
Assemini, blitz dei "Falchi": scoperta serra con 8.800 piante di marijuana. Due arresti
Sequestrati 47 chilogrammi di sostanza. Le piante, alte solo 15-25 centimetri, presentavano infiorescenze già sviluppate con un elevato principio attivo di THC. Gli arrestati, due uomini di Assemini di 54 e 58 anni, sono stati condotti nel carcere di Uta
Cagliari, 21 settembre 2026 – Gli agenti del Gruppo Falchi della Squadra Mobile di Cagliari, nel rispetto dei diritti della persona indagata e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo stato e salvo ulteriori sviluppi investigativi, hanno arrestato due uomini per l'ipotesi di reato di produzione di sostanze stupefacenti.
La scoperta nelle campagne di Assemini
Nei giorni scorsi, i Falchi della Mobile cagliaritana, nell'ambito dei servizi antidroga predisposti per contrastare la produzione e il traffico di sostanze stupefacenti, hanno individuato nelle campagne di Assemini una vasta coltivazione di marijuana, procedendo all'arresto di due uomini di Assemini di 54 e 58 anni.
L'operazione rappresenta l'esito di una mirata attività investigativa condotta in un'area rurale, le cui caratteristiche hanno reso particolarmente difficoltosi i servizi di osservazione e controllo. Proprio nel corso dei ripetuti passaggi effettuati nei giorni precedenti, gli investigatori avevano registrato una presenza sempre più assidua di persone all'interno della proprietà, circostanza che ha indotto i Falchi ad approfondire gli accertamenti.
L'ingresso nel terreno e la serra
Ieri mattina, gli agenti hanno deciso di entrare nel terreno, dove hanno identificato due uomini. Alle domande degli investigatori circa la natura della coltivazione, i due avrebbero inizialmente fornito risposte generiche, per poi ammettere la presenza di piante di cannabis all'interno di una serra.
Una volta entrati nella struttura, i poliziotti si sono trovati davanti a una coltivazione composta da migliaia di piante, ordinatamente disposte in filari.
Le caratteristiche della piantagione
A colpire gli investigatori sono state soprattutto le caratteristiche della piantagione: le piante presentavano dimensioni estremamente contenute, comprese mediamente tra i 15 e i 25 centimetri, ma, nonostante la ridotta altezza, mostravano infiorescenze già particolarmente sviluppate.
Un elemento che ha reso necessario procedere immediatamente ad accertamenti tecnici per stabilire l'effettiva natura e la capacità drogante della coltivazione.
Le analisi di laboratorio
Tre piante, prelevate a campione, sono state inviate al Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Cagliari, dove le successive analisi di laboratorio hanno evidenziato valori di delta-9-THC rispettivamente pari al 6,1%, 5,0% e 5,4%, confermando la significativa presenza del principio attivo nonostante le dimensioni ridotte degli esemplari.
L'estirpazione e il sequestro
Una volta ricevuto l'esito delle analisi, i Falchi hanno proceduto all'estirpazione e al conteggio dell'intera piantagione: 8.800 piante di marijuana, organizzate in maniera sistematica all'interno della serra e servite da un impianto di irrigazione.
All'interno della proprietà sono stati inoltre rinvenuti prodotti destinati alla cura e allo sviluppo della coltivazione. Gli investigatori hanno accertato che nel terreno non erano presenti altre colture in atto e che le attrezzature agricole rinvenute risultavano funzionali alla gestione della piantagione sequestrata.
La sostanza vegetale estirpata e sottoposta a pesatura ha raggiunto un peso netto complessivo di circa 47 chilogrammi, comprensivo dei campioni prelevati in diversi punti della serra per i successivi accertamenti.
Gli arresti
Al termine delle attività, i due uomini sono stati dichiarati in arresto in flagranza del reato di produzione di sostanze stupefacenti su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Cagliari. Sono stati condotti e rinchiusi presso la Casa Circondariale "Ettore Scalas" di Uta, dove rimarranno a disposizione dell'Autorità.