
Attenzione all'intossicazione da fumo dei fuochi d'artificio per i bambini a Capodanno. E' l'allarme lanciato dai pediatri della Simeup (Società italiana di emergenza e urgenza pediatrica) che fornisce un elenco di regole per prevenire e affrontare eventuali emergenze.
"Tradizionalmente il tema dei fuochi d'artificio è stato associato soprattutto ai danni traumatici, che nei bambini risultano spesso gravi per la combinazione di fattori anatomici, comportamentali e di ridotta percezione del pericolo - afferma il presidente nazionale della Simeup Vincenzo Tipo, direttore del Pronto soccorso dell'ospedale Santobono di Napoli - Tuttavia negli ultimi anni si sta osservando un fenomeno meno evidente, ma altrettanto rilevante dal punto di vista sanitario: l'aumento dei disturbi respiratori correlati all'inalazione dei fumi prodotti dai materiali pirotecnici. Le modalità di utilizzo dei fuochi sono infatti cambiate. Accanto ai tradizionali petardi, caratterizzati da un'esplosione breve e limitata nel tempo, si sono progressivamente diffusi fuochi pirotecnici a effetto luminoso e scenografico, spesso di lunga durata, che determinano una maggiore liberazione di particolato fine e di sostanze chimiche irritanti nell'aria. Tali sostanze - avverte lo specialista - possono causare irritazione delle vie respiratorie, tosse persistente, broncospasmo e difficoltà respiratoria".
"I bambini - evidenzia Tipo - rappresentano una popolazione particolarmente vulnerabile a questi effetti, soprattutto nei primi anni di vita e in presenza di patologie respiratorie preesistenti come asma, bronchiti ricorrenti o esiti di bronchiolite. Non è raro osservare una riacutizzazione dei sintomi anche a distanza di ore dall'esposizione. In questo contesto, i dati raccolti nei Ps pediatrici mostrano come, nei giorni immediatamente successivi al 31 dicembre, si registri un incremento stimato del 40-45% degli accessi per problematiche respiratorie. Questo dato conferma che l'impatto dei fuochi d'artificio sulla salute dei bambini non è solo immediato e traumatico, ma anche differito e di natura respiratoria. Alla luce di queste considerazioni, appare fondamentale promuovere comportamenti improntati alla prudenza e alla prevenzione, al fine di ridurre l'esposizione dei bambini ai fattori di rischio evitabili".
Per questo motivo la Simeup ha stilato un elenco con 7 raccomandazioni di prevenzione:
1) Evitare l'esposizione diretta dei bambini ai fumi dei fuochi d'artificio, in particolare durante e nelle ore immediatamente successive agli spettacoli pirotecnici;
2) Tenere i bambini, soprattutto lattanti e bambini sotto i 5 anni, in ambienti chiusi quando vengono utilizzati fuochi d'artificio nelle vicinanze;
3) Prestare particolare attenzione ai bambini affetti da asma o altre patologie respiratorie croniche, che possono andare incontro a un peggioramento dei sintomi anche dopo esposizioni brevi;
4) Aerare gli ambienti domestici solo quando la qualità dell'aria esterna è migliorata, evitando l'apertura immediata delle finestre in presenza di fumi persistenti;
5) Limitare l'utilizzo di fuochi d'artificio in prossimità di abitazioni, ospedali, scuole e luoghi frequentati da bambini;
6) Rivolgersi tempestivamente al medico o al pronto soccorso in caso di comparsa o persistenza di tosse, respiro sibilante, difficoltà respiratoria o peggioramento improvviso delle condizioni cliniche;
7) Ricordare che i fuochi d'artificio non sono mai giochi e che la prevenzione, insieme al buon senso, rappresenta la più efficace forma di tutela della salute dei bambini.
Attenzione a codici rossi e giovani, sequestrati 600 chili di droga...
Con parere legale giunta vuole superare impasse dopo sentenza
Consulta...

Il Ministero della Difesa russo ha mostrato il drone utilizzato nell'attacco contro la residenza del leader del Cremlino Vladimir Putin, nella regione di Novgorod, attribuito all'Ucraina.
Le immagini diffuse dal Ministero della Difesa russo mostrano chiaramente il drone abbattuto che giace nella neve. Il velivolo, colpito alla coda da un proiettile antiaereo, è rimasto praticamente intatto e la sua testata, carica di elementi ad alto potenziale esplosivo, è rimasta inesplosa.
Secondo quanto ha riferito il generale maggiore Alexander Romanenkov, capo delle truppe antiaeree delle Forze Aerospaziali russe, durante un briefing ufficiale, tra il 28 e il 29 dicembre le forze armate ucraine avrebbero lanciato un’operazione “mirata e accuratamente pianificata”[1], impiegando complessivamente 91 droni. I velivoli senza pilota sarebbero decollati dalle regioni ucraine di Sumy e Chernihiv e avrebbero sorvolato diverse aree della Russia occidentale, tra cui Bryansk, Smolensk, Tver e Novgorod.
L’attacco sarebbe stato rilevato intorno alle 19:20 ora di Mosca. I sistemi di difesa aerea russi, insieme a mezzi di guerra elettronica, sarebbero stati attivati per respingere l’offensiva. In particolare, secondo la ricostruzione fornita da Mosca, 41 droni sarebbero stati abbattuti nella regione di Novgorod e 49 in quella di Bryansk.
Romanenkov ha assicurato che tutti i droni sono stati distrutti prima di raggiungere l’obiettivo e che non si sono registrati feriti né danni materiali. Nessun impatto, sempre secondo le autorità russe, avrebbe interessato la residenza presidenziale[2].
Il generale ha infine elogiato l’operato delle forze armate, definendo la risposta “coordinata, professionale ed efficace”. Al momento non risultano conferme indipendenti né commenti ufficiali da parte di Kiev sulle accuse mosse da Mosca.

Oltre a essere pericolosi per l'uomo e un trauma per gli animali, non solo domestici, i botti di Capodanno sono dannosi per l’ambiente: peggiorano la qualità dell’aria e causano quantità enormi di rifiuti non differenziabili. A fare il punto sono gli esperti della piattaforma anti-bufale 'Dottore ma è vero che...?' curata dalla Fnomceo (Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri).
"Subire lesioni utilizzando i giochi pirotecnici è un’eventualità che accade soprattutto per due motivi: non seguire attentamente le modalità d’uso e utilizzare fuochi e botti illegali, perciò non sicuri - precisano gli esperti - I resoconti compilati il primo gennaio dalle autorità di sicurezza raccontano di incidenti e ferite di varia natura. Si va dai colpi di armi da fuoco, con conseguenze gravi e prognosi riservata, fino alle lesioni più frequenti come ustioni a mani e volto, occhi compresi. A ferirsi non sono solo le persone che si cimentano negli spettacoli pirotecnici, ma anche i passanti e i bambini che raccolgono da terra petardi inesplosi".
"I fuochi di artificio e i botti in vendita (legalmente solo ai maggiori di 14 anni) riportano sulla confezione un’etichetta con informazioni obbligatorie per legge. Queste sono: il nome e la tipologia del prodotto; il nome del produttore; il marchio CE; il numero del decreto ministeriale che autorizza la vendita; le istruzioni per l’uso - rispondo gli specialisti - I prodotti meno rischiosi sono contrassegnati dalla sigla F1. Si tratta di fuochi d’artificio che possono essere accesi in un’area limitata, come un giardino o nelle vicinanze della propria abitazione, e non provocano eccessivo rumore. Le altre categorie, fino alla F4, sono destinate all’utilizzo in spazi più estesi, sono molto più rumorose e necessitano di 'abilità pirotecniche' per essere maneggiate".
"Sì, è vero, ed è una delle ragioni principali che spinge ogni anno alcuni Comuni a vietare gli scoppi più rumorosi nei centri abitati. È proprio il rumore eccessivo, così come anche le luci, a spaventare cani e gatti che vivono in famiglia. Proteggerli non è semplice. Consigliamo di fare attenzione a eventuali fughe e, ancor meglio, non lasciarli soli in casa - ricordano gli esperti - I botti possono nuocere anche alla fauna selvatica, che vive nelle aree verdi urbane – come uccelli e piccoli roditori – e nei boschi intorno alle città. Fughe dal proprio ambiente, pericolo di ingerire gli involucri dei petardi, intossicazioni causate dal fumo che si libera nell’aria sono le minacce per gli animali che vivono in libertà".
L’inquinamento dell’aria, provocato da fuochi d’artificio e scoppi molto elaborati, naturalmente è dannoso anche per l’ambiente. I botti sono una fonte d'inquinamento "un’indagine condotta nelle principali città italiane al termine del Capodanno 2024 - osservano gli esperti - ha registrato un notevole incremento delle polveri sottili, l’insieme di particelle inquinanti. Si sono superati i limiti di legge del 1.900%, con la produzione conseguente di diossina, sostanza nociva perché cancerogena, e monossido di carbonio causato dalla combustione. Le sostanze disperse nell’aria da fuochi e petardi possono inoltre ricadere al suolo sotto forma di pioggia acida, inquinando corsi d’acqua e terreni coltivati".
"Sì, si stanno diffondendo giochi luminosi (e silenziosi) non pericolosi come i laser e le lanterne, purché queste siano di carta, perciò rapidamente biodegradabili", concludono.

Tutto è pronto per il cenone di Capodanno: tavole imbandite con le porcellane più preziose, bicchieri di cristallo e posate d'argento, cene sopraffine, menù della tradizione di famiglia o ricette ereditate dalle nonne, i segnaposto realizzati con i nomi o le iniziali dei commensali, i fiori per creare le composizioni o i centrotavola (mai acquistarli, piuttosto coglierli nei propri giardini o nei propri terrazzi). Tutto dovrà essere inappuntabile e benaugurante per il 2026.
Ma attenzione agli errori, da evitare accuratamente. A partire dalla posizione delle posate sulla tavola. La forchetta deve essere messa sempre a sinistra del piatto. Se la padrona di casa prevede di cominciare la cena con un potage il cucchiaio sarà posizionato a destra accanto al coltello senza dimenticare che la forchetta deve poggiare sulla tavola con le punte rivolte verso il basso. Una tradizione che risale addirittura al Rinascimento. Le grandi famiglie aristocratiche facevano infatti incidere il loro stemma, in basso, sulle posate, ben in vista.
Per ciò che riguarda i bicchieri le regole sono rigidissime. Mai meno di due a tavola, mai più di quattro posizionati dal più piccolo al più grande, in diagonale. Si comincia con il bicchiere per l'acqua, seguito da quello per il vino rosso e successivamente da quello per il vino bianco. Guai a posizionare la flute per lo champagne a tavola. Errore imperdonabile perché lo champagne viene servito sempre prima dell'inizio della cena come aperitivo, anche se spesso negli ultimi tempi la flute à champagne ha trovato il suo posto a tavola, ma sempre in seconda fila.
Nei pranzi all'Eliseo a Parigi, a Buckingham Palace a Londra o durante le cene di gala nei grandi palazzi nobiliari c'è un'attenzione quasi maniacale (con tanto di personale che gira con il centimetro in mano) per posizione piatti, bicchieri, posate. Impossibile, forse, prendersi troppa cura della disposizione 'matematica' della tavola oggi, problema irrisorio ma da tenere a cuore con alcune, semplici consuetudini. I piatti devono essere disposti almeno a due centimetri dal bordo del tavolo, e soprattutto a non bisogna mai esagerare con gli inviti. L'ospite non è una sardina. Tra un ospite e l'altro ci devono essere almeno 30 centimetri di distanza. La tavola deve avere un senso estetico ineguagliabile. L'allestimento deve poter trasmettere un senso profondo di equilibrio, ma anche di attenzione verso le persone invitate, soprattutto di eleganza.
E a proposito di eleganza... vietati i poggia posate da tavola. E se l'ospite dovesse sporcare la tovaglia ricamata o i tovaglioli con le vostri iniziali, soprassedete perché una padrona di casa non può mai essere diffidente, sospettosa, non può mostrarsi avara, attaccata ai soldi. E infine un'altra svista da evitare: l'eccesso di fiori, candele, decorazioni che trasformano l'ambiente in una sorta di ambiente cimiteriale, perché la tentazione di 'grandeur', l'esagerazione è sempre in agguato. Troppi fregi, troppi addobbi, troppi ornamenti a tavola, seppur interessanti, rischiano di mascherare l'allestimento ma soprattutto impediscono agli ospiti di conversare guardandosi negli occhi. Un suggerimento? Optare per uno o due pezzi forti. Spesso la semplicità è il migliore alleato del gusto e dello stile.

Rai 1 saluta il 2025 e dà il benvenuto al 2026 con 'L'Anno che Verrà'. Anche quest'anno la Rai sceglie come sfondo la Calabria e le sue bellezze naturalistiche. La Regione bagnata da due mari vedrà infatti, per la terza volta, in questa occasione dal lungomare del capoluogo Catanzaro, la presenza dello show di fine anno.
Alla conduzione, per la seconda volta, Marco Liorni. Accanto a lui, come sempre, tanti artisti per dare vita a una serata unica e irripetibile in cui il pubblico sarà invitato a trascorrere il 31 dicembre all’insegna del divertimento, della serenità e dell’allegria. Tutto ciò dalle 21 circa, subito dopo il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica.
Oltre quattro ore di musica, comicità, spettacolo e grandi ospiti. Questi gli ingredienti dell’ormai tradizionale appuntamento di Rai 1, che accompagna il pubblico verso il nuovo anno, realizzato da Direzione Intrattenimento Prime Time della Rai, in collaborazione con la Regione Calabria e la Fondazione Film Commission della Calabria, grazie alla convenzione siglata con Rai Com.
Una sinergia, quella con la Regione, che ha permesso di raccontare e soprattutto mostrare, la ricchezza artistica, naturalistica e paesaggistica, e le centenarie tradizioni, della Calabria, un territorio sempre più meta turistica ma anche importante per le sue istituzioni culturali come le Università e i suoi Musei. Una proiezione di questa terra oltre i confini nazionali anche grazie a Rai Italia che porterà il benvenuto del 2026 a tutti i nostri connazionali all’estero.
Anche per questa edizione 'L’Anno che Verrà' sarà fruibile in diretta streaming su RaiPlay e in diretta radiofonica su Rai Radio1 con uno speciale condotto da Marcella Sullo, Duccio Pasqua e John Vignola, presenti sul posto con una postazione speciale e incursioni dal backstage per intervistare gli ospiti presenti nel corso della serata.
Quest’anno, a guidare i telespettatori alla scoperta delle località più suggestive della Regione, ci sarà una testimonial d’eccezione, una cantautrice raffinata in veste di conduttrice, Nina Zilli, che si è lasciata coinvolgere dalle bellezze della Calabria e che sarà presente anche sul palco per eseguire alcuni dei suoi brani di successo.
Il piatto forte della serata sarà come sempre il cast d’eccezione messo a punto per dare vita a una serata unica e originale: Serena Brancale, Massimo Ranieri, Anna Oxa, Sal da Vinci, Orietta Berti, Cristiano Malgioglio, Rocco Hunt, Patty Pravo, Clementino, Nino Frassica e Los Plaggers Band con Gigi Rock, Nina Zilli, Neri per Caso, Settembre, Samurai Jay, Cecilia Gayle, Cugini di Campagna, Ice Mc, Ivan Cattaneo, Gazebo, Rosanna Fratello, Antonino e altri ancora.

Capodanno 2026 in compagnia del gelo russo, secondo le previsioni meteo di oggi, 31 dicembre 2025. Il meteo di San Silvestro sarà infatti decisamente frizzante, rigido, anche molto freddo: il tempo sarà asciutto e buono su gran parte della Penisola, con al più qualche piovasco sulle Isole Maggiori e sulla Bassa Calabria ma, dal punto di vista termico, la gelida irruzione russa verso l’Europa sud-orientale porterà un brindisi quasi ovunque “ghiacciato” anche in Italia!
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it[1], spiega che il 2025 si sta chiude come uno degli anni più caldi mai registrati a livello globale, quasi certamente sarà il secondo o terzo anno più “rovente” dopo il primatista 2024, pari merito con il 2023 (dati C3S - Copernicus Climate Change Service). Un "nuovo stato climatico" del Pianeta con temperature che si attestano stabilmente 1,4°C oltre i livelli preindustriali.
E in questo caldo contesto globale, come sempre, troviamo brevi eccezioni: in Italia, nel 2025, abbiamo vissuto un mese di luglio sotto media rispetto agli ultimi 30 anni e le ultime ore dell’anno saranno in compagnia del gelo russo.
Al primo posto tra i capoluoghi più freddi a mezzanotte troveremo Potenza con -5°C, peggio di un frigorifero: per avere le bollicine alla giusta temperatura basterà lasciare lo spumante fuori dalla finestra dopo cena, in un’oretta scenderà alla temperatura ideale.
Al secondo posto troveremo ex aequo Bolzano, Trento, Campobasso e L’Aquila con -4°C poi Aosta sul terzo gradino con -3°C.
Escludendo queste città di montagna o di fondovalle alpino, al primo posto tra le città di pianura troveremo la fredda Perugia con -2°C. Medaglia d’argento in pianura a Bologna e Firenze (-1°C, gran gelo per chi festeggia in piazza all’aperto), bronzo con 0°C per Milano, Torino e Venezia insieme ad una sorprendente Catanzaro, il capoluogo calabrese che oscillerà tra sopra e sotto zero all’ora del brindisi 2026!
Molto fredde anche Ancona, Roma e Napoli con solo 1°C, mentre da Trieste (3°C) in giù troveremo mete decisamente meno rigide: Bari 4°C, Genova 5°C, Cagliari e Palermo 10°C (ma qui con cieli nuvolosi).
In sintesi, nonostante il 2025 sia stato un altro anno caldo, le ultime ore ci lasceranno un rigido ricordo con gelate diffuse ed anomale, non solo al Nord ma anche al Centro-Sud!
NEL DETTAGLIO
Mercoledì 31. Al Nord: soleggiato, locali nebbie o nubi basse al mattino. Al Centro: generalmente sereno. Al Sud: ventoso, qualche pioggia su Sicilia, Sardegna e sul reggino.
Giovedì 1. Al Nord: soleggiato, ma con nubi in aumento. Al Centro: peggiora sulle tirreniche con qualche piovasco. Al Sud: entro sera qualche pioggia sulla bassa Sicilia.
Venerdì 2. Al Nord: un po’ instabile in Liguria. Al Centro: piogge irregolari sulle tirreniche. Al Sud: piogge sparse in Campania.
Tendenza: precipitazioni sparse sulle tirreniche, poi perturbazione al Centro-Sud.

Il decesso di mamma e figlia all'ospedale Cardarelli di Campobasso per una sospetta infezione alimentare, dice all'Adnkronos Salute l'immunologo clinico Mauro Minelli, docente di Nutrizione umana alla Lum, "impone una riflessione profonda proprio alla vigilia dei cenoni di fine anno. Mentre la magistratura accerta se il 'killer' sia stato un fungo velenoso, delle conserve degradate o una partita di pesce contaminato, il richiamo alla prudenza è obbligatorio: a tavola, la differenza tra una serata memorabile e una tragedia sanitaria[1] risiede spesso in piccoli dettagli e nella conoscenza di ciò che mangiamo".
In vista del cenone del 31 dicembre, lo specialista mette in guardia anche dalla 'sindrome del giorno dopo' e spiega quando preoccuparsi. "La prima regola è distinguere una congestione da un'intossicazione grave. L'indigestione comune - descrive Minelli - si manifesta quasi subito con pesantezza, acidità e vomito liberatorio. Di solito scompare con il riposo. Per l'intossicazione grave il campanello d'allarme è la latenza. Se i sintomi (diarrea profusa, crampi forti, febbre o ittero) compaiono 12-24 ore dopo il pasto, non sottovalutateli: è il tempo necessario alle tossine più letali per colpire fegato e reni". Occhio poi al "segnale del gruppo: se più persone che hanno condiviso lo stesso piatto stanno male contemporaneamente, chiamate il medico o il centro antiveleni. E' un'allerta tossicologica".
A Capodanno, ma sempre e in ogni caso, vale la prevenzione attiva come criterio da adottare per neutralizzare i rischi reali. L'esperto ricorda innanzitutto le possibili insidie dei "piatti tradizionali, dai funghi alle conserve. Un sospetto sulla tragedia molisana riguarda i funghi. Se per il cenone di San Silvestro avete previsto piatti a base di miceti, la regola medica è ferrea: consumate solo prodotti della filiera commerciale controllata - raccomanda Minelli -. Se i funghi sono un regalo di appassionati raccoglitori, assicuratevi che siano stati visionati dagli ispettorati micologici delle Asl. La cottura non è uno scudo: molte tossine mortali (come l'amanitina) sono termostabili. Bollire i funghi sospetti non li rende sicuri". Quanto alle "conserve, attenzione al botulino nelle conserve sott'olio fatte in casa. Se il tappo è gonfio o all'apertura, notate bollicine oppure odori anomali, non assaggiate nemmeno: la tossina botulinica è una delle più potenti al mondo".
"Un ospite invisibile, e per questo ancora più pericoloso - ammonisce lo specialista - è la Listeria monocytogenes. A differenza di altri batteri, non altera l'odore o il sapore dei cibi e prolifera anche alle temperature del frigorifero. Dove si nasconde: formaggi a pasta molle (soprattutto da latte crudo), salumi affettati, salmone affumicato e paté", elenca Minelli. Perché è pericolosa? "Può causare setticemie e meningiti, ed è estremamente rischiosa per donne in gravidanza, anziani e soggetti immunodepressi. La difesa: non conservate troppo a lungo i cibi pronti e verificate che il frigorifero non sia sovraccarico, per garantire una temperatura costante di 4°C".
Per i crudi di mare non è solo questione di freschezza. "Il pesce e i molluschi nascondono insidie biochimiche che vanno oltre la semplice freschezza percepita - rimarca l'immunologo - Il consumo di pesce crudo (carpacci, tartare) espone al rischio anisakis. Il pesce deve essere stato abbattuto a -20°C per almeno 24 ore. I molluschi (cozze e ostriche) sono 'filtri' naturali. Se l'acqua è contaminata, concentrano virus (epatite A, norovirus) e batteri. La cottura completa (finché le valve non si aprono) neutralizza la maggior parte dei patogeni, ma non le tossine algali. Acquistateli solo in sacchetti sigillati con etichetta di tracciabilità".
Attenzione ai sovraccarichi per il fegato con l'alcol. "In un momento in cui la cronaca ci ricorda quanto sia fragile il nostro fegato, ricordiamo che l'alcol è un epatotossico diretto - evidenzia l'esperto - Un fegato già impegnato a metabolizzare un eccesso di grassi e zuccheri viene messo a dura prova da grandi quantità di alcol. La moderazione non è solo un consiglio morale, è una protezione biochimica: un fegato sano reagisce meglio anche a eventuali insulti tossici accidentali. La medicina non vuole togliere il piacere della festa, ma aggiungere la consapevolezza. Festeggiare in sicurezza significa conoscere l'origine di ciò che portiamo nel piatto. Se avete dubbi su un alimento, la scelta medica è una sola: nel dubbio, non consumatelo".

Arriva Capodanno, addio 2025 e inizia il 2026. Il mondo festeggia l'arrivo del nuovo anno con il passaggio dal 31 dicembre al primo gennaio. La mezzanotte, come di consueto, scatterà prima nell'Oceano Pacifico. Il primo paese ad entrare nel 2026 sarà Kiribati, con i festeggiamenti che scatteranno quando in Italia saranno le 11 del mattino di mercoledì. Fuochi d'artificio anche nell'isola di Natale. Dopo un quarto d'ora, alle 11.15 di Roma, saltano i tappi di bottiglie anche alle Chatham Islands, che fanno parte della Nuova Zelanda.
Nel resto del paese, sarà mezzanotte quando in Italia sarà mezzogiorno. Quindi, via via, si festeggia procedendo verso Ovest: alle 13 italiane il 2026 comincia alle Fiji e nell'estremo oriente russo, un'ora più tardi tocca all'Australia. Nel pomeriggio italiano, alle 16 di Roma e Milano, il nuovo anno viene accolto gradualmente nel resto dell'Asia. Poi, tocca all'Europa. Con l'Italia, festeggiano altri 45 paesi. Il 2025 finisce qualche ora più tardi negli Stati Uniti e, di nuovo, si torna nel Pacifico.

Arriva Capodanno, arriva il cenone. L'ultima trappola (forse) a tavola, con eccessi quasi inevitabili tra dolci e alcol. Si possono limitare i danni, gestendo la cena con moderazione e preparandosi a riprendere una routine normale, senza eccessi opposti, da gennaio 2026. Ecco i consigli per godersi Capodanno senza deragliare.
"Psicologicamente, tendiamo a vedere il 31 dicembre come un confine magico, a partire dal quale la normalità può ricominciare a prender forma", dice all'Adnkronos Salute l'immunologo clinico Mauro Minelli, docente di Nutrizione umana alla Lum. "Questa mentalità del 'tutto o niente' è pericolosa perché mangiare enormi quantità in una volta sola scatena un rilascio massiccio di insulina, l'ormone che provvede allo 'stoccaggio' dei grassi. Più alto è il picco, più velocemente il corpo trasforma l'eccesso in tessuto adiposo", aggiunge evidenziando le insidie dell'ennessima abbuffata.
"A Capodanno dunque va evitata la trappola del 'tanto è l'ultima volta', per farlo non serve la privazione assoluta ma serve la gestione del danno. Ci sono regole per muoversi correttamente tra i vassoi. Ma c’è di più: un eccesso calorico, lungo oramai più di due settimane, può non essere solo 'ciccia', ma un vero e proprio stato infiammatorio che sovraccarica fegato, reni, apparato cardio-vascolare", avverte.
Ecco i consigli del medico-nutrizionista: "L'antipasto: iniziare con verdure o proteine magre. Funziona perché rallenta l'assorbimento degli zuccheri che arriveranno con i primi. Il brindisi: bere, semmai, un bicchiere d'acqua per ogni bicchiere di vino. Funziona perché l'alcol tende a disidratare; l'acqua aiuta il fegato a metabolizzare l'etanolo e riduce il senso di fame chimica. La regola dei 20 minuti: mangiare lentamente e masticare bene. Funziona perché la procedura lenta asseconda il tempo che impiega il segnale di sazietà a viaggiare dallo stomaco al cervello".
Dopo due settimane di eccessi, "il corpo non ha bisogno di 'detox' miracolosi (il fegato lo fa già da solo, se lo lasciamo lavorare), ma di ordine - suggerisce Minelli - L'eccesso di sale e alcol causa ritenzione idrica. Bere 2 litri di acqua al giorno è il primo passo per drenare i residui metabolici. Cereali integrali e legumi aiutano a 'ripulire' l'intestino e a nutrire il microbiota, messo a dura prova da zuccheri raffinati e grassi saturi. Non serve correre una maratona il 2 gennaio. Basta una camminata veloce di 30-40 minuti. L'obiettivo è riattivare la sensibilità insulinica dei muscoli, 'bruciando' le scorte di glicogeno accumulate".
Quanto tempo ci vuole? "Per smaltire gli effetti di una singola abbuffata bastano 48 ore di regime controllato. Per ripulirsi da due settimane di 'follia', il metabolismo richiede solitamente dai 7 ai 10 giorni di alimentazione regolare e attività fisica costante. Il segreto non è la punizione (digiuni estremi), ma la coerenza. Il corpo umano è una macchina straordinariamente resiliente. Un pasto abbondante non rovina una vita di salute, così come un'insalata non salva una vita di eccessi", conclude il medico.

Una pattuglia della polizia di Stato e una dei carabinieri, entrambe di Macomer, sono state accerchiate da numerose persone la sera di Natale in piazza dei Mille, a Silanus, e sono state bersaglio di petardi e razzi, uno dei quali ha colpito, danneggiandola, l'auto della polizia.
Tutto è successo quando le forze dell'ordine sono intervenute per bloccare l'esplosione di fuochi artificiali che alcune persone stavano accendendo in piazza.
Da un bar è uscito un folto gruppo di persone, alcune travisate, che ha accerchiato con fare minaccioso agenti e militari, e ha lanciato una fitta raffica di petardi e razzi contro di loro.
Nel fine settimana polizia e carabinieri hanno eseguito una serie di controlli in paese, e nel bar di piazza dei Mille hanno trovato e sequestrato materiale esplodente e droga, e denunciato i detentori.
Oggi il questore di Nuoro ha emesso un provvedimento di sospensione della licenza per 15 giorni al titolare del bar, per motivi di ordine e sicurezza pubblica.
La Regione rafforza il percorso di modernizzazione della pubblica amministrazione con l'approvazione del protocollo d'intesa con l'Università degli Studi di Cagliari in materia di innovazione e transizione digitale.

Un accordo strategico che avvia una collaborazione strutturata tra le due istituzioni per sostenere politiche pubbliche basate sui dati, ricerca applicata, sperimentazione tecnologica e sviluppo delle competenze a supporto del sistema Regione.
L'intesa di durata quinquennale prevede lo sviluppo di iniziative congiunte in materia di transizione digitale e intelligenza artificiale, il potenziamento dei sistemi informativi e dei servizi Ict, la definizione di strategie di data governance e interoperabilità, nonché l'attivazione di percorsi di formazione avanzata a supporto del personale dell'amministrazione regionale.

"Tutte le attività cliniche, assistenziali e di emergenza-urgenza proseguono regolarmente, nel pieno rispetto degli standard di qualità, sicurezza e appropriatezza delle cure che da sempre contraddistinguono i nostri presidi ospedalieri".
Lo scrivono, in una lettera aperta a cittadini, pazienti e istituzioni, i direttori dei dipartimenti clinici dell'Arnas- Brotzu di Cagliari, in questo "momento di incertezza" sulla gestione manageriale delle aziende sanitarie in Sardegna dopo la cancellazione dei commissariamenti da parte della Corte Costituzionale.
"Il personale sanitario (medici, infermieri, tecnici e operatori sociosanitari) continua a svolgere il proprio lavoro con professionalità, dedizione e spirito di servizio, garantendo la presa in carico completa del paziente lungo l'intero percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale - scrivono per rassicurare tutti - Siamo consapevoli delle preoccupazioni che una fase di transizione amministrativa può generare; tuttavia, desideriamo sottolineare che la tutela della salute dei cittadini resta e resterà la priorità assoluta dell'intera comunità professionale dell'Arnas.

Plastica rimossa dalle spiagge e dai centri abitati, scuole coinvolte in attività di sensibilizzazione, Comuni premiati e una rete sempre più forte di volontari e referenti territoriali.
Il 2025 è stato un anno di crescita concreta per Plastic Free Onlus in Sardegna, una delle regioni italiane più attive e partecipi nel contrasto all'inquinamento da plastica.
Nel dettaglio, nell'anno che si sta chiudendo si sono svolti nell'Isola 188 appuntamenti ambientali, tra clean up (82), raccolte di mozziconi (6), passeggiate ecologiche (46) ed eventi pubblici, coinvolgendo 2.756 volontarie e volontari e portando alla rimozione di 47.481 chilogrammi di plastica e rifiuti.
Page 24 of 26