Il sistema stato attivato l'ultimo giorno del 2025...
Consiglio comunale aperto a parlamentari, sindaci e altri attori
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La Clinica ostetrica dell'Aou primo punto nascita in termini
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Il Natale e la chiusura delle scuole rallentano la corsa dell'influenza che però potrebbe riprendere a gennaio. L’incidenza totale "delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dal 22 al 28 dicembre, è stata pari a 14,5 casi per 1.000 assistiti, in diminuzione rispetto alla settimana precedente, quando era pari a 17,1". Lo afferma il rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato oggi e da quest’anno in forma interattiva.
"Sono stati stimati circa 820mila nuovi casi dal 22 al 28 dicembre, con un totale dall'inizio della sorveglianza di circa 6,7 milioni di casi. L’incidenza più elevata si osserva, come di consueto, nella fascia di età 0-4 anni, con circa 39 casi per 1.000 assistiti", si legge nel bollettino. "Il calo registrato questa settimana potrebbe essere attribuibile alle minori segnalazioni effettuate da parte dei medici di famiglia nella settimana di Natale, come dimostra anche il fatto che il calo è più evidente nei dati provenienti dalle comunità rispetto al flusso ospedaliero, e anche alla chiusura delle scuole – commentano gli esperti Iss del dipartimento di Malattie Infettive dell'Iss – L’incidenza quindi potrebbe tornare a salire, o comunque rimanere alta anche nelle prossime settimane".
I dati riportati questa settimana, "in particolare quelli provenienti dalla sorveglianza sentinella nella comunità, potrebbero non riflettere la reale incidenza e circolazione dei dei virus influenzali a causa di una possibile riduzione nel numero di visite e dati trasmessi in concomitanza con le festività natalizie. Il calo - precisa l'Iss - potrebbe essere attribuibile anche alla chiusura delle scuole, che ogni anno determina una piccola flessione nell’andamento stagionale. La sospensione delle attività scolastiche riduce la trasmissione dei virus respiratori nelle fasce di età dove la circolazione è più intensa".
"L’intensità è molto alta in Sicilia, alta in Campania, media in Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Umbria e Puglia, mentre è bassa in tutte le altre - prosegue il bollettino - Nella settimana sia nella comunità" medici e pediatri di famiglia "che nel flusso ospedaliero si registra per influenza un alto tasso di positività nelle persone con infezioni respiratorie, soprattutto in ambito ospedaliero (22,2% e 50,3% rispettivamente). La sorveglianza delle forme gravi e complicate di influenza evidenzia un aumento del numero di casi nella settimana 51 (corrispondente al periodo 16-22 dicembre, ultimi dati consolidati) rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Il sottotipo più prevalente tra le forme gravi è A(H3N2). Si segnala che la maggior parte dei casi di influenza grave e con complicanze riguarda persone non vaccinate".
Per quanto riguarda la caratterizzazione dei virus influenzali, "nella comunità la percentuale di virus A(H3N2) risulta ampiamente maggiore rispetto ai virus A(H1N1)pdm09. Anche nel flusso ospedaliero si osserva una percentuale più alta di virus A(H3N2) rispetto a quella dei virus A(H1N1)pdm09. Ad oggi nessun campione è risultato essere positivo per influenza di tipo A 'non sottotipizzabile' come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari. Le analisi di sequenziamento in corso dall'inizio della sorveglianza evidenziano che tra I ceppi di virus influenzale A H3N2 attualmente circolanti in Italia il subclade K è nettamente prevalente, mentre tra i ceppi H1N1 pdm09, tutti i ceppi si raggruppano esclusivamente nel subclade D.3.1 nell’ambito del più ampio clade 5a.2a.1 al quale appartengono anche i ceppi vaccinali".

Il 2026 si è aperto con una serie di aumenti che colpiscono direttamente le tasche dei consumatori. Dopo la lunga sequenza di spese legate a Natale, Santo Stefano e Capodanno, il nuovo anno è iniziato con una raffica di rincari su beni e servizi essenziali, entrati in vigore già dal 1 gennaio. A lanciare l’allarme è il Codacons, che denuncia l’impatto immediato delle misure scattate con l’avvio del nuovo anno.
Dal 1 gennaio è operativo il riallineamento delle accise sul gasolio[1] deciso dal Governo, che determina un aumento della tassazione pari a 4,05 centesimi di euro al litro. Il rincaro si riflette sui prezzi alla pompa e porterà, secondo le stime, un incremento delle entrate per le casse statali pari a 552 milioni di euro nel 2026. Un aumento che non pesa solo sugli automobilisti, ma che rischia di avere effetti a catena anche sui costi di trasporto e sui prezzi finali dei prodotti.
Con l’avvio del 2026 sono scattati anche gli adeguamenti tariffari sui pedaggi autostradali per gran parte delle concessionarie. Gli aumenti, variabili a seconda delle tratte, si attestano mediamente intorno all’1,5 per cento, con rincari più marcati su alcuni collegamenti, come la Salerno–Pompei–Napoli, rendendo più onerosi gli spostamenti quotidiani e i viaggi di lavoro.
Dal 1 gennaio 2026 sono aumentati inoltre i costi dell’Rc Auto. L’aliquota applicata ai premi assicurativi relativi al rischio di infortunio del conducente e all’assistenza stradale è passata dal 2,5% al 12,5% per tutti i contratti stipulati o rinnovati da ieri, con un inevitabile aggravio dei premi a carico degli automobilisti.
Rincari già effettivi anche per i fumatori: le sigarette costano in media 15 centesimi in più a pacchetto, primo passo di un aumento progressivo che porterà il rincaro complessivo fino a 40 centesimi entro il 2028. Sono salite anche le accise sul tabacco trinciato, sui prodotti a tabacco riscaldato e sulle sigarette elettroniche. Infine, dal 1 gennaio è entrata in vigore una nuova tassa da 2 euro su tutti i pacchi provenienti da Paesi extra-Ue con valore inferiore a 150 euro, una misura che colpisce in particolare gli acquisti online effettuati tramite piattaforme di e-commerce asiatiche e che rischia di tradursi in ulteriori aumenti dei prezzi finali per i consumatori.
"Il 2026 si apre con una vera e propria raffica di aumenti – afferma il Codacons – che arriva in un momento in cui i bilanci delle famiglie risultano già fortemente compromessi dai rincari registrati nel corso del 2025. L’effetto combinato di queste misure rischia di deprimere ulteriormente i consumi e di aggravare le difficoltà economiche di milioni di cittadini".

L'ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro è stato dimesso dall'ospedale ieri, dopo aver trascorso diversi giorni sotto osservazione a seguito di tre interventi chirurgici. Ha già lasciato il centro medico ed è stato trasferito nuovamente al quartier generale della Polizia federale di Brasilia, per continuare a scontare la condanna a 27 anni di carcere per tentato colpo di Stato, dopo che la Corte suprema, poche ore prima, aveva respinto la sua richiesta di arresti domiciliari.
Bolsonaro ha lasciato l'ospedale a bordo di un convoglio di scorta della Polizia Militare e di auto nere senza contrassegni, partito dal garage del complesso intorno alle 18.40 (22.40 ora italiana). Da lì, secondo Agência Brasil, è stato condotto al quartier generale della Polizia federale nella capitale brasiliana, dove sta scontando la sua pena dallo scorso novembre.
Il suo ritorno in custodia cautelare arriva dopo che il giudice della Corte suprema Alexandre de Moraes ha respinto giovedì pomeriggio, come aveva fatto due settimane prima, la richiesta degli avvocati dell'ex leader di confermare gli arresti domiciliari[1], dopo il rilascio dall'ospedale per motivi umanitari. Il giudice ha stabilito che la difesa di Bolsonaro non ha presentato "nuovi fatti che possano annullare le ragioni della decisione di respingere la richiesta di arresti domiciliari umanitari emessa il 19 dicembre 2025".
L'ex presidente, inizialmente sottoposto a intervento chirurgico per un'ernia inguinale, è stato operato anche nei giorni successivi, in modo che il personale medico potesse bloccare i nervi frenici destro e sinistro – che controllano i movimenti del diaframma – e quindi fermare il singhiozzo persistente, di cui ha sofferto ripetutamente negli ultimi mesi[2].
Tuttavia, il documento sottolinea che il personale medico, incluso un fisioterapista, continuerà ad avere pieno accesso per curarlo, fornirgli farmaci e consegnarli anche "cibo preparato dai suoi familiari".
Gli ultimi interventi chirurgici si aggiungono alla lista di quelli cui Bolsonaro, che ha 70 anni, si è sottoposto per vari problemi addominali, ernie e ostruzioni intestinali di cui soffre dall'accoltellamento subito nel 2018, quando era candidato. L'ex presidente sta scontando una condanna a 27 anni e tre mesi di carcere da fine novembre, per il tentato colpo di Stato da lui guidato tra il 2022 e il 2023 contro l'attuale presidente, Luiz Inácio Lula da Silva.

Dopo il devastante incendio scoppiato in un bar della località sciistica di Crans-Montana, nel Canton Vallese in Svizzera, che ha causato circa 40 morti e 115 feriti, molti interrogativi rimangono senza risposta, in particolare per quanto riguarda le circostanze. Ecco cosa sappiamo finora e cosa, invece, non sappiamo.
La notte di Capodanno, un grave incendio è scoppiato nel bar "Le Constellation", nella località vallesana di Crans-Montana. La capienza era di 300 posti a sedere.
Secondo le autorità, circa 40 persone sono morte nell'incendio. Altre 115 sono rimaste ferite, molte delle quali con gravi ustioni. Parecchie delle vittime erano giovani e si ritiene che molte provenissero dall'estero, hanno comunicato le autorità vallesane. Decine di feriti gravi sono stati trasportati in elicottero ai due centri grandi ustionati della Svizzera, negli ospedali universitari di Zurigo e Losanna. Ventidue pazienti sono stati curati a Losanna. Zurigo ha ricoverato oltre una dozzina di ustionati. Il comandante della polizia cantonale vallesana, Frédéric Gisler, ha sottolineato la solidarietà intercantonale.
Secondo la Polizia cantonale vallesana, l'incendio è scoppiato intorno all'1 e 30 di notte.
Gli inquirenti hanno detto che lavorano sull'incendio come un incidente, non come un attentato.
Le autorità vallesane lo descrivono come un incendio improvviso, un cosiddetto flashover. Questo incendio a rapida propagazione ha innescato una o più esplosioni. Il flashover è il passaggio brusco da un incendio localizzato a un incendio esteso. Un incendio può svilupparsi, ad esempio, in un dispositivo all'interno di una stanza. Se il calore si accumula sul soffitto di una stanza, fumo e vapori si diffondono ovunque e la temperatura raggiunge rapidamente diverse centinaia di gradi Celsius. Questo può causare l'accensione simultanea di altri oggetti infiammabili e la rapida propagazione delle fiamme. Quando succede, sopravvivere è praticamente impossibile. La situazione è pericolosa, e potenzialmente fatale, anche per i Vigili del fuoco con equipaggiamento protettivo completo.
In seguito all'allarme antincendio scattato durante la notte, l'Organizzazione Cantonale di Soccorso Vallese (Kwro) ha schierato dieci elicotteri, quaranta ambulanze e oltre 150 operatori sanitari per curare i feriti e trasportarli in diversi ospedali.
In una conferenza stampa, il presidente svizzero Guy Parmelin ha espresso il suo apprezzamento per i soccorritori. Parmelin ha inoltre ringraziato tutti i Paesi che hanno promesso il loro sostegno alle autorità svizzere, citando in particolare Germania, Francia e Italia. Ha sottolineato che il sostegno si è esteso oltre i Paesi confinanti con la Svizzera. Diversi Statii si sono offerti di accogliere pazienti, ha dichiarato il presidente del Vallese Mathias Reynard ai media ieri sera.
Le bandiere del Palazzo Federale saranno a mezz'asta per cinque giorni, ha annunciato il presidente Guy Parmelin a Sion, nel Vallese. Circa 400 persone hanno partecipato ieri sera a una messa in onore delle vittime dell'incendio. A condurre il rito è stato il vescovo di Sion, Jean-Marie Lovey, riporta un fotografo dell'agenzia di stampa Keystone-Sda. Per tutta la giornata, numerosi passanti hanno commemorato le vittime ai margini dell'area intorno al bar Le Constellation, che è stata completamente transennata. Il devastante incendio ha suscitato sgomento a livello internazionale. Tra gli altri, i Paesi limitrofi Francia, Italia e Germania, così come Gran Bretagna, Ucraina e l'Ambasciata degli Stati Uniti a Berna, hanno espresso la loro solidarietà alla Svizzera.
Non è ancora chiara la causa. È stata avviata un'indagine penale, secondo la procuratrice generale Béatrice Pilloud. Le autorità del Vallese stanno facendo tutto il possibile per chiarire le circostanze del disastro, ha affermato. Vogliono fornire risposte alle numerose domande poste dalle famiglie colpite "nel modo più rapido ed esaustivo possibile", ha assicurato Pilloud. La Procura sta valutando diverse ipotesi sulla sequenza degli eventi. La teoria centrale è che l'intera stanza abbia preso fuoco, cosa che ha provocato un'esplosione. Sono stati interrogati diversi testimoni; inoltre, sono stati sequestrati telefoni cellulari, che sono ora in fase di analisi.
Interpellata dall'agenzia Dpa, la procuratrice generale Pilloud ha opposto un no comment alla domanda se il bar disponesse di adeguate uscite di emergenza e se fossero funzionanti. Un'indagine stabilirà se le misure di sicurezza sono state rispettate o no.
Le identità delle vittime, e dei feriti, sono ancora sconosciute. Secondo il presidente del Canton Vallese, Mathias Reynard, l'identificazione delle vittime richiederà "un po' di tempo". Il presidente ha detto ai media che questo è un momento "terribile" per le famiglie colpite. Secondo il presidente Federale Guy Parmelin, il Dipartimento Federale degli Affari Esteri sta lavorando per stabilire contatti con le famiglie delle vittime all'estero. La procuratrice generale Béatrice Pilloud ha dichiarato che l'identificazione delle vittime è una priorità. L'identità delle persone decedute deve essere stabilita il più rapidamente possibile, affinché le salme possano essere restituite alle famiglie.

Spada di Damocle degli studenti della secondaria di II grado, l'esame di Maturità per il 2026 ha subito un restyling. Dal cambio di nome all'obbligatorietà del colloquio orale, fino alle le quattro materie decise dal Mim, sono diverse le novità del nuovo esame.
Non si chiamerà più 'Esame di Stato', ma 'Esame di 'Maturità', poiché ha lo scopo di condurre una valutazione complessiva sulla persona che termina un percorso scolastico: la parola maturità restituisce l’idea di crescita, di responsabilità e di sviluppo personale.
Oltre al nome è stata parzialmente modificata la struttura delle prove: resta invariata la prima prova di italiano con i temi, mentre la seconda prova scritta sarà diversa per ciascun indirizzo di studi. Per esempio, nei licei classici la seconda prova sarà di latino o greco, mentre negli scientifici potrà riguardare matematica, fisica o scienze, a seconda dell’indirizzo. Quindi la seconda prova scritta è aggiornata per rispecchiare al meglio i programmi dei diversi indirizzi. Per i licei scientifici, soprattutto, la prova di matematica avrà accanto ai tradizionali esercizi, quesiti di logica e comprensione del testo, così da valutare non solo la preparazione tecnica, ma anche la capacità di ragionamento critico.
Modifiche anche per la commissione che si ridurrà a 5 membri (2 interni, 2 esterni e un presidente). Restyling per il colloquio orale che diventerà ancora più interdisciplinare, più selettivo, focalizzandosi su quattro materie decise annualmente dal ministero e rese note a gennaio, oltre che su educazione civica e Percorsi per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento (Pcto).
Addio al materiale iniziale preparato dalla commissione con cui finora si apriva il colloquio: un testo, un documento, un’esperienza, un progetto o un problema da cui partire per fare collegamenti. Una modalità, per molti, fonte di ansia perché rendeva l’avvio più imprevedibile e poteva mettere in difficoltà anche chi aveva studiato. L’eliminazione punta a rendere l’orale meno legato a un 'innesco' esterno e più coerente con il percorso svolto.
Novità importante l'obbligatorietà del colloquio, senza l'orale non si passa. Lo studente che decide di rifiutare l’orale senza una giustificazione valida non ottiene il diploma, e di conseguenza dovrà ripetere l'anno. Infine, la prova orale prevede un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, per gli studenti che riportino almeno sei decimi in condotta. Un modo per rafforzare il legame tra responsabilità civica e percorso formativo.

"Abbiamo avuto solo un colloquio. Mi ha chiamato venerdì 21 novembre dalla Casa Bianca". Così Nicolás Maduro in un'intervista trasmessa da Vtv dopo che Donald Trump ha detto di aver parlato "molto di recente" con il presidente venezuelano. Intanto, Maduro ha confermato di essere pronto al dialogo con Washington perché - ha detto - "bisogna iniziare a parlare sul serio".
Il colloquio di novembre, ha sostenuto Maduro, è stato uno "scambio di dieci minuti", è stato "molto rispettoso", anche se "gli sviluppi successivi non sono stati piacevoli". Il presidente venezuelano ha evitato di rispondere sulla presunta operazione Usa menzionata nei giorni scorsi, ma ha insistito sul dialogo.
"Se vogliono parlare sul serio di un accordo di contrasto al narcotraffico, siamo pronti - ha detto - Se vogliono il petrolio, il Venezuela è pronto per investimenti Usa, come con Chevron, quando vogliono, dove vogliono, come vogliono". E, ha aggiunto, "anche se vogliono accordi di sviluppo economico".

Più di 40 morti, oltre 100 feriti. E' strage di ragazzi a Crans-Montana, in Svizzera, dove la festa di Capodanno si è trasformata in un inferno di fuoco nel devastante incendio all’interno del bar Le Constellation.
Mentre le autorità hanno escluso il dolo e si indaga sul rispetto delle norme di sicurezza e la presenza di uscite di emergenza, alcuni video girati dai sopravvissuti[1] all'interno del locale la notte della tragedia sembrano fare intanto ulteriore chiarezza sull'origine del rogo nel quale sono rimasti gravemente feriti anche alcuni ragazzi italiani, mentre altri risultano tuttora dispersi.
Ancora in corso l'identificazione dei corpi, ha intanto dichiarato stamani un portavoce della polizia: il lavoro potrebbe protrarsi per giorni, ha spiegato a Keystone-Ats, un lavoro molto difficile dato l'elevato numero di vittime.
L'attenzione al momento è rivolta alle famiglie. "Vogliamo procedere il più rapidamente possibile", ha continuato il portavoce, affinché l'attesa per queste persone finisca al più presto possibile. Nel frattempo, le autorità sono in stretto contatto con i famigliari che ricevono assistenza psicologica.
Intervistato dalla radio svizzera Rts, anche il consigliere di Stato Mathias Reynard ha sottolineato che l'identificazione delle vittime richiederà ancora tempo, mentre la situazione negli ospedali rimane molto tesa. "Diverse persone che erano in ferie sono venute a lavorare per aiutare i colleghi", ha osservato, ringraziando "cittadini e giovani che hanno salvato vite umane". Reynard non ha voluto fornire ulteriori dettagli sulle cause della tragedia.
Intanto la Francia, su richiesta della Svizzera, accoglierà altri otto feriti oltre ai tre pazienti già ricoverati in ospedali francesi, ha confermato un portavoce del ministero degli Esteri su Bfmtv. Ci sono state richieste "riguardo posti letto per ricoveri pediatrici - ha detto il portavoce Pascal Confavreux -. Stiamo valutando come accoglierli nei nostri ospedali".
Così come sembrano raccontare le immagini immortalate nei video immediatamente precedenti alla strage, anche testimoni hanno riferito che le fiamme si sarebbero propagate in pochi secondi, dopo che una delle candeline scintillanti applicate sulle bottiglie di champagne durante un brindisi ha toccato il soffitto del locale, rivestito in materiale fonoassorbente altamente infiammabile, dando luogo alla prima fiammata che si è poi rapidamente propagata.
Le autorità svizzere hanno parlato di un possibile flashover, un fenomeno estremamente pericoloso in cui un incendio localizzato si trasforma improvvisamente in un rogo generalizzato, con temperature altissime e accensioni simultanee dei materiali presenti. In queste condizioni, la sopravvivenza è quasi impossibile e il rischio resta elevato anche per i soccorritori. Le vie di fuga limitate nel seminterrato - dove si è consumata la strage - avrebbero quindi fatto il resto, ostacolando l’evacuazione durante la fuga dei giovanissimi.
Restano quindi da chiarire aspetti cruciali come il rispetto delle norme di sicurezza e delle uscite di emergenza. La procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud ha ricordato che la scala che conduceva al seminterrato era particolarmente stretta, un elemento che potrebbe aver complicato l’evacuazione.
Le Constellation, noto punto di riferimento per l’après-ski e la vita notturna, secondo recensioni online presentava criticità proprio sul piano della sicurezza: una sola via di accesso e fuga nel seminterrato e un arredamento con molti elementi in legno, che avrebbe favorito la rapida propagazione delle fiamme.
''Sembrava un film dell'orrore[2]''. Così un testimone, Adrien, ha descritto quello che ha visto dall'esterno del locale: "Ho visto fumo, un fumo bianco, grande e molto denso" uscire dal bar Le Constellation, ha raccontato a Bfmtv.
"Abbiamo visto le fiamme dopo cinque, dieci minuti e la gente uscire in preda al panico, rompendo le finestre, uomini sofferenti e donne con i vestiti bruciati, che piangevano, urlavano, persone che non sapevano se i loro cari fossero dentro", ha continuato parlando di "genitori arrivare in auto a tutta velocità, preoccupati di dove fossero i loro figli" e "sembrava un film dell'orrore".
"In pochi secondi, l'intera discoteca è stata avvolta dalle fiamme", le parole di Emma e Albane che si trovavano all'interno del locale quando è scoppiato l'incendio e hanno visto il soffitto "in legno" prendere fuoco. "Siamo corsi fuori tutti urlando e correndo", hanno raccontato descrivendo ''il panico più totale". Cadute durante la calca, hanno raccontato che "qualcuno ha rotto una finestra per far uscire la gente" e hanno confermato che i vigili del fuoco e la polizia sono arrivati nel giro di pochi minuti.
Tra le persone colpite ci sono anche diversi italiani[3]. Parla di 6 dispersi e 13 feriti l'ambasciatore italiano a Berna Gian Lorenzo Cornado, che precisa di non aver ancora ricevuto dalle autorità svizzere la lista ufficiale. Il bilancio non è ancora definitivo e ''proprio per questo, per l’estrema delicatezza di questa terribile tragedia, per la legge sulla privacy, è necessario essere estremamente prudenti. Posso solo dire che, per fortuna, con il passare delle ore, molte delle persone che si ritenevano disperse sono state poi trovate negli ospedali e quindi l’ultimo bilancio disponibile è di sei italiani dispersi e tredici feriti ricoverati'', ha spiegato in un'intervista a 'La Repubblica'.
Le famiglie italiane sono state tutte avvertite, spiega, ''e proprio loro ci hanno aiutato ad aggiornare le liste dei dispersi e dei feriti. Le autorità svizzere hanno provveduto ad informare tutti i familiari delle persone ricoverate: sono 112 in tutto, 107 dei quali identificati. E tra loro gli italiani feriti sono tredici. Ne restano ancora cinque da identificare e per questo la lista dei dispersi potrebbe ancora variare. Sono state proprio le famiglie che si erano rivolte alla Farnesina per cercare i loro cari ad avvertirci che erano stati trovati consentendoci di aggiornare le liste. Le autorità svizzere non ci hanno fornito i nomi dei feriti e per identificare i 47 corpi ritrovati purtroppo non sono riconoscibili''.
Temo ci vorranno giorni, conclude, ''molti sono devastati dalle ustioni e purtroppo in queste condizioni non sarà facile risalire alle loro identità. Noi ci stiamo attrezzando allestendo una piccola unità di crisi in paese per potere assistere le famiglie in arrivo. E forniremo tutto il supporto per affrontare giorni che si prospettano comprensibilmente difficili. Le incontrerò insieme al ministro Tajani che oggi sarà qui e vedrà anche le autorità svizzere''.
Le autorità italiane hanno attivato una task force e una help line dedicata per assistere le famiglie e facilitare contatti e informazioni sui connazionali.

Il Milan torna in campo in Serie A. Oggi, martedì 30 dicembre, i rossoneri sfidano il Cagliari - in diretta tv e streaming - all'Unipol Domus nella 18esima giornata. La squadra di Allegri è reduce dalla vittoria per 3-0 contro l'Hellas Verona, superato con il gol di Pulisic e la doppietta di Nkunku, quella di Pisacane ha invece vinto a Torino contro i granata di Baroni per 2-1 in rimonta, rilanciando le proprie speranze salvezza.
La sfida tra Cagliari e Milan è in programma oggi, venerdì 2 gennaio, alle ore 20.45. Ecco le formazioni ufficiali:
Cagliari (3-5-1-1): Caprile; Zappa, Deiola, Luperto; Palestra, Adopo, Prati, Mazzitelli, Idrissi; Gaetano; Kilicsoy. All. Pisacane.
Milan (3-5-2): Maignan; Tomori, De Winter, Pavlovic; Saelemaekers, Loftus-Cheek, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Nkunku, Pulisic. All. Allegri
Cagliari-Milan sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv, ma anche su quelli SkySport. Il match sarà inoltre disponibile sull'app SkyGo, su NOW e sulla piattaforma web Dazn.

L'Ucraina si prepara a ospitare un nuovo ciclo di colloqui di alto livello sulla sicurezza con i partner occidentali, a dimostrazione dello sforzo diplomatico per arrivare a una soluzione del conflitto con la Russia.
''Il 3 gennaio si terrà una riunione dei consiglieri per la sicurezza nazionale. Si tratta della prima riunione di questo tipo in Ucraina e si concentra sulla pace. Parteciperanno rappresentanti europei e ci aspettiamo che anche il team americano si unisca online. Quindici paesi hanno confermato la loro partecipazione, insieme a rappresentanti delle istituzioni europee e della Nato'', ha annunciato su 'X' il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
''Il 5 gennaio si terrà poi una riunione dei capi di stato maggiore delle forze armate. La questione principale sono le garanzie di sicurezza per l'Ucraina. Politicamente, quasi tutto è pronto ed è importante definire ogni dettaglio su come funzioneranno le garanzie in aria, a terra e in mare, se riusciremo a porre fine alla guerra. E questo è l'obiettivo principale'', ha aggiunto.
''Il 6 gennaio si terrà una riunione a livello di leader: leader europei e leader della Coalizione dei Volenterosi. Ci stiamo preparando ora per garantire che l'incontro sia produttivo, che il sostegno aumenti e che ci sia maggiore fiducia politica sia nelle garanzie di sicurezza che nell'accordo di pace'', ha concluso Zelensky.

La Cia smentisce la Russia, non risulta nessun attacco ucraino con droni alla residenza di Vladimir Putin. Mosca però insiste e consegna a Washington prove e dati relativi all'azione: le accuse a Kiev restano, nel caso che non accenna a sgonfiarsi a cavallo di Capodanno, in un momento chiave dei negoziati finalizzati a porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia.
La denuncia della Russia, per il presunto attacco condotto con 91 droni nella notte tra il 28 e il 29 dicembre, non appare fondata a giudicare dagli elementi raccolti dalla Cia. L'agenzia, come riferiscono i media americani tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026, smentiscono la tesi di un'azione condotta contro la residenza di Putin nell'area di Valdai. John Ratcliffe, direttore della Cia, nella giornata del 31 dicembre ha delineato il quadro al presidente Donald Trump. Solo due giorni prima, lunedì, il numero 1 della Casa Bianca era stato informato direttamente da Putin e aveva dato credito sostanzialmente totale alla versione del Cremlino: "Non mi piace, non va bene, sono molto arrabbiato", i commenti di Trump con critiche all'azione ucraina. "Potrebbe non essere successo? Possibile, ma il presidente Putin mi ha detto così".
La conversazione con Ratliffe pare aver sortito effetti. Trump, nelle ultime ore, ha ripostato sul social Truth un articolo del New York Post che punta il dito contro Mosca: "L'intera guerra di Putin è una bugia. Proprio come ha fatto in Alaska", nel vertice del 15 agosto, "all'offerta di pace, Putin ha risposto sputando nell'occhio dell'America".
"La buffonata sull'"attacco" di Putin dimostra che è la Russia a ostacolare la pace". Se per il quotidiano "qualsiasi attacco a Putin è giustificato", in realtà "l'attacco con i droni probabilmente non è mai avvenuto". Il presidente ucraino Volodymyr "Zelensky lo ha negato energicamente". Il portavoce del Cremlino Dmitry "Peskov ha affermato che i russi non potevano fornire prove e ha esortato la stampa a 'credere sulla parola del Cremlino. No, non lo faremo'", la posizione del Post.
La 'versione di Putin' rischia di perdere credibilità agli occhi di Trump, magari con conseguenze sulla posizione americana nel dialogo con Kiev in relazione al 'piano di pace'. La Russia, quindi, gioca un'altra carta dopo aver mostrato rottami di un presunto drone ucraino abbattuto[1]. I materiali con i dati del drone dell'esercito ucraino abbattuto durante l'attacco alla residenza del presidente sono stati consegnati a un rappresentante dell'ufficio dell'addetto militare presso l'ambasciata americana a Mosca, annuncia il ministero della Difesa russo.
"La decodifica dei dati dei droni ucraini[2] ha confermato inequivocabilmente che l'obiettivo dell'attacco era un complesso di edifici della residenza del presidente russo", afferma l'agenzia Tass citando le informazioni diffuse dal GRU, l'intelligence militare russa. I dati, quindi, dovrebbero essere a breve disponibili per gli Stati Uniti. Tali elementi relativi ai "droni ucraini, che stavano volando verso la residenza del presidente russo, contribuirà a stabilire la verità".

Pronti, via. Si riprende da dove si era lasciato. Il 2026 del Parlamento ricomincia come era finito il 2025. L'anno passato si è chiuso con la fiducia 'last minute' sulla manovra, alla Camera a poche ore dalla 'deadline' del 31 dicembre per l'esercizio provvisorio, e i parlamentari riprendono i lavori con decreti da convertire e voti di fiducia già annunciati dal governo.
Al Senato il 7 gennaio all'Odg ci sono due Dl: Transizione 5.0 e ex Ilva. I due provvedimenti, a seguire, saranno alla Camera a metà mese e sul primo il calendario d'aula già prevede (da mercoledì 14) il voto di fiducia. Montecitorio farà poi da scenario a una discussione che si preannuncia tra le più accese in maggioranza come nell'opposizione: il 15 gennaio il ministro della Difesa Guido Crosetto è atteso in aula per le comunicazioni sulla proroga degli aiuti a Kiev. Il giorno prima, il 14, è invece atteso in aula il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per riferire sul caso Hannoun.
Allungando lo sguardo sul programma dei lavori Parlamentari i temi caldi certamente non mancano. Al Senato, dal 10 febbraio, sono previsti in aula il Ddl di modifica del Codice penale in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso, che arriva a palazzo Madama dopo l'ok bipartisan della Camera suggellato da una intesa Meloni-Schlein che non aveva retto al Senato. Prima, però, ad essere iscritta nel programma dei lavori c'è la Riforma della Rai, benchè da mesi il dossier sia in stallo in commissione e la Vigilanza Rai sia paralizzata per il mancato accordo maggioranza-opposizione (necessario per legge) per rinnovare i vertici della Tv di Stato.
Ancora, i senatori dovrebbero confrontarsi in questa prima fase del 2026 anche sul caldissimo tema del fine vita, ma qui i tempi appaiono più sfumati e le certezze sul calendario ancora da definire. Alla Camera, invece, nell'ultima Conferenza dei capigruppo che ha definito il calendario di gennaio l'opposizione ha fatto notare l'assenza del premierato: "La maggioranza punterà sulla legge elettorale", era stata la previsione politica.
Di sicuro, i lavori parlamentari nella prima parte del 2026 saranno condizionati da scadenze elettorali di vario tipo previste quest'anno. A partire dal referendum sulla separazione delle carriere. In attesa di conoscere la data delle urne, dopo che l'ultimo Cdm dell'anno ha rinviato la decisione. "Auspico e spero entro Pasqua", aveva detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio. L'ipotesi più probabile resta quella di votare a cavallo di domenica 22 marzo. Alla Camera ci sono, poi, due seggi vacanti da coprire. Sono quelli, in Veneto, lasciati liberi dal neo governatore Alberto Stefani e del neo assessore allo Sviluppo Massimo Bitonci.
Entrambe i deputati del Carroccio sono cessati dal mandato dopo le elezioni regionali e per Bitonci la Camera ha appena indetto le suppletive, ne ha dato comunicazione all'aula il presidente Lorenzo Fontana lo scorso 29 dicembre. Al voto, poi, andranno in primavera alcuni comuni in tutta Italia tra cui Venezia, Mantova, Lecco, Arezzo, Macerata, Fermo, Chieti, Andria, Trani, Crotone, Reggio Calabria e, in Sicilia, Agrigento ed Enna.

Una devastante esplosione causata da un incendio ha trasformato i festeggiamenti di fine anno in una strage nella famosa località sciistica di Crans-Montana, in Svizzera. Il rogo è divampato intorno alle 1:30 del 1° gennaio all’interno del bar Le Constellation, mentre era in corso una festa di Capodanno.
Secondo le autorità vallesane, sono circa 40 i morti[1] e oltre 100 i feriti, molti in condizioni gravi con ustioni estese. A confermarlo è stato il capo della polizia cantonale, Frederic Gisler, spiegando che tra le vittime ci sono molti giovani e numerosi stranieri. L’area è stata chiusa e l’identificazione delle vittime richiederà giorni.
La causa dell’incendio è ancora sotto indagine, ma le autorità hanno escluso il dolo: non si è trattato di un’esplosione volontaria. Al momento non ci sono arresti né sospettati. Secondo la procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, l’ipotesi principale è quella di un incendio esteso che ha provocato una deflagrazione.
Testimoni riferiscono che le fiamme si sono propagate in pochi secondi, probabilmente dopo che una candela o un fuoco artificiale su una bottiglia di champagne[2] ha toccato il soffitto del locale, che era arredato con materiali altamente infiammabili.
Le scale strette e le vie di fuga limitate[3] nel seminterrato avrebbero ostacolato l’evacuazione, mentre alcune persone hanno cercato di rompere le finestre per fuggire dal rogo.
Restano da chiarire aspetti cruciali come il rispetto delle norme di sicurezza e la presenza di uscite di emergenza. La stessa Pilloud ha ricordato che la scala che conduceva al seminterrato era particolarmente stretta, un elemento che potrebbe aver complicato l’evacuazione.
Le autorità svizzere parlano di un possibile flashover, un fenomeno estremamente pericoloso in cui un incendio localizzato si trasforma improvvisamente in un rogo generalizzato, con temperature altissime e accensioni simultanee dei materiali presenti. In queste condizioni, la sopravvivenza è quasi impossibile e il rischio resta elevato anche per i soccorritori.
Le Constellation era un noto punto di riferimento per l’après-ski e la vita notturna[4]. Secondo recensioni online, però, il locale presentava criticità sul piano della sicurezza: una sola via di accesso e fuga nel seminterrato e un arredamento con molti elementi in legno, che avrebbe favorito la rapida propagazione delle fiamme.
Italiani coinvolti: feriti e dispersi
Tra le persone colpite ci sono anche diversi italiani. Secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, "dall'incrocio dei dati che arrivano dall'unità di crisi della Farnesina, dall'ambasciata d'Italia a Berna, dal consolato d'Italia a Ginevra, risulta che ci sono 19 italiani dispersi e una dozzina di italiani ricoverati in diversi ospedali svizzeri". Mentre parla di 6 dispersi l'ambasciatore italiano a Berna Gian Lorenzo Cornado, che precisa di non aver ancora ricevuto dalle autorità svizzere la lista ufficiale.
"C'è molta confusione'', ha proseguito Tajani spiegando che ''per il momento sono stati identificati 12 italiani. Dei feriti, tre sono stati trasferiti in Italia con elicotteri e ricoverati all’ospedale Niguarda[5] di Milano: due di loro sono minorenni, hanno entrambi 16 anni.
Le autorità italiane hanno attivato una task force e una help line dedicata per assistere le famiglie e facilitare contatti e informazioni sui connazionali. Molte vittime non sono immediatamente identificabili a causa delle gravi ustioni, e il processo di riconoscimento richiederà giorni o settimane. ''E' difficilissimo identificare le vittime. Sono completamente carbonizzate, ci vorranno settimane", ha dichiarato il -Tajani. ''La nostra polizia scientifica è a disposizione per aiutare nell'identificazione dei cadaveri'', ha aggiunto.
Il titolare della Farnesina ha sottolineato che "è difficile anche identificare i feriti'' citando, ad esempio, il fatto che "non hanno documenti" o "sono in terapia intensiva o incoscienti".
Il presidente della Confederazione svizzera, Guy Parmelin, ha parlato di una “tragedia che ha colpito profondamente il paese” e ha ringraziato i soccorritori per il loro coraggio e i Paesi che hanno offerto aiuto, tra cui l’Italia. Sono stati proclamati cinque giorni di lutto nazionale. "Dobbiamo capire cosa è successo e fare in modo che non si ripeta", ha concluso.
Anche il governo italiano, compreso il presidente della Repubblica e il ministro degli Esteri, ha espresso cordoglio e vicinanza alle famiglie dei coinvolti.
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