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Dopo un anno di instabilità, il mercato si prepara a una svolta. Ai, sostenibilità e nuove competenze guideranno le opportunità di carriera. La Salary Survey 2026 di Michael Page, leader internazionale nella ricerca e selezione specializzata, fotografa i settori più dinamici e le competenze che guideranno la trasformazione del mercato del lavoro. “Il mercato del lavoro - afferma Tomaso Mainini, amministratore delegato di Michael Page Italia - sta attraversando una profonda trasformazione. Il 2026 si preannuncia come un anno estremamente dinamico, con l’evoluzione delle competenze e delle retribuzioni al centro. Flessibilità, riconoscimento e prospettive di crescita saranno le priorità dei talenti, mentre le aziende dovranno ripensare le proprie strategie di attrazione e retention per restare competitive”.
La nuova direttiva Ue sulla trasparenza salariale cambierà il modo in cui le aziende comunicano gli stipendi: le fasce retributive dovranno essere indicate già negli annunci, con criteri chiari e accessibili. Secondo un’indagine Michael Page, il 32% dei dipendenti italiani percepisce un divario retributivo tra uomini e donne, e il 66% delle aziende non ha una struttura salariale trasparente.
L’evoluzione normativa, le pressioni inflazionistiche e le nuove aspettative dei candidati, sempre più attenti a benessere e valori, stanno trasformando i pacchetti retributivi. Le imprese sono chiamate a rivedere le proprie offerte per attrarre e trattenere i migliori talenti, in un contesto in continua evoluzione.
Quanto ai settori più dinamici secondo Michael Page, quello finanziario si conferma tra i più dinamici, trainato da investimenti privati e operazioni straordinarie come fusioni e acquisizioni. Nel 2025, l’adozione dell’Ai ha rivoluzionato anche la pianificazione strategica e il forecasting, abilitando decisioni più rapide e data-driven. Cresce la domanda di profili ibridi, capaci di unire competenze tecniche e digitali: tra i più richiesti, controller esperti nell’analisi di grandi dataset, contabili con skill digitali e Cfo con forte orientamento al business e capacità relazionali. Anche il settore bancario continua a trasformarsi, con l’ingresso di nuovi player internazionali e operazioni di fusione tra gruppi. Crescono i pacchetti retributivi per i ruoli strategici e specialistici, mentre le aziende investono sempre più in tecnologie avanzate, in particolare nell’intelligenza artificiale.
I comparti più promettenti per il 2026 includono Fintech, Pagamenti digitali, Infrastrutture, Energy, Real estate e Insurance tech, mentre Retail banking e assicurazioni tradizionali sono meno dinamici. Tra i profili più richiesti, spiccano i controller e i tecnici di business con competenze in programmazione e analisi dati. L’accelerazione sugli asset digitali e sulle stablecoin sta ridisegnando il mercato del lavoro, riducendo la domanda di ruoli operativi tradizionali e aprendo nuove opportunità per professionisti specializzati in finanza digitale.
Quanto al settore industriale, mostra segnali di stabilità, con il Food & Beverage in testa grazie alla domanda costante e alla spinta verso sostenibilità e innovazione lungo tutta la filiera, dall’automazione al packaging. Le energie rinnovabili continuano a crescere, e il 2026 potrebbe segnare un’accelerazione su progetti legati a fotovoltaico, eolico e idrogeno. La manifattura evolve verso lo smart manufacturing, con investimenti in Ai, cybersecurity e cloud. Le aziende cercano profili lean, automation engineer, Esg specialist e project manager infrastrutturali, ma cresce anche la domanda di manager con visione trasversale, capaci di integrare competenze tecniche e soft skill, con focus su dati, normative e tecnologie emergenti.
Il comparto automotive risente ancora degli effetti dei dazi e dell’instabilità geopolitica, con ritardi negli investimenti e pochi nuovi progetti. Anche il mercato dei trasporti ha subito una contrazione, generando però nuove esigenze commerciali. Due figure emergono come strategiche per il 2026: il Solution Designer Logistica, cruciale per ottimizzare processi e costi e il Commerciale Trasporti Internazionali, fondamentale per espandere la rete clienti e sviluppare nuove opportunità di business. Nel settore sanitario cresce la richiesta di profili con competenze in Ai, robotica, genomica e medicina preventiva. In forte crescita anche la medicina estetica e della longevity, con alta richiesta di medici anti-aging, mentre calano le richieste per ruoli generici come operatori di laboratorio e marketing.
Il comparto farmaceutico mostra segnali di crescita, trainato dal mercato dei biosimilari, dove l’Italia detiene la quota più alta in Europa per volumi, e dall’adozione di soluzioni digitali come telemedicina, e-health e digital therapeutics. Tuttavia, il settore soffre una carenza di talenti, soprattutto nei ruoli regolatori. Anche i Medical Devices registrano una crescita stabile, sostenuta da investimenti in R&D, cloud computing e genAI. Le figure più richieste includono esperti in qualità e regolatorio, profili R&D e Sales con competenze specifiche sui canali e prodotti di riferimento.
Il settore dell’ospitalità italiana è in forte espansione, trainato da eventi come le Olimpiadi Milano-Cortina e il Giubileo 2025. L’offerta evolve verso strutture di fascia alta, con una crescente presenza di catene internazionali. La domanda turistica cresce, sostenuta dal turismo esperienziale e dall’interesse per borghi e aree interne, in particolare in Puglia, Sicilia e Umbria. La tecnologia gioca un ruolo chiave: strumenti digitali, Ai e realtà aumentata stanno trasformando l’esperienza del cliente e migliorando l’efficienza operativa.
Nel 2026, intelligenza artificiale e tecnologie predittive guideranno la trasformazione del mercato del lavoro. Cresce la domanda di profili flessibili, orientati ai progetti e capaci di adattarsi a contesti complessi. Secondo il report Talent Trends 2025, la soddisfazione professionale e retributiva dei profili Tech è in crescita (57%, +4 punti), spingendo molti a valutare con più cautela nuove opportunità. Le aziende, consapevoli della scarsità di talenti, rafforzano le strategie di retention puntando su cultura, valori e sviluppo interno. La cybersecurity è l’ambito in maggiore crescita, con particolare interesse nell’area dell’Ot Security, ossia l’insieme di pratiche e tecnologie volte a proteggere sistemi industriali e infrastrutture critiche da minacce informatiche. Il mercato It italiano mostra un trend positivo, trainato da Ai, automazione, cloud e appunto cybersecurity, con un approccio sempre più skill-first.
Cresce, inoltre, la richiesta di figure in ambito Sales con picchi sul mondo servizi, del commercio, del digitale, del retail e dell’hospitality. Le motivazioni risiedono nell’ampliamento della domanda di servizi, nella trasformazione digitale e dei canali di vendita, nella gestione e fidelizzazione dei clienti in uno scenario sempre più dinamico, competitivo e sfidante.
“Il 2026 - conclude Tomaso Mainini - sarà un anno di svolta per il mercato del lavoro. Le aziende dovranno investire in trasparenza, tecnologia e cultura organizzativa per attrarre e trattenere i migliori talenti, mentre i professionisti cercheranno ambienti capaci di valorizzare competenze, crescita e benessere”.
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Con il mercato del lavoro che sta attraversando una fase di profonda trasformazione, come sta cambiando l’equilibrio tra generazioni nelle imprese italiane? A rispondere è la nuova indagine di I-Aer, Institute of Applied Economic Research, che ha coinvolto 541 imprenditori di piccole e medie imprese, fotografando un ricambio generazionale ancora debole e una presenza crescente di lavoratori over 50 all’interno delle aziende. Negli ultimi tre anni, infatti, la quota di ultracinquantenni è rimasta stabile in oltre metà delle pmi ed è aumentata in un’impresa su quattro, segnalando una dinamica strutturale più che congiunturale. Oggi il 15% delle pmi dichiara che i lavoratori con più di 50 anni rappresentano oltre la metà della forza lavoro, mentre il 60% mostra una composizione più equilibrata tra profili senior e più giovani. Solo un’azienda su quattro, invece, può contare su una prevalenza di under 50. Numeri che confermano come il tessuto produttivo italiano, soprattutto quello delle piccole e medie imprese, si trovi a fare i conti con un mercato del lavoro che fatica a rinnovarsi, come sottolineano gli esperti.
Secondo l’avvocato Riccardo Maraga, partner dello studio legale Ughi e Nunziante, l’invecchiamento della forza lavoro è innanzitutto il riflesso di due fenomeni strutturali della società italiana: l’allungamento dell’aspettativa di vita e la crisi demografica: “In Italia, ormai da anni, nascono sempre meno bambini e la popolazione vive sempre più a lungo. Il mondo del lavoro, che è uno spaccato della società, risente inevitabilmente di queste due tendenze”.
A questi aspetti di carattere strutturale si aggiungono, secondo il giuslavorista, gli effetti delle politiche pensionistiche degli ultimi anni che hanno allungato notevolmente l’età pensionabile, con la conseguenza di ritardare l’uscita dei lavoratori dalle imprese. Ma non solo. “Non si devono trascurare, inoltre, altri due fenomeni molto importanti, ossia, l’elevato tasso di emigrazione di lavoratori italiani, soprattutto giovani, verso altri Paesi dell’Unione europea e l’impatto dell’intelligenza artificiale che, dal mio punto di vista, tende a rendere maggiormente sostituibili i profili più junior”, avverte Maraga.
In questo scenario, per le imprese diventa centrale investire sul capitale umano. “E’ fondamentale, per le imprese, puntare molto sulla formazione continua del personale, anche attraverso l’utilizzo dei Fondi interprofessionali, per evitare che una popolazione aziendale che invecchia si traduca nella perdita di competitività sul mercato”, afferma. “Inoltre, occorrerebbero delle politiche del lavoro tese a incoraggiare i giovani lavoratori a restare in Italia, anche attraverso una riduzione del cuneo fiscale che possa rendere i salari italiani, tradizionalmente molto bassi, più attrattivi. In questo senso la legge di Bilancio 2026 contiene iniziative lodevoli, come la detassazione degli aumenti contrattuali, ma occorrerebbero scelte strutturali e non una tantum. I giovani lavoratori sono interessati anche a una migliore conciliazione tra lavoro e vita personale e, anche su questo, sono auspicabili delle politiche strutturali che incentivino la genitorialità e la flessibilità organizzativa”, sottolinea Maraga.
Un quadro che trova conferma anche nei dati nazionali. Nel 2024 gli occupati in Italia sono cresciuti di 352mila unità, ma oltre l’80% dell’aumento ha riguardato persone con più di 50 anni. Parallelamente, quasi 156 mila italiani hanno lasciato il Paese e circa la metà di loro sono giovani laureati, riducendo ulteriormente la disponibilità di forza lavoro qualificata under 35.
Sul fronte normativo, però, l’elevata presenza di lavoratori senior non sembra essere il risultato di particolari 'corsie preferenziali' per gli over 50. “L’età, di per sé, rappresenta uno degli elementi che l’ordinamento annovera tra i casi di discriminazione”, osserva l’avvocato Vincenzo Fabrizio Giglio, partner dello studio legale Lexia. “Pertanto, le disposizioni che espressamente sono rivolte a favorire l’inserimento al lavoro di persone con età superiore a una certa soglia sono rivolte a bilanciare situazioni ritenute di svantaggio o di disagio, ad esempio over 50 in stato di disoccupazione di durata significativa”, dice.
Altre misure legate all’età riguardano sia lavoratori più anziani sia più giovani, come l’esclusione dai limiti per il lavoro intermittente per gli over 55 e gli under 25. Tra le poche disposizioni specifiche per gli over 50 rientra l’esclusione dal computo dei limiti massimi per i contratti a tempo determinato, oltre agli strumenti di accompagnamento alla pensione, come l’isopensione.
“Si tratta, dunque, di disposizioni - prosegue Giglio - che si rivolgono a situazioni di svantaggio nelle quali l’età è identificata dal legislatore come uno degli elementi che tale svantaggio producono. La resistenza al mancato ricambio, per la mia esperienza professionale, risulta talora piuttosto connessa ai costi che le aziende vedono, o temono, per l’inserimento di nuove leve: i costi connessi al periodo formativo che, specie per lavori qualificati, può essere anche significativo; i costi di separazione, qualora ci si accorga che la persona assunta non va bene, decorso un periodo di prova che è spesso del tutto inadeguato a un'accurata valutazione della risorsa; una propensione al cambiamento di lavoro che, sempre senza pretesa di dati statistici, è forse più frequente avvertita nei giovani o comunque in persone di più recente inserimento in azienda”.
Da qui la necessità di intervenire su strumenti chiave come il periodo di prova e soprattutto sull’apprendistato, oggi appesantito da formalismi. “L’apprendistato potrebbe, a mio avviso, costituire una vera chiave di volta nel problema dell’occupazione giovanile se lo si riportasse a una struttura giuridica corrispondente alla odierna realtà: complice anche la demografia, il problema di molte aziende, quelle sane, è quello di reperire e conservare le risorse valide. I benefici economici e normativi potrebbero essere concessi per il solo fatto che il nuovo datore di lavoro inserisce la persona per un percorso professionale che fino a quel momento le era stato estraneo. Le classificazioni ci sono e sono più che dettagliate. L’interesse di qualunque datore di lavoro alla formazione del proprio personale farebbe il resto”, rimarca Giglio.
Il tema della 'staffetta generazionale' viene letto come sempre più complesso anche dall’avvocato Valentina Pepe, partner dello studio legale Pepe e Associati: “Il tema dell’‘età’ della forza lavoro nelle pmi è attenzionato anche dal governo in carica: lo dimostrano i molteplici interventi normativi, alcuni ancora oggetto di discussione e approvazione in questi giorni. Da un lato, risulterebbero in via di conferma per il 2026 gli incentivi, sotto forma di sgravi contributivi, erogati per le assunzioni di giovani under 35, a fronte dell’opzione per il part time tra il 25 e il 50% da parte dei lavoratori a tempo pieno che maturano la pensione negli anni 2026 e 2027 in cambio dell’azzeramento delle trattenute contributive".
"D’altra parte, l’irrigidimento delle norme che blindano l’uscita di dipendenti ‘senior’ - puntualizza - rende più farraginoso all’interno delle aziende il ricambio generazionale. Si sta discutendo, infatti, in questi giorni un allungamento della cosiddetta ‘finestra mobile’ per chi vorrà fare ricorso alla pensione anticipata, così come è in discussione l’impatto sui requisiti contributivi per l’accesso alla pensione degli anni di laurea riscattati che verrà ridotto, penalizzando di fatto i lavoratori che contavano sulla maturazione del requisito contributivo proprio mediante il riscatto”.
Uno scenario che si intreccia anche con la rapida trasformazione del lavoro legata all’intelligenza artificiale, “che dovrebbe favorire l’occupazione della popolazione lavorativa più giovane ‘nativa digitale’, avvezza all’utilizzo della tecnologia", prosegue Pepe. “Non a caso, con il decreto pmi sono stati stanziati dei fondi per consentire nelle piccole e medie imprese l’acquisizione e nel concreto la formazione di forza lavoro qualificata con il fine di portare a termine la transizione verde e quella ecologica”, aggiunge. A complicare ulteriormente il quadro contribuisce, infine, l’incertezza normativa in materia di licenziamenti, dopo i recenti interventi della Corte costituzionale, “che rischia di introdurre un ulteriore elemento di incertezza e di precarizzazione in un contesto normativo complesso e in continua evoluzione”, fa notare Pepe.
Accanto al tema generazionale, l’indagine I-Aer mette in luce anche una dimensione di genere. Se metà delle pmi non rileva differenze tra uomini e donne over 50, una su cinque segnala un vantaggio per i lavoratori maschi. Le principali cause individuate riguardano la minore disponibilità percepita delle donne al tempo pieno, i pregiudizi legati all’età e al genere e reti professionali considerate più deboli. In questo contesto, cresce l’attenzione verso modelli organizzativi capaci di valorizzare competenze diverse e favorire l’incontro tra generazioni.
“Creare contesti in cui diverse generazioni possano confrontarsi, collaborare e valorizzare reciprocamente le proprie competenze - osserva Laura Basili, fondatrice insieme a Ilaria Ceccini di Women at Business, piattaforma innovativa di matching professionale al femminile - è una delle ultime tendenze che sta emergendo nel mondo del lavoro. Il talento, a qualsiasi età e a prescindere dal genere, rappresenta una risorsa strategica: l'esperienza e la determinazione delle persone già avviate, ad esempio, può integrarsi con l’energia e le idee delle nuove generazioni, contribuendo a creare innovazione e crescita per le imprese e la società. Favorire reti professionali solide, opportunità di reinserimento e percorsi di sviluppo continuo significa costruire un ecosistema in cui tutti possano esprimere pienamente il proprio valore e contribuire attivamente al futuro del lavoro”.
Una visione condivisa anche dal mondo imprenditoriale. Michela Pancaldi, ceo di Tecnocupole Pancaldi, evidenzia come “il ricambio generazionale rappresenta oggi una sfida e un’opportunità per tutte le imprese". "La mia esperienza, entrando nell’azienda di famiglia molto giovane - racconta - insieme a mia sorella e alle nostre cugine e assumendo gradualmente ruoli di responsabilità, mi ha mostrato quanto sia importante trasmettere competenze e costruire fiducia tra generazioni diverse. Per favorire un ricambio efficace, è fondamentale offrire ai giovani occasioni concrete di confronto con il mondo del lavoro, come programmi scuola-lavoro o stage, che permettano loro di sperimentare, mettersi alla prova e scoprire talenti e vocazioni. Solo valorizzando l’esperienza dei senior e aprendo opportunità concrete alle nuove generazioni le aziende possono combinare innovazione, continuità e crescita sostenibile”.
Un approccio basato sull’integrazione tra competenze senior e nuove energie emerge anche dall’esperienza di ab medica. "I dati sull’invecchiamento della forza lavoro e sul basso ricambio generazionale - commenta Francesca Cerruti, ceo di ab medica - rappresentano una sfida reale per le imprese italiane e rispecchiano anche la nostra esperienza in azienda. L’esperienza dei profili senior, la curiosità e l’ambizione dei più giovani, la contaminazione delle competenze sono leve competitive da valorizzare”. Negli ultimi mesi, spiega Cerruti, l’azienda ha scelto di inserire anche profili senior. “Crediamo - continua Cerruti - che l’esperienza, quando è condivisa e dialogante, sia un acceleratore di innovazione al servizio delle persone e non un ostacolo al cambiamento e alla carriera. In un’impresa che vuole davvero innovare la sanità e mettere la tecnologia al centro della cura, è fondamentale ascoltare, confrontarsi e costruire insieme soluzioni sostenibili. Una cultura organizzativa aperta, inclusiva e attenta alle persone è ciò che ci permette di affrontare un mercato del lavoro in trasformazione e di trasformare una sfida in un’opportunità di crescita e continuità".
Accanto a modelli basati sulla continuità e sulla trasmissione graduale delle competenze, emergono anche esperienze che puntano in modo deciso sulle nuove generazioni. È il caso di Kampaay, realtà innovativa nel settore degli eventi aziendali, che rappresenta un modello opposto rispetto alla media nazionale fotografata dall’indagine I-Aer. "Il report I-Aer fotografa un Paese che cerca sicurezza nell'esperienza degli over 50, rischiando però di bloccare il futuro - riferisce Daniele Arduini, ceo di Kampaay - e Kampaay è la prova che un modello alternativo non solo esiste, ma corre molto più veloce. La nostra realtà è l'esatto opposto della media nazionale: età media di 34 anni e responsabilità strategiche affidate ai giovani oggi, non in un ipotetico domani".
"Non è incoscienza, è strategia: come scaleup che unisce tecnologia ed eventi abbiamo bisogno di velocità e visione laterale, doti naturali delle nuove generazioni. I risultati ci danno ragione. Se siamo stati inseriti da Il Sole 24 Ore e Statista tra i 'Leader della crescita 2026', è proprio grazie a questa energia. Le pmi italiane devono avere il coraggio di rompere l'equilibrio descritto dall'indagine: l'esperienza è fondamentale, ma senza la spinta delle nuove generazioni non c'è evoluzione, c'è solo mantenimento", conclude.
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"Abbiamo ricoverato da ieri sera tre ragazzi, una giovane quasi 30enne e gli altri sono 2 ragazzini 15enni. Oggi stiamo organizzando tutto il trasbordo dei giovani ospiti italiani che sono ricoverati nei vari ospedali della Svizzera. La parte significativa di questa iniziativa è stata aver inviato questo gruppo di nostri tecnici che è partito ieri sera, tutti esperti in problematiche di ustioni dell'ospedale Niguarda che hanno girato i vari ospedali in Svizzera. Questa mattina abbiamo avuto le cartelle cliniche di tutti i ricoverati negli ospedali e questo ci ha permesso di stabilire i pazienti che possono essere trasportati con elicottero e di identificare quelli che al momento per le grandi ustioni non possono essere trasferiti a Milano. Oggi dovremmo riuscire a trasferire nel nostro ospedale 4 dei giovani che sono ancora feriti, il primo dovrebbe essere in arrivo questo mattina è un ragazzo di 15 anni che arriva dall'ospedale di Berna. L'elicottero è a Berna ma abbiamo problemi di meteo perché c'è nebbia e quindi l'attravesamento delle Alpi è problematico. Quando il meteo lo permetterà arriverà qui, spero entro la mattinata". Così l'assessore regionale al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, nel punto stampa all’ospedale Niguarda per fare un aggiornamento sullo stato di salute dei pazienti italiani feriti nella strage di Crans-Montana[1].
"Quando le condizioni meteo ce lo permetteranno altri 3 quindicenni arriveranno al Niguarda, due si trovano all'ospedale di Losanna e sono già stati visti dal nostro team e un altro viene dall'ospedale di Ginevra. Quindi dovremmo avere entro questa sera 7 dei nostri ragazzi feriti e ricoverati al Niguarda. Gli altri 6 feriti li abbiamo di fatto tutti identificati si trovano fra l'ospedale di Berna e di Zurigo - dove c'è il centro per grandi ustionati. Se ci daranno l'ok per essere trasportati li riporteremo a casa il prima possibile", ha continuato Bertolaso.
"Questa sera saremo in grado di dare ulteriori elementi sulla base delle condizioni del meteo", ha aggiunto. Dei 6 feriti ancora in Svizzera "due non li conosciamo nel senso che sono intubati e non possono parlare - ha precisato ai giornalisti - ma chi li segue ha capito che sono due ragazzi italiani. Questi 6 al momento non posso essere trasportati, perché sono in condizioni gravi, li stiamo seguendo con il nostro team che verificherà le condizioni. Però non siamo noi che decidiamo se il paziente si può trasportare, quando il medico curante che ha preso in cura i nostri connazionali dirà che può essere trasferito noi lo prendiamo in carico".
"Al momento abbiamo avuto 4 autorizzazioni al trasporto - ha precisato Bertolaso - per i 4 giovani che contiamo di far arrivare a Milano entro la giornata di oggi sempre se la nebbia non ci farà scherzi altrimenti abbiamo chiesto alla nostro Aeronautica Militare di darci un aeroambulanza per trasportarli. Poi per gli altri 6 vedremo, non possiamo correre il rischio".

Il senso dell'evento più atteso sta tutto nelle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel tradizionale discorso di fine anno del Capo dello Stato non è mancato il riferimento al valore delle Olimpiadi e alla potenza dello sport: "Ha un posto di grande rilievo nel nostro album - ha detto Mattarella -. Lo sport ha contribuito alla crescita del Paese, a regalarci momenti di gioia, di orgoglio, di appartenenza. Così come accade sempre ascoltando risuonare l’inno italiano in una premiazione. Tutto questo si rinnoverà ancora una volta con i Giochi di Milano Cortina. La diffusione dello sport, oltre al messaggio di pace, amicizia, inclusione che esprime, è un potente antidoto alla violenza giovanile e alle droghe". L'anno olimpico è arrivato e porterà valori, emozioni, ricordi indelebili. Nel 2026 l'Italia ospiterà i Giochi Invernali di Milano Cortina, un nuovo appuntamento con la storia.
Milano Cortina 2026 rappresenterà un momento speciale per l'Italia, ma non solo. La prima edizione 'diffusa' delle Olimpiadi sarà uno spartiacque per il movimento olimpico, come spiegato dalla presidente del Cio Kirsty Coventry in un'intervista al Corriere della Sera: "Ricordate l'atmosfera incredibile di Parigi 2024? Ecco, in Italia, tra un mese, mi aspetto qualcosa di simile. Voi italiani mettete una passione unica nello sport e le vostre montagne saranno un fondale bellissimo. Le discipline invernali sono nate sulle vette europee. Sarà un'edizione olimpica da cui imparare molto. Entriamo in una fase diversa: la nuova normalità è quella dei Giochi sparsi sul territorio. I dati che raccoglieremo in Italia, sentendo gli stakeholder, ci indirizzeranno per il futuro. Se ci saranno da apportare correzioni, naturalmente, lo faremo".
L'attesa, ovviamente, è anche per la cerimonia di apertura, da sempre il momento più seguito delle Olimpiadi. Laura Pausini sarà una delle star dell'evento, che si terrà il 6 febbraio 2026 allo Stadio San Siro di Milano. Unica artista italiana riconosciuta e premiata a livello mondiale con un Grammy Award, 5 Latin Grammy Awards, un Golden Globe e una nomination agli Oscar® nel corso di una carriera di successo lunga più di 30 anni, Laura Pausini ha saputo portare la musica italiana oltre i confini nazionali, diventando ambasciatrice di un linguaggio universale che unisce ed emoziona. Con la sua voce, incarna alla perfezione il concetto di Armonia, elemento centrale della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. La musica di Laura Pausini, capace di attraversare generazioni, culture e lingue diverse, rappresenta un punto di incontro tra tradizione e contemporaneità, tra radici italiane e respiro internazionale. Il suo coinvolgimento sarà così espressione autentica dell’italianità e della sua tradizione.
L'ingresso nell'anno olimpico porta con sé le ultime tappe della rincorsa. Anche a livello organizzativo. Dal 9 all’11 gennaio 2026, la Milano Santagiulia Ice Hockey Arena verrà ufficialmente inaugurata con le Final Four del Campionato IHL Serie A e della Coppa Italia 2025/2026. Un test event cruciale nel percorso verso Milano Cortina 2026. Il polo vivrà così tre giorni di sport all’insegna della passione, per onorare la grande prima della struttura dedicata all'hockey. Un palazzetto polivalente che sarà il centro nevralgico dei tornei di Milano Cortina 2026, assegnando il titolo femminile il 19 febbraio e quello maschile il 22 febbraio, poche ore prima della cerimonia di chiusura. L’hockey, uno degli sport più seguiti alle Olimpiadi Invernali, vedrà quest’anno il ritorno in campo delle stelle della National Hockey League (NHL), la lega professionistica nordamericana con i campioni più famosi al mondo. Un altro motivo che accende l’attesa verso Milano Cortina.

Sono Jacques e Jessica Moretti, marito e moglie, i proprietari di Le Constellation, il locale di Crans-Montana teatro della strage di capodanno, nella quale sono rimaste uccise 47 persone. Lo scrive Corse Matin, il giornale dell'isola francese di cui è originaria la coppia, mentre l'emittente Bfm riferisce che la donna "era nel bar quando è scoppiato l'incidendio, è ustionata a un braccio, mentre il marito si trovava in uno degli altri due locali" di loro proprietà. Si tratta di un ristorante a Lens, nei pressi di Crans-Montana, Le Vieux Chalet, noto per le sue specialità corse, che risulta "chiuso temporaneamente".
Jean-Thomas Filippini, un amico della coppia, è riuscito a mettersi in contatto con Jessica Moretti poco dopo la catastrofe. "Sono persone che conosco da 10 anni. Il 31 dicembre 2015 abbiamo cantato lì con il nostro gruppo I Vagabondi - racconta a Corse Matin - Quest'anno Jacques voleva organizzare un festival di canzoni corse. Una quindicina di giorni fa abbiamo cantato nella chiesa di Crans-Montana. La notte scorsa, un conoscente mi ha informato che il loro locale era in fiamme[1]. Ho chiesto a Jessica se fossero vivi. Mi ha risposto di sì, dicendomi che era una tragedia... Sono una coppia di grandi lavoratori. Tornavano in Corsica ogni volta che potevano".
Stabilitisi nella regione svizzera negli anni Duemila, i Moretti avevano rilevato Le Constellation nel 2015, allora in stato di abbandono, trasformandolo in un locale molto frequentato, soprattutto nei periodi di forte afflusso turistico. Il locale poteva ospitare fino a 300 persone all'interno.

"La Russia prepara una provocazione con vittime per sabotare i negoziati". L'Ucraina fa scattare l'allarme con una nota del Servizio di Intelligence Estera (Fisu). L'alert fa riferimento ad un'operazione che Mosca starebbe pianificando per il 6-7 gennaio: l'obiettivo sarebbe attribuire la responsabilità a Kiev e alzare la tensione in un processo negoziale già estremamente complicato.
I canali Telegram ucraini, compresi quelli dei media, danno ampio spazio all'allarme e ricordano che - secondo Fox News - il Dipartimento di Stato americano alla fine del 2025 ha rinnovato l'avviso ai cittadini statunitensi, invitati a non recarsi in Russia per alti rischi legati a terrorismo, detenzione e applicazione arbitraria della legge: "I cittadini americani dovrebbero lasciare subito la Russia. Le autorità russe spesso interrogano e minacciano cittadini americani senza motivo".
Gli ultimi giorni sono stati caratterizzati dalle accuse relativo ad un presunto attacco con droni alla residenza del presidente russo Vladimir Putin a Valdai. Kiev ha definito ''menzogne'' le ricostruzioni della Russia[1], la Cia non avrebbe riscontrato elementi a supporto delle tesi di Mosca. Nelle ultime ore, i servizi russi hanno reso noto di aver consegnato agli Stati Uniti dati e prove relativi all'operazione condotta tra il 28 e il 29 dicembre[2].
Ora, secondo l'intelligence di Kiev, si profila un altro caso. "Questa operazione è di natura complessa. Dopo il cosiddetto 'attacco alla residenza di Putin', stiamo assistendo alla diffusione da parte del Cremlino di nuove informazioni false per preparare l'opinione pubblica russa e straniera a un'ulteriore escalation. Prevediamo con alta probabilità una transizione dalla manipolazione alla provocazione armata dei servizi speciali della Federazione Russa, con conseguenti significative perdite umane. Il momento previsto è alla vigilia o durante la celebrazione del Natale" ortodosso, che cade il 7 gennaio. "Il luogo della provocazione potrebbe essere un edificio religioso o un altro oggetto di alto significato simbolico, sia in Russia che nei territori temporaneamente occupati dell'Ucraina", proseguono i servizi di Kiev.
Secondo la Fisu, il piano prevederebbe l'utilizzo di frammenti di droni da combattimento di fabbricazione occidentale per creare false prove e suggerire il coinvolgimento ucraino. "Tali elementi saranno trasportati sul luogo della provocazione dalla linea di del fronte. Si evidenzia come lo sfruttamento della paura e la perpetrazione di atti terroristici con perdite umane sotto una 'bandiera straniera' siano pienamente in linea con le metodologie operative dei servizi speciali russi", affermano i servizi ucraini. "Il regime di Putin ha ripetutamente utilizzato questa tattica all'interno della Federazione Russa e ora questo stesso modello viene esportato all'estero, come confermato indirettamente da dichiarazioni pubbliche di alti funzionari russi", conclude la nota.
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