicate sopra i 400 metri e pericolo ghiaccio...

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Disordini nel carcere di Oristano, allagamenti e fiamme in una cella

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Category: Notizie
06 January 2026
- RIPRODUZIONE RISERVATASindacati denunciano, 'è stata una vera e propria rivolta'...

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Scomparso l'ingegnere 'anti-autovelox' Antonio Menegon: ore di angoscia tra Rosà e Tezze

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Category: Notizie Italia
06 January 2026
L'ingegnere 'anti-autovelox' Antonio Menegon

Ore di angoscia nelle comunità di Rosà e Tezze sul Brenta (Vicenza) dopo la scomparsa di Antonio Menegon, ingegnere 78enne consulente nella battaglia contro gli autovelox irregolari, di cui non si sa più niente da alcuni giorni. Menegon, che abita a Tezze sul Brenta, da anni gestisce una galleria d’arte in via Garibaldi a Rosà. Ed è proprio qui, nel suo ufficio, che i carabinieri e i vigili del fuoco, allertati per le ricerche, hanno trovato le chiavi di casa, un pc ancora acceso, il telefono cellulare e, all’esterno dello stabile, il furgone e l’auto dell’ingegnere.

La scomparsa

Di Menegon non si hanno più notizie dal 2 gennaio scorso. L'ingegnere è noto a livello nazionale per il suo ruolo di consulente tecnico di procure e di associazioni dei consumatori e di automobilisti nelle questioni che riguardano gli autovelox non omologati. Fu sua la perizia che, per conto della procura dei Cosenza, due anni fa portò al sequestro di centinaia di apparecchi non omologati in tutta Italia.

La sorella e il cognato di Menegon, che è vedovo, hanno presentato formale denuncia di scomparsa, dopo che le ricerche dei vigili del fuoco svolte a casa e nella galleria d’arte che gestisce a Rosà, non hanno dato esito. Nessuna traccia nemmeno al piano superiore, dove Menegon ha allestito il suo studio professionale. A infittire il mistero il fatto che le chiavi di casa siano state ritrovate nello studio e che il suo furgone risulti regolarmente parcheggiato.

Le ricerche sono svolte in tutte le direzioni e non si esclude alcuna ipotesi, dal momento che Menegon, proprio per il suo ruolo, in passato è stato oggetto di minacce e dell’incendio dell'auto.

Gli appelli

"Vista l'anomalia della scomparsa e la preoccupazione dei suoi cari chiediamo a chiunque abbia visto qualcosa di segnalarlo alle forze dell'ordine", è l'appello lanciato tramite Rete Veneta dalla sindaca di Rosà Elena Mezzalira. Anche il sindaco di Tezze, Luigi Pellanda, si mostra sconvolto. "E' un'amara sorpresa, la comunità è scossa perché non si sa dove è andato a finire", dice, intervistato anche lui da Rete Veneta.

"Se qualcuno lo ha sentito, o ha notizie certe e verificabili sul suo stato di salute e sul fatto che stia bene, chiediamo di farcelo sapere in modo riservato. Niente supposizioni, niente commenti inutili. Solo informazioni affidabili", è l'appello invece lanciato da Altvelox, con cui l'ingegnere veneto collabora da tempo. "Ci ha chiamato venerdì 2 gennaio alle 14.45 - scrive l'associazione su Fb - Lo avevamo richiamato pochi minuti dopo e poi ancora altre volte sino a ieri ma senza alcuna sua risposta". "Antonio è la persona che, con il suo lavoro, ha contribuito in modo decisivo a portare la Procura di Cosenza ai sequestri del T-Exspeed 2.0 su scala nazionale. A lui chiedevamo consigli e verifiche, perché sapeva tenere insieme tecnica, fatti e documenti, senza slogan", continua Altvelox, che poi conclude: "In certi momenti il lavoro passa in secondo piano, e resta solo l’essenziale: la persona, l'amico" e "speriamo, davvero, di poter dire presto che Antonio sta bene".

Groenlandia, Europa a Trump: "Appartiene a suo popolo". Media: "Ecco il piano Usa"

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Category: Notizie Italia
06 January 2026
Groenlandia, Europa a Trump:

"La Groenlandia appartiene al suo popolo". Lo hanno affermato in una dichiarazione congiunta i leader di Italia (Giorgia Meloni), Francia (Emmanuel Macron), Germania (Friedrich Merz), Polonia (Donald Tusk), Spagna (Pedro Sánchez), Regno Unito (Keir Starmer) e Danimarca (Mette Frederiksen).

Nella nota i leader affermano che "la sicurezza artica rimane una priorità chiave per l’Europa e per la sicurezza internazionale e transatlantica" e sottolineano che la Nato ha chiarito che la regione artica è prioritaria[1], con gli Alleati europei che "stanno intensificando la presenza, le attività e gli investimenti per mantenere l’Artico sicuro e scoraggiare gli avversari". Ricordano inoltre che "il Regno di Danimarca – inclusa la Groenlandia – fa parte della Nato" e ribadiscono che "la sicurezza nell’Artico deve essere ottenuta collettivamente, insieme agli alleati della Nato", compresi gli Stati Uniti, rispettando i principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui la sovranità, l’integrità territoriale e l’inviolabilità dei confini: "Questi sono principi universali, e non smetteremo di difenderli".

I leader evidenziano anche il ruolo degli Stati Uniti come "partner essenziale in questo impegno", sia come alleato Nato sia attraverso l’accordo di difesa tra il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti del 1951. Ribadiscono infine che "spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che le riguardano".

Casa Bianca: "Rivendicazioni sono posizione formale del governo"

Le rivendicazioni degli Stati Uniti sulla Groenlandia rappresentano la "posizione formale del governo Usa", ha intanto affermato alla Cnn Stephen Miller, vice capo dello staff del presidente Donald Trump, escludendo tuttavia la possibilità di un conflitto militare sull’isola artica. Secondo Miller, "nessuno combatterà militarmente gli Stati Uniti per il futuro della Groenlandia" e ha sostenuto che l’isola dovrebbe far parte degli Stati Uniti, sottolineando la necessità di controllarla per motivi di sicurezza nazionale e di influenza sull’Artico.

Miller ha messo in dubbio la sovranità della Danimarca sul territorio, definendolo una possibile "colonia danese" e chiedendo su quali basi legali l’isola appartenga a Copenaghen. La Groenlandia, pur essendo parte del Regno di Danimarca, gode di ampia autonomia e non fa parte dell’Unione Europea; la sua posizione strategica è legata sia alle risorse naturali sia al controllo militare dell’Artico.

Media: "Ecco il piano Usa"

L’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump starebbe lavorando a un possibile accordo diretto con la Groenlandia, valutando l’ipotesi di escludere la Danimarca dal negoziato, nel tentativo di rafforzare l’influenza americana sull’isola artica. Secondo quanto rivelato da The Economist, Washington avrebbe preso in considerazione la proposta di un "Compact of Free Association" ('Trattato di Libera Associazione") (Cofa), un’intesa già utilizzata dagli Stati Uniti con alcuni piccoli Paesi del Pacifico, che consentirebbe alle forze armate statunitensi di operare liberamente sul territorio in cambio di vantaggi economici e commerciali.

L’accordo, descritto da funzionari americani come un’intesa "vantaggiosa" per la Groenlandia, garantirebbe accesso privilegiato al mercato statunitense e possibili investimenti, rafforzando al contempo la presenza strategica degli Stati Uniti nell’Artico. Secondo il quotidiano britannico, l’amministrazione Trump avrebbe cercato contatti diretti con il governo groenlandese, senza passare da Copenaghen, incontrando finora resistenze sia da parte delle autorità locali sia da parte danese.

Premier: "Usa cerchino dialogo rispettoso attraverso canali corretti"

Da parte sua il primo ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, esortando nuovamente gli Stati Uniti ad affrontare in modo diplomatico la questione del territorio. "Devo ancora una volta sollecitare gli Stati Uniti a cercare un dialogo rispettoso attraverso i corretti canali diplomatici e politici, utilizzando i forum già esistenti e basandosi sugli accordi attualmente in vigore con Washington", ha dichiarato.

"In una situazione in cui il presidente degli Stati Uniti ha ribadito che Washington è molto seria sulla Groenlandia, questo sostegno da parte dei nostri alleati della Nato è molto importante e inequivocabile", ha aggiunto Nielsen, riferendosi alla dichiarazione congiunta dei leader europei. Il premier groenlandese ha poi sottolineato che "il dialogo deve essere condotto nel rispetto del fatto che lo status della Groenlandia è radicato nel diritto internazionale e nel principio dell’integrità territoriale".

Le dichiarazioni arrivano dopo la presa di posizione di diversi leader europei, tra cui la premier Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron, che in una dichiarazione congiunta hanno affermato che "la Groenlandia appartiene al suo popolo". Secondo Nielsen, il sostegno degli alleati della Nato "significa molto" ed è "un segnale chiaro che integrità territoriale, sovranità e regole internazionali continuano ad applicarsi e a essere rispettate".

Dmitriev: "Canada il prossimo?"

"La Groenlandia sembra ormai un problema risolto. L’Unione europea continuerà a fare ciò che i vassalli sanno fare meglio: 'osservare la situazione' e dimostrare doppi standard", ha scritto su X Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del presidente russo per la cooperazione economica e gli investimenti internazionali e capo del Fondo russo per gli investimenti diretti, chiedendosi inoltre se "il Canada sarà il prossimo?".

Commentando un post che mostrava una mappa del mondo divisa in sfere di influenza tra il presidente statunitense Donald Trump, il presidente russo Vladimir Putin e il presidente cinese Xi Jinping, Dmitriev ha aggiunto che "è l’epoca della ridistribuzione delle sfere di influenza, mentre l’Ue 'segue attentamente' la situazione".

References

  1. ^www.adnkronos.com (www.adnkronos.com)

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