
SASSARI – La Questura di Sassari ha disposto la sospensione della licenza per 7 giorni di una sala slot cittadina. Il provvedimento, firmato dal Questore Filiberto Mastrapasqua, è stato adottato al termine di un controllo mirato della Squadra di Polizia Amministrativa nell'ambito dei servizi di contrasto al gioco illegale.
Le Violazioni Riscontrate
Durante l'ispezione, gli agenti hanno contestato diverse violazioni amministrative. La sala giochi è stata trovata aperta al pubblico in orari non consentiti dalle Ordinanze Comunali. Inoltre, all'interno non era presente né il titolare né un suo preposto, una grave mancanza che, di fatto, impediva il controllo sull'accesso e rendeva possibile l'ingresso a persone di minore età.
A peggiorare il quadro, all'interno del locale sono state riscontrate anche persone pregiudicate.
Provvedimento di Prevenzione
Vista la situazione, il Questore ha ritenuto necessario adottare un provvedimento urgente di sospensione della Licenza, non a titolo sanzionatorio ma come misura di prevenzione. L'obiettivo è impedire il protrarsi di situazioni potenzialmente pericolose per l'ordine e la sicurezza pubblica.
Il provvedimento è immediatamente esecutivo e prevede l'affissione all'esterno dell'esercizio di un cartello con la dicitura: "Chiuso per disposizione del questore, ex art.100 t.u.l.p.s." .
Possibile Revoca Definitiva
La Questura ha avvertito che, qualora dovessero verificarsi ulteriori episodi analoghi, potrà essere adottata la più grave misura della revoca definitiva della Licenza. L'operazione conferma l'impegno costante della Polizia di Stato nel contrasto al gioco illegale e nella tutela, in particolare, dei minori.
CAGLIARI – Un nuovo grido d'allarme si leva dal Consiglio regionale sulla crisi che sta travolgendo Tiscali. Il capogruppo di Fratelli d'Italia, Paolo Truzzu, ha diffuso un comunicato stampa in cui chiede con forza l'intervento immediato dell'Assessorato al Lavoro e della Giunta Todde per scongiurare quella che si profila come una vera e propria strage occupazionale.
La Procedura di Licenziamento Collettivo
Secondo quanto denunciato da Truzzu, la nuova società che si è aggiudicata i rami d'azienda B2C e i marchi "Tiscali" e "Linkem" (con un'operazione di affitto e successivo acquisto) avrebbe in serbo un drastico ridimensionamento. La procedura, infatti, porterebbe al licenziamento collettivo di 180 lavoratori su un organico complessivo di 729 dipendenti.
Un criterio di selezione che lascia sgomenti: come unico parametro per individuare i licenziamenti verrebbe adottata la "non opposizione al licenziamento" stesso.
Le Preoccupazioni di Truzzu
"Bisogna garantire sia i livelli occupazionali che il patrimonio storico-culturale rappresentato dalla società Tiscali, che ha portato il nome della Sardegna a livello europeo nel campo della tecnologia", dichiara Truzzu.
Il capogruppo di FdI solleva dubbi sulla reale natura dell'operazione: "La preoccupazione sulla nuova società è oggettiva in quanto nessuno è a conoscenza del nuovo piano industriale di sviluppo aziendale. Non vorremmo che l'unico obiettivo dei nuovi acquirenti sia la sola acquisizione della base clienti. Quali garanzie offre ai lavoratori e al territorio? Quali sono le prospettive per il futuro?".
L'Allarme sul Bonus "Esuberi"
Un ulteriore dato allarmante, sottolineato da Truzzu, riguarda l'accordo stipulato tra la società acquirente e chi vende: è previsto un bonus legato al numero dei dipendenti. In pratica, meno dipendenti rimangono in azienda, maggiore sarà la cifra dell'acquisto. Un meccanismo che oggettivamente incentiva i tagli al personale.
L'Appello Alla Regione
"La Regione deve intervenire immediatamente affinché la società acquirente sia in grado di garantire risultati eccellenti e alta professionalità", incalza Truzzu. Domande lecite, secondo l'esponente di FdI, che attendono risposte concrete dall'esecutivo regionale.
"Come di consueto – attacca – la Regione rimane nell'ombra del purgatorio, senza dare risposte certe a 180 famiglie che chiedono aiuto. La Regione non può voltarsi dall'altra parte, o si ritroverà altri 180 lavoratori disperati che, con le loro famiglie, busseranno alle porte di via Roma senza, nostro malgrado, trovarle aperte", conclude Truzzu.

LUNAMATRONA – Un uomo di 58 anni, residente a Siddi e già noto alle forze dell'ordine, è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Lunamatrona in esecuzione di un provvedimento dell'Ufficio Esecuzioni Penali della Procura di Cagliari. Per lui si sono aperte le porte del carcere di Uta, dove dovrà scontare una pena residua di tre anni e quattro mesi.
La Condanna Definitiva
Il provvedimento restrittivo scaturisce da una condanna definitiva per un grave episodio di violenza sessuale commesso nell'ottobre del 2022. L'uomo era precedentemente destinatario di un decreto di sospensione dell'ordine di carcerazione, che gli aveva permesso di evitare l'immediato ingresso in prigione.
La Revoca e l'Arresto
A seguito di valutazioni da parte dell'Autorità Giudiziaria, è stato disposto il ripristino della misura detentiva e la revoca della sospensione. I Carabinieri, dopo aver localizzato il pregiudicato, hanno proceduto alle verifiche di rito e, al termine, lo hanno arrestato.
Traduzione a Uta
L'uomo è stato quindi preso in carico dal personale dell'Aliquota Radiomobile e tradotto presso la Casa Circondariale "Ettore Scalas" di Uta, dove sconterà la pena residua, ponendo fine al suo percorso giudiziario.
L'operazione si inserisce nel quadro delle costanti attività di controllo del territorio e di esecuzione dei provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria svolte quotidianamente dall'Arma dei Carabinieri, fondamentali per garantire la certezza della pena e tutelare la sicurezza della collettività, con particolare attenzione al contrasto dei reati contro la persona.

SERRAMANNA – Un muro di una casa disabitata nel centro cittadino trasformato in un deposito di droga "a cielo aperto". È quanto hanno scoperto i Carabinieri della Compagnia di Sanluri, che nella notte hanno arrestato un 22enne di Serramanna, già noto alle forze dell'ordine, con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Viavai Sospetti di E-Bike e Monopattini
L'operazione è il risultato di settimane di indagini e osservazione. Da diverso tempo, i militari avevano notato un anomalo e continuo viavai di persone, spesso a bordo di biciclette elettriche o monopattini, nei pressi di un'abitazione disabitata in una via del centro di Serramanna. Il sospetto che quel luogo potesse essere una base logistica per lo spaccio al dettaglio ha spinto gli investigatori a predisporre mirati servizi di appostamento.
La Notte del Blitz
La scorsa notte, l'intuizione si è rivelata vincente. I Carabinieri hanno osservato il giovane arrivare in sella a una e-bike e avvicinarsi rapidamente al muro di recinzione della casa abbandonata. Con un gesto fulmineo, ha estratto un involucro da una cavità della struttura. A quel punto, i militari sono intervenuti, bloccandolo prima che potesse allontanarsi. Il pacchetto appena recuperato conteneva 15 grammi di cocaina.
Il Deposito Segreto Nel Muro
A questo punto, i Carabinieri hanno deciso di ispezionare accuratamente l'intera recinzione. La scoperta ha dell'incredibile: all'interno di altri due fori ricavati nel muro, erano stati abilmente occultati ulteriori nove involucri, contenenti complessivamente oltre 435 grammi di cocaina.
La Perquisizione in Casa
Le operazioni si sono quindi spostate nell'abitazione del 22enne. La perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire altri 8 grammi di marijuana e la somma in contanti di circa 415 euro, ritenuta verosimile provento dell'attività illecita.
Arresto e Traduzione a Uta
Tutto lo stupefacente e il denaro sono stati sottoposti a sequestro penale. Il ragazzo, terminate le formalità di rito, è stato dichiarato in arresto e condotto presso la Casa Circondariale "Ettore Scalas" di Uta.
L'operazione conferma l'efficacia del costante presidio del territorio da parte dell'Arma, fondamentale per smantellare le reti dello spaccio e tutelare la sicurezza e la salute delle comunità locali.

Tradisce la Fiducia del Tribunale: Violava le Regole dell'Affidamento in Prova, 30enne Arrestato a Pirri
CAGLIARI – Un trentenne cagliaritano, già noto alle forze dell'ordine, è finito in carcere dopo aver tradito la possibilità di reinserimento sociale che gli era stata concessa. I Carabinieri della Stazione di Cagliari-Pirri lo hanno arrestato ieri sera in esecuzione di un decreto di sospensione della misura alternativa alla detenzione emesso dall'Ufficio di Sorveglianza del capoluogo.
Da Spacciatore ai Servizi Sociali
L'uomo era stato condannato in passato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, in seguito alla sentenza, gli era stato concesso il beneficio dell'affidamento in prova ai servizi sociali. Una misura alternativa al carcere che richiede, in cambio, il rigoroso rispetto di precise prescrizioni.
Le Reiterate Violazioni
La costante e puntuale attività di controllo dei Carabinieri sul territorio ha permesso di documentare che il 30enne, invece, quelle regole le ha più volte violate. Il comportamento del giovane è stato segnalato all'Autorità Giudiziaria, che ha deciso di revocare il beneficio.
Il Decreto e la Traduzione a Uta
Il Giudice della Sorveglianza, preso atto delle inosservanze accertate dai militari, ha emesso un decreto di sospensione della misura alternativa, disponendo l'immediato accompagnamento in carcere. I Carabinieri hanno quindi rintracciato l'uomo e, dopo le formalità di rito, lo hanno tradotto presso la Casa Circondariale "Ettore Scalas" di Uta, dove rimarrà a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
L'operazione testimonia l'importanza del rigoroso monitoraggio dei soggetti sottoposti a misure alternative, un'attività quotidiana dell'Arma dei Carabinieri per garantire l'effettivo rispetto delle decisioni giudiziarie e la sicurezza della collettività.
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