Caro Carburanti, Taglio alla Sanità: 86 Milioni di Euro Sottratti al SSN per uno Sconto di 20 Giorni

SARDEGNA – Mentre l'attenzione dei media era concentrata sull'annuncio del taglio delle accise su benzina e diesel, è passato quasi inosservato il prezzo che il governo ha deciso di pagare per quella misura: oltre 86 milioni di euro sottratti al Ministero della Salute. A denunciarlo è l'associazione ABACO Sardegna, che definisce l'operazione "un atto inaccettabile contro il Servizio Sanitario Nazionale".
Il Decreto Carburanti e i Tagli Nascosti
Il decreto-legge 18 marzo 2026, n. 33, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha ridotto le accise su benzina e diesel per 20 giorni (fino al 7 aprile). Per finanziare l'operazione, del costo complessivo di oltre 527 milioni di euro, il governo ha attinto con tagli lineari a vari dicasteri. Tra questi, il Ministero della Salute ha subito un prelievo di 86 milioni di euro.
"La notizia è passata quasi inosservata tra gli annunci sull'abbassamento del prezzo dei carburanti", denuncia Abaco Sardegna. "Ma questi tagli rappresentano un ennesimo attacco al diritto alla salute dei cittadini italiani".
Il Contesto Critico della Sanità
L'associazione ricorda che il taglio arriva in un momento particolarmente critico per il settore sanitario:
- Le liste d'attesa sono ancora fuori controllo, con cittadini costretti ad attendere mesi per una visita specialistica.
- Il personale sanitario è in fuga a causa di turni usuranti e mancanza di risorse.
- Le disuguaglianze regionali nell'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) sono già profonde e rischiano di peggiorare.
Un Doppio Attacco alla Sanità
A questa situazione si aggiunge quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2026, che ha già ridotto strutturalmente il Fondo per i farmaci innovativi, tagliando 140 milioni di euro all'anno a partire dal 2026 per finanziare altri capitoli di spesa farmaceutica.
"Si tratta di un doppio attacco", sottolinea Abaco Sardegna. "Si tolgono risorse correnti con il decreto carburanti e si riduce la capacità di acquistare farmaci del futuro con la manovra finanziaria".
La Denuncia e le Richieste
Abaco Sardegna definisce la scelta politica "inaccettabile" e chiede al governo:
- Il ripristino immediato delle risorse sottratte al Ministero della Salute in sede di conversione del decreto legge.
- Un impegno concreto a non utilizzare più la sanità pubblica come "bancomat" per coprire spese di altri capitoli.
- Un piano strutturale di rifinanziamento del SSN e di investimento sul personale e sull'innovazione farmaceutica.
"Non possiamo accettare che il diritto alla salute venga messo in secondo piano rispetto a logiche di breve periodo", conclude l'associazione. "Difendere la sanità pubblica significa tutelare l'uguaglianza dei cittadini e il futuro del Paese. Più sanità, meno armi".