
TERGU (SS) – Una mattinata di ordinario lavoro si è trasformata in un incubo per un allevatore di 79 anni residente a Nulvi. L'uomo è stato vittima di una furiosa aggressione da parte di una scrofa all'interno della sua azienda agricola nelle campagne di Tergu. Nonostante le gravi ferite, il pensionato è riuscito a mettersi in salvo con un atto di incredibile determinazione.
Il fatto è avvenuto sabato mattina. L'anziano, come ogni giorno, si stava prendendo cura dei maialetti quando la madre, una grossa scrofa, lo ha caricato all'improvviso. L'animale lo ha morso con violenza a un polpaccio e lo ha scaraventato a terra, causandogli profonde ferite, escoriazioni e diverse contusioni.
Nonostante il dolore e la perdita di sangue, l'allevatore ha mostrato un sangue freddo invidiabile. Dopo essersi liberato dalla morsa dell'animale, ha cercato inutilmente il cellulare, probabilmente perso durante la colluttazione.
Senza perdersi d'animo, il 79enne:
I medici della continuità assistenziale, compresa la gravità della ferita da morso e il quadro clinico generale, hanno immediatamente allertato il sistema di emergenza-urgenza. Sul posto è intervenuto l'elisoccorso Areus, atterrato nei pressi del campo sportivo di Nulvi.
Dopo le prime cure sul posto per stabilizzare le emorragie, l'uomo è stato trasferito d'urgenza all'ospedale Santissima Annunziata di Sassari. Sebbene le ferite siano serie, l'anziano non sarebbe in pericolo di vita, grazie soprattutto alla rapidità con cui è riuscito a sottrarsi alla furia dell'animale e a chiedere soccorso.

SILIUS (SU) – Un arsenale nascosto tra le balle di foraggio è costato l'arresto a un allevatore di 41 anni a Silius. L'operazione, condotta dai Carabinieri della Stazione di San Nicolò Gerrei con il supporto d'élite dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sardegna, ha portato al sequestro di armi con matricola abrasa e munizioni illegalmente detenute.
L'intervento è scattato all'alba, coronando un’intensa attività informativa che aveva spinto i militari a monitorare con attenzione le aziende agricole e gli ovili della zona. Durante l'ispezione mirata presso l'azienda dell'indagato, l'occhio esperto dei "Cacciatori" ha individuato un'anomalia nel fienile: un nascondiglio ricavato ad arte tra il foraggio.
All'interno del vano occultato, i Carabinieri hanno rinvenuto armi pronte all'uso ma rese "fantasma" dalla manomissione dei numeri identificativi:
Oltre alle armi, sono state recuperate 79 cartucce calibro 16 perfettamente integre e pronte all'impiego.
Tutto il materiale è stato repertato e posto sotto sequestro. Sarà ora compito dei tecnici del RIS (Reparto Investigazioni Scientifiche) effettuare gli accertamenti balistici per verificare se le armi siano state utilizzate in recenti episodi di cronaca nel territorio.
L’allevatore, colto in flagranza di reato, è stato arrestato con l'accusa di possesso di armi clandestine e detenzione abusiva di munizionamento. Al termine delle formalità di rito, è stato trasferito presso la casa circondariale di Uta, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

ALGHERO – Un vero e proprio deposito della ricettazione è stato smantellato ad Alghero dai Carabinieri della Compagnia locale. L'operazione, condotta la mattina dello scorso 26 marzo con il supporto dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Sardegna”, ha portato al deferimento in stato di libertà di un uomo, accusato di ricettazione, riciclaggio e detenzione abusiva di munizioni.
L'intervento è scattato a seguito di mirati accertamenti investigativi che hanno indirizzato i militari verso i terreni in uso all'indagato. La perquisizione domiciliare e l'ispezione delle aree rurali hanno portato alla luce un ingente quantitativo di materiale di provenienza illecita, occultato con cura in diversi punti della proprietà.
Il ritrovamento più significativo riguarda il parco veicoli, composto da mezzi sottratti recentemente a professionisti del territorio e non solo:
Tutti i mezzi, dopo le verifiche di rito, sono stati restituiti ai legittimi proprietari, ponendo fine a un grave danno economico per le attività locali.
Oltre ai veicoli, i Carabinieri hanno rinvenuto un arsenale di munizioni detenute illegalmente. Nello specifico, sono state poste sotto sequestro:
Il materiale balistico è ora a disposizione della Procura della Repubblica di Sassari, che coordina le indagini per accertare la provenienza delle munizioni e l'eventuale coinvolgimento dell'uomo in altri episodi delittuosi.
"L’operazione si inserisce nel quadro delle costanti attività di prevenzione e contrasto ai reati contro il patrimonio e in materia di armi svolte dall’Arma sul territorio."
L'indagato resta a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. Si ricorda che, per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza sarà accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna.

SASSARI – Una rapida e coordinata operazione della Polizia di Stato di Sassari ha portato all'arresto di due uomini, colti in flagranza di reato mentre asportavano rame da un importante edificio storico cittadino. L'intervento degli agenti della Squadra Volanti, avvenuto lo scorso 29 Marzo 2026, si inserisce in una più ampia strategia di controllo del territorio per contrastare un'ondata di furti di materiali metallici che aveva colpito diverse strutture pubbliche.
Tutto ha avuto inizio grazie alla fondamentale collaborazione di un cittadino. Intorno alla data specificata, una chiamata al numero di emergenza 112 ha allertato la Sala Operativa della Questura circa la presenza di due individui sospetti nei pressi della biblioteca della Soprintendenza, situata in via Monte Grappa.
Le pattuglie della Squadra Volanti, già in assetto di pattugliamento mirato, sono state immediatamente allertate. Grazie alla descrizione dettagliata fornita dal segnalante, gli agenti sono riusciti a individuare e intercettare i presunti ladri in brevissimo tempo.
La sorpresa per i poliziotti è arrivata durante il controllo. I due uomini sono stati trovati in possesso di due borsoni e, insolitamente, un passeggino, che fungeva da insolito mezzo di trasporto per il materiale rubato. All'interno, gli agenti hanno recuperato circa 80 chilogrammi di rame, costituito da cavi elettrici e sezioni di grondaie appena divelte, accartocciate e rese inutilizzabili.
L'ispezione ha confermato che il materiale proveniva proprio dall'edificio della Soprintendenza, una struttura di notevole interesse storico e culturale e, come tale, sottoposta a speciale tutela. L'asportazione ha causato danni materiali e potenziali disagi all'istituzione pubblica.
Alla luce delle prove evidenti, i due uomini sono stati dichiarati in arresto con l'accusa di furto aggravato in flagranza. Successivamente, sono stati messi a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. In seguito al rito direttissimo, il Giudice ha provveduto alla convalida dell'arresto.
L'operazione condotta dalla Polizia di Stato di Sassari non solo ha portato all'assicurazione dei presunti colpevoli alla giustizia, ma ha anche ribadito l'impegno costante delle forze dell'ordine nel contrasto ai reati predatori e, soprattutto, nella tutela del patrimonio culturale della città, troppo spesso mirato per il valore dei suoi materiali. È doveroso ribadire che, nel rispetto della legge, vige il principio di non colpevolezza fino alla sentenza definitiva.

OSSI (SS) – Un intervento tempestivo dei Carabinieri ha salvato una vita a quattro zampe nel cuore del sassarese. Durante la mattinata di venerdì 27 marzo, i militari della Stazione di Ossi hanno scoperto e soccorso un cane meticcio ridotto in fin di vita, denunciando il proprietario per il reato di maltrattamento di animali.
Il ritrovamento è avvenuto nell'ambito dei consueti pattugliamenti dell'Arma. Transitando nei pressi di un’abitazione privata, l’attenzione dei Carabinieri è stata catturata da un cane meticcio di media taglia visibilmente sofferente. L'animale giaceva nel giardino di pertinenza in condizioni igieniche disperate e con un evidente stato di deperimento fisico.
Secondo quanto riportato dai militari, il quadro emerso dall'ispezione è apparso subito critico:
"L'intervento ha permesso di porre fine a una situazione di grave incuria, ripristinando le condizioni di benessere per l’esemplare e ribadendo l’impegno dell’Arma nella tutela della dignità di ogni essere vivente."
L’animale, ribattezzato simbolicamente Fiamma, è stato immediatamente sottratto al proprietario e sottoposto a sequestro. Attualmente si trova presso una struttura convenzionata dove ha ricevuto le prime cure urgenti:
L'uomo ritenuto responsabile è stato deferito in stato di libertà. È importante ricordare che, per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta alle indagini sarà definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna.
L’operazione di Ossi sottolinea ancora una volta l’importanza delle segnalazioni e della vigilanza costante per il contrasto ai reati contro gli animali, crimini che colpiscono i membri più vulnerabili della nostra società.
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